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2026 - PETER PAN sul Cammino de Invierno

  • Creatore Discussione Creatore Discussione Griffo
  • Data di inizio Data di inizio
Hola Griffo
Ben 4 pellegrini ? Cammino super affollato:)
Ti seguo e silenziosamente ti incoraggio, il bello deve ancora venire
Abbraccio
Cetty:flecha:
 
Tu stai zitto, avevi detto che la salita dell'Alto del Calvario dopo Castiblanco de los Arroyos era una salitella, invece neanche le capre riuscivano a salire.. :-)) :-)) :-))


benedetto ragazzo.

mai dare retta ai montanari quando usano diminutivi, quando dicono: "adesso spiana", "10 minuti e ci siamo", "che vuoi che sia? giusto due passi per sgranchire le gambe".

tra un montanaro e un nome che dice tutto, tu non devi aver dubbi, su chi dice la verità.

:p


cri [a tratti montanara]
 
Ultima modifica:
Tappa 5 - ARUÁ - QUIROGA

Questa mattina ho abbastanza premura di partire perché la tappa sarà lunga e devo capire quanto resisto per poi decidere se spezzare le tappe successive.

Luis e Lola di ospitaleros mi dicono che la colazione è pronta alle 7:00 ma io pur avendo messo la sveglia alle 6:30 mi alzo alle 6:00 per sistemare la miriade di piccole cose che ho fuori dallo zaino, sì perché ieri sera studiavamo il meteo e dando il 53% di possibilità di pioggia non sapevo come partire se già con la cosa da pioggia o normalmente. E poi diciamocela tutta alzarsi e avere già la premura del caos in giro non mi garba così la mia testa ha preferito alzarsi mezz'ora prima e il completo silenzio silenzio perché gli altri dormivano ancora portar fuori tutto nel salone e mettere via le cose in modo abbastanza sistematico così da ricordarmi dove le ho messe se servono.

Nel mentre iniziano a svegliarsi gli altri e io ho già lo zaino e il sacco a pelo fatto , Lola mi guarda e mi dice: se vuoi la colazione è già pronta, a un quarto alle 7, così mentre gli altri desaiunano, Io sono già in partenza perché tanto loro hanno le gambe più veloci delle mie e io oggi credo che mi fermerò almeno sette otto volte per cui ci si reincontrerà sul cammino.

Abbraccio Luis e Lola ringraziandoli per quello che fanno che non è assolutamente scontato e parto nel buio.

Caricando lo zaino, parto e i primi passi mi dicono e dai come stanno bene ragazzi oggi vero ma basta qualche centinaia di metri che arriva tutto l'appello la vescica e anche la schiena e gluteo eccetera eccetera e già inizia innervosirti vie che c**** sembro un Ciuchino che va sulla montagna con ingroppa tutto il peso più grosso di lui, nel mentre di questo pensiero alza gli occhi e che mi ritrovo? tac

Una gran bella croce e penso sorridendo ma di che c**** ti lamenti tu Dani? Ahahahha vai e siii felice.

Adoro questi primi passi del mattino fatti al buio con il cielo che si sta svegliando il paese ancora sotto le sue coperte e solo i gatti che sono già in piena attività, i colori che scaturiscono alle prime luci sono qualcosa di veramente emozionante.

Ed era da tantissimo tempo che non iniziavo una tappa così di notte, come feci al mio primo cammino dove la sveglia naturale era fissa alle ore 5.

Mi raggiungono quasi subito Manuel e Fernando i colombiani e francamente mi è piaciuto e servito moltissimo perché ci siamo mangiati i primi 9 km tutti in salita con pochissimo sforzo.

Sono proprio due belle persone molto semplici, sul loro primo cammino, scelto con le giuste motivazioni e prospettive ovvero natura silenzio poco casino e semplicità, lui che ha 39 anni ha un fisico della madonna e non potrebbe essere altrimenti perché si trasporta una cosa tipo 20 kg di zaino davanti e dietro perché dopo il cammino visiteranno il Portogallo e quindi hanno doppia valigia che porta ovviamente lui.

