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2007 - cammino francese della cri

Bello Cri, mi hai fatto rivivere l'infinita di Finisterre del 2017, non sapevo che c'era e sono andata alla spiaggia di Laigostera e al ritorno mi sono trovata la strada ancora piena di fiori.
Grazie del tuo cammino che ci hai fatto vivere come fosse oggi.
Un forte abbraccio.
 
bonustrack 3
lettera del nonno - il ritorno

Carissima Cristina,
Carissima Coccola,
Carissimo Fagottino,

Brava!
Brava!
Brava!

Con quest'unico "esclamativo", con questo "esclamativo" che esprime e racchiude il nostro pensiero, il pensiero della Mamma ed il pensiero mio, con questo "esclamativo" che vorrei ripeterti non tre sole volte ma un non determinabile numero di volte, ti voglio salutare ed accogliere al rientro da questa tua grande "impresa".
Penso che "impresa" sia il giusto termine con il quale possa essere chiamato il "Camino de Santiago" che hai or ora felicemente concluso.

[...]

Sei arrivata a Santiago, Cristina!
Hai realizzato un tuo sogno!
Hai realizzato un tuo nuovo sogno!
Brava! Brava! Brava!

La tua felicità, quella felicità che esprimevano le tue parole quando ci sentivamo, la felicità che si leggeva nelle parole dei tuoi messaggi che mi venivano letti, la felicità che, pur non essendomi permesso direttamente vedere, sicuramente brillava nei tuoi occhi, quella tua felicità, Cristina, è stata, è la mia felicità.
E per questa felicità che mi hai donato, Fagottino, ti ringrazio!

Puoi essere orgogliosa oggi, potrai essere orgogliosa domani, di quel che hai fatto, di quel che sicuramente con sacrificio, a volte forse con sofferenza, sei riuscita a portare a compimento.

Sono, siamo orgogliosi di te, carissima Cristina, carissima Coccola, carissimo Fagottino!
Questo "camino", questa grande esperienza, ti hanno reso, ti renderanno sicuramente più "ricca".
Il tuo "io" ne esce sicuramente ancor più forte.
Oggi non sei più quella di ieri.
Oggi, domani, sempre, ti sentirai un'"altra".

Ancora una volta: brava, brava, brava Cristina!
Te lo dico io, te lo dice, dal cielo, la Mamma.
Con un bacetto, con un dolce bacetto.


il tuo pa'.

A Milano, il giorno del rientro di Cristina da Santiago di Compostela
13 giugno 210
 
Ultima modifica:
aveva ragione paolino.

Tuo padre aveva già capito tutto del Cammino pur non essendoci mai stato


scriveva il nonno:
Oggi non sei più quella di ieri.
Oggi, domani, sempre, ti sentirai un'"altra".

già sapeva, il nonno.
già aveva capito.
tutto.

pensa te.
bello.

cri

ps.: ancora altre due bonus-track.
poi - promesso - smetto.
 
Ultima modifica:
Dolcissima la lettera del nonno.
Mi sono uscite le lacrimucce anche stavolta.
Aspetto il seguito. <3
 
Il super padre e nonno ...
che ripercorrerà i tuoi
e altrui passi

Grazie Cri per regalarci ancora frammenti così importanti

Ps. vorrei essere adottato ... faccio in tempo?
 
c'entra il caso.
il destino.
i tempi giusti.
l'istante esatto.
il luogo perfetto.
c'entra la vita.
a volte strizza l'occhio.e ti sorride benigna.
se sei lì - se hai la ventura di essere lì, se hai la fortuna di essere lì - sorridi anche tu.
uh
beh
non sto a cercare di rendere a parole perché mi verrebbe un casino.
Ma questa cosa mi piace. La capisco. E' mia.
E il fatto che fosse un po' per me, dopo una mia frase su Grañón (con tanto segnetti giusti perché oggi va così), è ancora più uh beh.

Aspetto le bonus-track di questo cammino molto diverso dai miei nonCammini.
Diverso, però poi qua e là una frase, una parola mi fa uscire un uh beh.