Il papà Ferdinando è un ometto piccolo ma ragazzi è straordinariamente un mulo da soma.

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Arriviamo al primo ed unico paesino in cui possiamo trovare una fonte e un punto caffè e con mia gran sorpresa troviamo un ragazzo che chiede: sei italiano? sì! anche io! ma dai?

Alvaredos
Cinque abitanti (prima erano 7)
due vecchietti che abitavano qua hanno dovuto abbandonare la casa in fiamme. 40.000 ettari bruciati.

Lui è Mirko
Marina di Ravenna

Mi racconta dell'enorme incendio che c'è stato qua, che è arrivato fino al paese e ha bruciato una casa, una cosa spaventosa, non c'è stato nessun aiuto dei bomberos e han dovuto limitare i danni loro con la poca acqua perché le tubature che portano acqua al paese erano proprio nell'incendio.

Anche qua mi racconta (come a Las Medulas) che parte è doloso ma parte è a causa dell'enorme caldo e troppa siccità che ha dato avvio alla sterpaglia nei boschi ormai abbandonati perché i vecchi di una volta sono andati tutti via.

Ora stanno cercando di recuperare le viti (lui gestisce la vigna di un americano) perché il terreno ha perso un po' il ph e attende la calce (vecchio metodo)

Mirko ha 42 anni, vive qua da solo, alle spalle due divorzi e molti soldi da dare alle ex.
A 19 anni dopo la naja ha iniziato a girare essendo un cuoco, andando in Grecia, poi a Siviglia e ora si è spostato qua.

Nonostante tutto è uno spettacolo sentirlo parlare perché gli è rimasto l'accento romagnolo e anche la simpatia ironica

IMG20260408093810.jpgIMG20260408092745.jpgcasa bruciataIMG20260408093853.jpg
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È impressionante vedere il contrasto tra una collina verde ed una collina bruciata dove non cresce più nulla però la natura è talmente bella e forte che riesce a riprendersi. Mirko mi spiega che comunque il fuoco non è andato fino sotto la superficie e quindi la cenere sopra funge da alimento e pian piano la terra riprende tutto il suo colore. Nulla da fare invece per le grandi querce ormai perse però mi dice che a parte l'attuale disboscamento di adesso (che è più un merdoso aspetto di sfruttamento economico perché in realtà sotto la corteccia il legno è ancora vivo), ci sono dei progetti di ogni singolo comune per ripopolare il bosco non più con pini ma coi castagni.

Francamente se fossi passato di qua prima che la primavera aggiungesse i suoi colori credo che l'impatto sarebbe stato molto più doloroso.

La discesa è bella impegnativa molto bella ma impegnativa però ormai ho preso il ritmo dei due colombiani che hanno un bel modo di fare, molto riservato però sempre con gli occhi molto aperti sia ai dettagli del paesaggio e si anche verso me. camminiamo passando verso un altro piccolo pueblo di case apparentemente abbandonate e riparte la seconda salita tosta questa volta più ardua essendo prima di tutto la "seconda" salita e con lo stesso dislivello ma in una distanza molto più breve; so che se mi fermo a prendere le bacchette Manuel e Ferdinando si fermerebbero quindi ci provo e vado senza, però, arrivati in cima e col proseguo della salita in questa strada asfaltata, mi accordo di aver lasciato indietro un polmone ....... ma francamente non ho voglia di tornare indietro.

È anche vero che, guardando in avanti e soprattutto guardando questa strada asfaltata che risale e corre su tutta la collina, viene sempre di pensare con un po' di timore a quanta strada si ha davanti, però spesso ci si continua a dimenticare di quanta strada si è fatto e ler ricordarsela basta guardarsi un po' indietro così da trovare la tranquillità del davanti.

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Devo rallentare (mi accorgo dei primi sintomi di cedimento) e con la scusa delle bacchette gli do appuntamento a Bendillo per mangiare.

I colori della Galizia sanno aprire il cuore, figuriamoci camminare su quel tappeto di muschio.

Ci si ritrova mangiamo, Ferdinando mi passa una nome raccolta per terra, Manuel delle gallette, io spezzo in 3 il mio panino con quezo Azul (o forse è meglio dire il mio quezo Azul con panino).

Loro mangiano in piedi, Ferdinando addirittura facendo la marcia da fermo, capisco che non posso stargli dietro così tolgo le scarpe e loro capiscono che non partirò con loro.

Siamo a 17km ne mancano 10 ed io noto di avere i piedi cotti come appena usciti di piscina o da un bagno bollente.
Qualcosa non va .....
Scarpe?
Calze?
Boh
Quindi da qua in poi i miei appunti vocali si sono fermati , sofferenza a ripartire , a rifermarmi, a ripartire un sacco di volte, fino a quando la decisione è stata fare gli ultimi 4km in sandali.

Non va bene.
Non ha piovuto ma qualcosa non va.

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Giungo sfatto a QUIROGA
E mi spiace un sacco
Molta musica per darmi ritmo ma senza godermela appieno.

Doccia
Non lavo nulla perché ormai è tardi
Giro a casaccio e mangio come cena delle patatine fritte e churros presi in una sanissima bancarella mobile, prendo un panino per domani, ma la testa è confusa nei pensieri vari
- non ho avuto conferma di farcela oggi
- conferma che gli altri domani andranno ed io no
- dubbi su come comportarmi con scarpe e calze
Anziché mettermi in branda a riposare mi metto a studiare le tappe ( le prossime sono da 35-30-25-28-33) mi ero preparato bene nei primi giorni, ma così non riuscirò, per cui sento la mia assistenza a casa minuetta e riformulo le tappe , giocandomi i 2giorni di polmone che avevo per andare a finisterre e da un amico di lavoro.

Mi butto a letto salutando prima gli altri perché partiranno molto presto.
Io per 16km potrei alzarmi anche alle 9 e recuperare un po' di sonno.
 
Hola Dani , Griffo
Fai bene a proseguire con tappe più moderate, goditi ogni passo con calma, si sa che i primi giorni fi cammino siamo presi da grande euforia, ma poi la paghiamo .
Quindi vai tranquillo , i dolori poi passano, se puoi prendi un antidolorifico la sera,

Vedo bellissime foto, molte uguali identiche alle mie , colpiti delle stesse bellezze,,,
Buon camino Dani a domani
Cetty
 
Tappa 6 spezzata
QUIROGA - A LABRADA
titolo OVATTATO

La notte non è stata per nulla delle migliori (ed è sempre così quand ti occorre la notte perfetta ti arriva quella peggiore) alle 2.00 mi son messo in corridoio con un attacco di tosse fino alle 3:00 alle 4:30 si sono alzati i Colombiani perché oggi si sparano 35 km verso Monforte, e alle 5.00 l'Ucraina con destinazione OProba, quindi che fare? piano piano ho preparato lo zaino e son partito anche io

Il paese dorme ancora anche se c'è una caffetteria aperta ma non è che abbia molta voglia di colazione quindi passo lento e vado avanti la luna in cielo e una fetta perfetta a metà un po' come il mio attuale stato d'animo sono mezzo mezzo mezzo.

Ho la mente vuota scarica i chilometri di ieri e lo sforzo di ieri si fa sentire, tiro dritto anche alla prima deviazione del cammino a ribas del Sil e mi immergo in una strada senza luce con un buio cosmico. Freddo, fa cosi freddo che alla luce della torcia si vede lo sbuffo del respiro. Lo zaino sembra pesare una tonnellata.

Solo, nel buio, con l'aria fatta di piccole particelle d'acqua, il cielo ancora scuro ma visibilmente annuvolato, mi sovviene solo il pensiero che spero che non piova proprio ora.

Mi faccio trasportare dal rumore del silenzio e anche dall'acqua che scorre e gli uccellini che ne fanno da padroni a quest'ora.