Uh beh grazie naturalmente
 
bonustrack 4
quando finsce il mio cammino?

quando arrivo in piazza.
eri meta.
sogno.
progetto.
eri tanto.
sei.
sei tutto.
occhi dentro il cielo.
cielo dentro gli occhi.
piedi saldi.
non voglio essere da nessun'altra parte.

quando ritiro la credencial.
fila sgarrupata.
corpi ridanciani.
mondo raccolto.
umanità accolta.
scale che si misurano - gradino dopo gradino, risata dopo risata, anedotto dopo anedotto.
raccontiamo storie.
raccontiamo storia.
non possiamo farne a meno.
è storia nostra.
è storia di ognuno.
è storia di tutti.
diventa narrazione collettiva.
gomiti sul bancone - finalmente.
gambe arrivate - purtroppo.

quando siamo in chiesa.
messa del peregrino.
braccia sulle ginocchia.
mani a tenere la fronte.
in quanti mi avete preceduto?
nei secoli dei secoli, in quanti avete calcato i miei passi prima che li camminassi io?
corde e botafeiro.
preghiera a fior di labbra.

quando abbraccio il santo.
pari compagno della strada.
sei amico.
lo sarai a lungo.
lo sei ancora.
uno dei pochissimi santi che mi stanno simpatici.
non puoi tutto.
ma sei lì.
aspetti paziente.
accogli materno.
braccia su metallo.
naso su pietra preziosa.
tu sai.
non serve che ti dica niente.
sai.
sai ogni mio passo.
sai ogni mio cuore.
sai.
sai ogni nostro passo.
sai ogni nostro cuore.
non sempre basta.
ma è già qualcosa.

quando salutiamo le hello-girls.
tazza di latta appesa allo zaino.
crocks ai piedi.
un po' mamme.
un po' sorelle.
un po' amiche.
occhi che brillano.
io quando sarò grande voglio avere quei vostri occhi lì.
esattamente quei vostri occhi lì.

quando salutiamo tim.
ancora molto bene voluto.
campanelle.
cappuccio.
bandiera europea a sventolare.
ancora amicizia.
svaporerà nelle promesse.
ma questo sarà un poi.
e nulla toglie alla bellezza dell'oggi.

quando mi incammino per raggiungere finisterre.
nebbia a vestire la città.
struggimento addoso.
nostalgia canaglia.
sguardo alle spalle, scruto passato.
uno dei modi migliore per farsi un gran male.
lo so.
certo che lo so.
non posso farne a meno.
non riesco a farne a meno.

quando parto per l’ultima tappa.
oggi.
oggi ancora.
e poi basta.
che sia.

quando spalmo l'ultimo vix-vaporub sui miei piedi vissuti.
ultimi calzini.
ultimi scarponi.
ultime stringhe che hanno visto giorni migliori.
mani unte.
odore quello.

quando per l’ultima volta faccio lo zaino.
cerniera chiusa.
cordini tesi.
fibbie che si incastrano.
un unico gesto.
è sulle spalle.
un unico gesto.
è parte di me.
io e i miei fardelli.
andiamo.
noi e i nostri fardelli.
andiamo.
sono pochi i giorni in cui abbiamo la grazia di non caricarceli addosso.
a volte solo si riescono a portare con meno fatica.
ed è già tanto.

quando brindiamo sulla riva dell’oceano.
vino blanco.
vino frio.
evviva noi.
evviva la vita.
evviva la felicità.
evviva la leggerezza.
esiste.
oggi mi è brezza addosso.
non capita spesso.
non capita quasi mai.
oggi sì.
è grazia.

quando arrivo a finisterre.
mare.
e spiaggia.
e sabbia.
e infinito.
e immensità.
e nulla.
e tutto.
e io.

quando metto i piedi in acqua.
pelle in apnea.
gelido liquido.
balsamo ghiacciato.
cura di passi antichi.
spilli dentro la carne.
piedi a respirare anfibi.

quando arrivo al faro.
chilometro zero.
e ci siamo.
chilometro millemila.
ma nessuno lo sapeva ancora.
non certo io.

quando un altro passo non è più possibile.
fine a schiacciare.
respiro corto.
sguardo che cerca appigli.
cuore che trema.
oltre, il tutto.
pare possibile.
ma è così lontano.

quando non si riesce più ad andare avanti.
occorre accettare.
occorre fermarsi.
cammini anche dentro questi due verbi di stato.

quando trovo la forza per fare il primo passo indietro.
torno.
sto tornando.
torno.
sono io.
[sono sempre io].
torno.
sono nuova.
[non so neanche quanto].

quando cammino per ore su quella spiaggia nel sole.
sabbia sulla pelle.
conchiglie per le mani.
gabbiani a giocare.
mare dentro occhi.
cuore in altalena tra oceano e futuro [quale?].