Appena scollinato mi accorgo che si, è tutta una nebbia, o meglio nuvole basse che si alzano sulla montagna, nuvole alte che si abbassano sul paese, oggi avvolto nel bianco, senza visione, come nel mio cervello.... ISTESS

Nel fare la salita un banco di nebbia o nuvola risale fino a inghiottirmi, rimango su in cima per un po', già a togliermi le scarpe e cambiare calze dopo soli 8km, per vedere se si apre e vedere il panorama ma nulla, il sole ormai alto fa fatica, è ovattato come me, incapace di scaldare.

Mai contento penso
Uh come si sta bene a camminare belli freschi , e però non sibvede il panorma
Oh che bel panorama però fa caldo

Cammino quindi a testa bassa senza panorama ed una marea di cuori mi si presentano ad ogni passo. Se li avessi raccolti avrei riempito un camion.

Inizia a filtrare qualche raggio di sole tra i boschi

Inizia il caldo del sole a bucare la coltre fredda di nebbia

Inizia a insinuarsi nei meandri del mio confuso cervello l'accettazione.

E niente, alla fine anche se mi sono giocato il panorama, questa nebbiolina la adoro

Gioco con lei, col sole, coi suoi raggi, vedo questo enorme albero bianco solitario nascondersi nel bianco della nuvola ancora bassa.

Incontro un pellegrino con la mochilla piccola che va spedito verso Monforte, ed io incazzato nero penso di ogni, in modo assai errato! Perché alla Capilla in alto al monte lo reincontri e mi racconta di avere 73 anni di essere proprio di Monforte, che la moglie lo ha accompagnato in macchina a QUIROGA E stasera dormirà a casa ( sante mogli ahhaha), ha fatto tutti i cammini ma quello di Inverno , che gli passa proprio davanti a casa, no! E quindi lo sta facendo a tempo perso in pensione.

Mai , dico mai giudicare

(Che poi davanti alle 7 mochilla pronte e fresche ritirate dal taxy proprio sotto ai miei occhi, di una compagnia che ha pernottato qua a Labrada ieri, c'è poco da pensare male , qua è proprio eclatante Signor Giudice, le prove sono schiaccianti!!!)

Cmq

Giungo già a mezzogiorno a La Brada , lotto con me stesso sul NON sentirmi in colpa e sul riconoscere la necessità.

Però capisco una cosa che potrebbe cambiare le sorti
La scarpe sono fradice , a Sobradelo probabilmente la pioggia che ho preso è rimasta nelle scarpe che non si sono asciugate, forse è lì la causa.

Per cui
Scarpe al volo sotto il sole e dentro il vento per ore ed ore (e non solo la sera sul davanzale come ieri e l'altro ieri)

Tutto da lavare (e José mi fa il regalo di buttare tutto nella sua lavatrice)

Scendo al fiume e metto i piedi nell'acqua freschita ( canticchiando proprio quella parte della canzone " Km di vita" di SpaccaIlSilenzio, solo che li è El rio Puan, qua è El rio Sil o affluente Rol) e crollo in un sonno pomeridiano condito da mal di testa, piedi, spalle, caldo e brividi da stanchezza ( ci sono 24 gradi ma io ho su la felpa)

Si , ho fatto decisamente bene a frenare
Il sole è tornato.

José mi prepara una trucia (in realtà 9) straordinaria , condita da patate e tanti consigli:

Domani a Monforte danno 30 gradi!!

Il giorno dopo cala drasticamente a 20

Tengo que buscar una tenda a Monforte e comprare delle calze più leggere , per José queste non vanno bene troppo invernali.
Ma chi aveva mai fatto un cammino in primavera?
E soprattutto chi si aspettava queste temperature?
Potrei mandare a casa 3kg di roba che non uso.

Qua da solo in questa pensione
Domani mattina mi aspettava una camera dove ha messo tutta la colazione così da poterla fare all'ora che voglio.
Ed io voglio le 5
So che vedrò poco belle prime ore
Ma è meglio camminare coi piedi al fresco.
Notte sole.
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Hola Dani , Griffo
Fai bene a proseguire con tappe più moderate, goditi ogni passo con calma, si sa che i primi giorni fi cammino siamo presi da grande euforia, ma poi la paghiamo .
Quindi vai tranquillo , i dolori poi passano, se puoi prendi un antidolorifico la sera,

Vedo bellissime foto, molte uguali identiche alle mie , colpiti delle stesse bellezze,,,
Buon camino Dani a domani
Cetty
E grazie Cetty, e dei consigli e di José qua a LaBrada, molto carino

Ps sembra
Hopper di Stranger Things
 
Prendila con calma e cambia calze spesso, quelle che togli appendile allo zaino per asciugarle.

Belle foto con la nebbia.

Mi piace leggere i tuoi resoconti Dani ma tu devi arrivare perciò non forzare. Comprendido ?

Edo
 
TAPPA 7
A LABRADA - MONTEFORTE DE LEMOS

Sveglia presto alle 5

Colazione top tranquillo con caffè latte burro marmellata toast
José mi ha lasciato un botto di roba e libertà

Faccio l'amore con le mie scarpe ..., ma proprio ci parlo !!!! quasi come un pazzo maniaco del tipo: dai oggi fate le brave, siete belle asciutte non bagnatevi, oggi dovete dimostrarmi che possiamo farcela, prendetelo bene dentro il piede, ecco così brava così comodo come sta bene il mio piede dentro di te mi raccomando fallo sentire bene.

Chi mai può capire il rapporto speciale tra pellegrino e scarpe?

Parto nel super buio

Subito canno strada perché non si vede nulla e subito la mia mezza parte matura (perché l'altra metà è immaturabile) guarda la mappa in tempo reale.

So che questo è un pezzo bello di natura ma preferisco partire molto presto anche se mi perdo il paesaggio, ho Cosi la possibilità di fare le prime ore con temperature belle fredde anche perché oggi danno 30 gradi quindi non vorrei camminare troppo sotto il sole e il caldo, e poi diciamocela tutta nel buio volano tantissimi pensieri senza distrazione.

In pieno buio in mezzo ai monti mi parte un super starnuto da Eco di montagna e di rinfaccio parte un latrato di cane talmente grosso e rimbombante che dal suono sembra un Elefantcane, alchè mi cago addosso al pensiero "ma qui di notte i cani .... Li legano?"

I glutei già stretti di loro per la salita si ermetizzano ancor più e fanno comunella con qualsiasi altro tipo di muscolo per accelerare il passo, pronto a girarmi e in qualche modo difendermi con torcia e bastoncino da un'immagine che mi fa cagare letteralmente sotto.

Fortunatamente il bigdog continua ad abbaiare facendomi immaginare che questo energumeno di mammut cane non stia correndo verso me e, passo dopo passo, ascolto il latrato percependolo sempre più distante

Sento da moltissimo lontano le prime macchine e guardando la mappa vedo che la strada è molto lontana. Incredibile come di notte in questo silenzio si enfatizzi tutto alla medesima potenza e qualsiasi scricchiolio di legno o delle foglie cadere o addirittura i passi di una formica sembrano quasi un albero che cade, sassi che rotolano, cinghiali che camminano e quindi la mia attenzione è molto allerta.

In ogni cosa c'è sempre pro e contro, camminando alla luce della luna si rinuncia molto al panorama però diciamocela tutta se io potessi vedere attorno, ogni 50 metri mi fermerei a fotografare (come avviene tutti i giorni) e così in questo modo vado spedito a ritmo di bacchette;

E anche quella sensazione di guardare davanti a me la lunga strada che ho di fronte svanisce, viene impedita, obbligandomi o consentendomi di fare semplicemente un passo davanti all’altro

Poi vabbè la mia mente è assai bacata e quindi mi invento anche pensieri allucinanti del tipo che il caffelatte di stamattina sta sortendo il suo effetto e avrei bisogno di fermarmi a...... Però il pensiero è: se tiro giù le mutande e mi accovaccio poi da dietro un serpente mi morde la chiappa? E così dopo devo correre al primo paese urlando un serpente mi ha morsoooooooooo!!!!

Dove?

sul culoooooo

come ha fatto?

stavo cagandoooooo, è così sorrido con me stesso mi tengo il mal di pancia ......... e mi distraggo con la strana ma bella sensazione delle bacchette che affondano in questa curva, credo appena manutenuta, di ghiaia morbida.

Con la luce della torcia spenta non capivo e stavo praticamente insabbiandomi contro un cumulo di sabbia in mezzo alla strada.


Un cucù .... non so se di un orologio a dondolo o un gufo o una certa o un cu-culo (oggi tema culo pure qua) mi accompagna in modo molto simpatico a differenza del tic tac tic tac notturno della sveglia che qualcuno ha in camera


Mi piace molto questo pezzo di strada non posso vederla ma posso sentirne la morbidezza sotto ai piedi.


La conferma che è una strada tutta in rifacimento arriva trovando il primo uomo che riscalda la ruspa, e dal pavimento che cambia drasticamente da sabbia a sassi e diciamola tutta preferivo la sabbia.


Camminare al buio ha altri lati positivi tipo la goduria delle prime luci della giornata e vedere la bruma nei campi.

PS e tutto sto popò di roba l'ho scritta nella prima ora e mezza al buio figuratevi ahahahah.

IMG20260410062306.jpgIMG20260410063000.jpgScreenshot_20260410-064209.pngIMG20260410064258.jpg

Montagna noIMG20260410071348.jpg
Montagna siIMG20260410071355.jpgIMG20260410072206.jpgIMG20260410072727.jpgIMG20260410073904.jpg
 
Si

Decisamente la giornata è molto migliore, sto assai bene con tutto, e mi do una pacchetta sulla spalla per autostimarmi che la scelta di ieri è stata più che azzeccata e oggi ne sto già raccogliendo i risultati. Questo Peter Pan è diventato si un po' più vecchietto ed anche un po' più morigerato dopo sette anni anzi otto mmm forse nove di cammini

Ed ecco che ho trovato il mammut che in realtà non abbaiava a me, ma preparava questa strada credo per un prossimo asfalto ma oggi per me è molto morbida e piacevole (niente paesaggi oggi fotografo strada e ruspe oggi è così)

Arrivo a Castroncello e la mia memoria da criceto tenta di aprire il cassetto di un momento particolare se non ricordo male a Castro sul cammino primitivo, anche lì era successo qualcosa di particolare e alla prima fermata vado a rileggere


(Anche qua mi sovviene un pensiero molto particolare che potrebbe essere il finale di questo cammino, me lo metto nelle note vocali con titolo CASTRO-N-ERIA e lo lascio lì a decantare vedremo se sarà effettivamente così)

E siamo a 150km direi più o meno a metà

Giungo a o Proba do Bollon che sarebbe dovuta essere il finale di ieri ed entro in paese ancora addormentato urlando dall'alto della collinetta Buen Caminooooooo.

Passo davanti all'indicazione dell'albergo faccio una foto e la invio a Giulia per dargli il buongiorno e mi fermo al primo pub disponibile per farmi un cafè y pastel. Oggi sarà la giornata di innumerevoli chiamate e videochiamate, e qua al Pub è il momento di Cetty che si ricorda bene di questo pub e mi dà utili consigli per la tappa di domani.

Riparto in modo tranquillo e sereno metto sulla mocilla e non faccio tempo a fare 3 metri che mi giro e mi ritrovo Julia.

Come due gioppini, nel scambiarci le prime parole, tiriamo dritti senza guardare i segnali e così ci ritroviamo ad una certa a dover tornare indietro sorridendo del fatto che vabbè un chilometro in più oggi non pesa perché sono solo 13 km (si per lei , io ne ho già alle spalle 8 ma sto veramente bene quindi rido volentieri)

Questi 13 km sono un vero relax tutti quasi prettamente in Piano e nei boschi della Galizia, mi sorprendo con me stesso per riuscire a mantenere un dialogo tutto in inglese per ben tre ore, ma questa è la magia del Cammino, dove si ha la pazienza di pensare ad ogni singola parola prima di farla uscire dalla bocca, la magia che se l'altro non ti capisce, senza fretta, riformuli nuovamente il pensiero con altre parole (E se proprio non ce la fai Santo Google traduttore).

Devo impegnarmi molto a comprendere invece quello che mi viene detto perché nonostante spesso io le dica speak slowly lei ha un inglese molto accelerato, anche lei ogni tanto quando mi vede disperso con lo sguardo vuoto, utilizza Google traduttore, ma nella maggior parte del tempo ci si riesce ad intendere.
Arriviamo al primo paesino dove ci sediamo facciamo conoscenza di una signora ed un grande Cagnolottone grande grande enorme direi e di appena 5 mesi, un po' sul chi va là inizialmente rimane indietro, ma di fronte al mio boccadillo con molto queso y yamon si lascia finalmente andare. I proprietari mi dicono di lasciare stare perché se fosse per lui lo mangerebbe tutto e alla fine questo fa , se magna tutto il mio pranzo ma io mi sono cibato della sua tenerezza e delle sue linguate ovunque.

Julia osserva questo pazzo Peter Pan e ad un certo punto mi dice: grazie, grazie per esserti impegnato a sforzarti di parlare in inglese con me.

Mi fa un sacco di tenerezza questa ragazza, ha lo sguardo ed anche i lineamenti di Zazza l'amico ucraino di Andrea, e ha anche quel gesto di risposta sintetica stile Zaza, ok ok ok ok.

Giungiamo a un prato con dentro un Ciuchino, anzi due , Ah che mi gioco anche le carte carote: arriva anche un bellissimo cavallo e a questo punto rinuncio totalmente anche al lato verdura del mio pranzo.

Arriviamo a Monforte de lemos, e ci sediamo sulla panchina fuori dall'albergue prenotato da Julia e inizio a studiare la zona per capire dove posso trovare un negozio di calze facendo meno km possibili sia in funzione di oggi sia in funzione di quanto dovrò fare domani. Sono molto dubitante sulle alternative ma stranamente senza la fretta di decidere, ho addosso una calma calma veramente bella.

Julia suona e le apre una signora che mi chiede se entro; alchè gli spiego la situazione e mi invita ad entrare per bere un caffè. Passato il momento mio di restio sul fatto che la prima impressione era apparentemente quella di convincermi a rimanere nel suo albergue, in realtà si è dimostrata una persona veramente aperta e abnegata sul concetto della vita in cammino e nonostante io mi fossi già innamorato del suo modo di fare e anche di un bellissimo cagnolone nero, mi ha in tutta libertà permesso di poter giungere alla conclusione che la migliore soluzione per me fosse quella di andare avanti ancora per 2 km fino al secondo albergue già alla periferia di questo paese che è lungo 2 km ed è già pronto sul cammino.

Saluto Julia la lascio da sola in questo albergo e mi dirigo verso albergue Santiago.

Mi ritrovo anche io solo in questo albergue di 50 posti tutto per me fatto in legno e mattoni forati da costruzione.

Rimarranno ore aimé non di riposo, ma di

A) commissioni per acquistare le calze adatte, un pochino di spesa leggera per domani, e una sana porzione di quattro tapas y Clara.

B) messaggi, telefonate, videochiamate, nelle quali mi sono riempito di affetto gioia rapporti speciali e purtroppo anche una gran brutta notizia arrivata completamente all'improvviso

Alla fine non sono riuscito a finire e scrivere le mie memorie sul forum, sono già quasi le 23.00 ed opto per chiudere gli occhi in una notte che alla fine si è dimostrata non così buona con me.IMG20260410075653.jpg

IMG20260410083830.jpg



e due


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Hola Griffo
Solo chi ti conosce sa che in realtà sei proprio Peter Pan :D
Ma in cammino siamo tutti un po' così, la mente vola , un poco anche per spostare il pensiero dai piedi , spesso malconci, ma poi pensiamo che se siamo lì in quel preciso momento è perché lo abbiamo desiderato tanto tanto,,,e allora é solo gioia.
Oggi tappa bellissima, un poco di salita ma molto morbida.
Buon cammino
Cetty
 
Bello leggerti amico mio, ma stando al mio modo di fare i cammini tu parti troppo presto... Ma ti comprendo se è per evitare la calura del mezzogiorno...

Edo
 

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