quando su quella spiaggia mi siedo e rivivo.
occhi chiusi.
sono qui.
occhi chiusi.
sono ovunque.

quando mi mastico ancora una volta gli ultimi saluti.
ci sono addii che scivolano via leggeri - una stola di impalpabile seta che denuda le spalle e dolce si adagia altrove.
ci sono addii vanno masticati.
e anche bene.
e anche a lungo.
ciao, nicole.
ciao, matthias.
siete stati.
sempre sarete.
è così.
il mio cuore è soffitta affollata.
non butto niente.
tengo tutto.
ogni tanto sarebbe da passarci almeno uno straccio per la polvere.
non sono lo faccio mai.
tengo con cura ogni granello.
è polvere di stelle.
è incanto della vita.

quando si chiudono le porte dell'autobus.
la scritta "santiago" scorre sopra il parabrezza.
intrico di zaini e mani e occhi e silenzi e parole.
case di pescatori.
profumo di pane.
cuore vivo.
cuore a pezzi.

quando torno a santiago.
periferia srotolata ai piedi del mio finestrino.
pare la stessa città di qualche giorno fa.
già non mi è più mia.
altri i pellegrini in arrivo sulle strade che erano solo nostre.
altri gli zaini che si incamminano sui marciapiedi che abbiamo calcato anche noi come fossimo i primi a farlo.
altri a conquistarsi la loro meta.
altri a immergersi dentro la loro felicità.
è gente che non conosco.
è una città che non conosco.
siamo estranei - mondi che mai si sfioreranno.

quando torno in quella nostra piazza.
mi sei casa.
ti sono straniera.

quando per l'ultima volta mi giro a guardare quella nostra cattedrale.
mi hai chiamato a te.
ti brilla addosso la prima luce del mattino che precede ogni alba.
pietre di secoli e vita mi si incagliano dentro gli occhi.
sono ancora lì, quelle pietre.
ancora chiamano.
ancora chiami.
tornerò.

quando salgo sul bus per valladolid.
estation des autobuses.
squallore dimesso.
marciapiede in penombra.
biglietto tra le labbra.
troppa roba per le mani.
figurati negli occhi.
figurati nel cuore.

quando in bus attraverso veloce paesaggi che ho impiegato ore e giorni e settimane ad attraversare.
lavacolla.
arzua.
melide.
palas de rei.
cebreiro.
e poi - quella che fa più impressione - la valle del bierzo.
ci stemmo dentro due giorni.
in pochi minuti mi vola oltre le spalle.

quando arrivo a valladolid.
avresti anche bellezza addosso, città della castilla.
fascino.
incanto.
e neanche poco.
non mi importa niente di te.
non mi importa niente dei tuoi splendori che in un altro tempo mi conquisterebbero.
capiti al momento sbagliato.
mi sento sola.
sono sola.
voglio solo essere sul cammino.
voglio solo tornare a casa.

quando cammino in quelle sue eleganti strade con zaino e flip-flop.
marciapiedi cittadini.
ragazza con i pattini a rotelle.
coppia che cammina.
donna con le borse della spesa.
ragazzo che ascolta musica.
uomo con barba sfatta.
non mi guarda nessuno.
non vengo riconosciuta.
non sono più nessuno.
non pellegrina.
non cri.
sono sola una ragazza bizzarra.
sono solo una con uno zaino scalcinato sulle spalle.
sono solo una che porta in una mano scarponi polverosi tenuti insieme per le stringhe annodate.
nell'altra un palo di legno.
perchè poi?

quando faccio il check-in.
inutilmente ho aspettato.
era solo una telefonata, quella.
nessuna promessa.
che ti eri immaginata, cri?

quando mi siederò sull’aereo.
hostess d'ordinanza.
palpabre già calate.
sono fuori luogo.
mi sento fuori luogo.
cos'è questa fretta?
cos'è questa velocità?
perchè non possiamo fare più in fretta?
perchè non esiste il teletrasporto?
alla fine di un cammino non ci sono mai i tempi giusti.
vorresti non finisse mai - per sempre sul cammino.
vorresti finisse all'istante - a casa subito.
è il limbo - non qui, non lì - che distrugge ogni cuore.

quando dalla pista dell’aereoporto do l’ultimo sguardo sulle mesetas.
nulla brullo.
nessun fronzolo.
vita all'osso.
pensavo mi avreste conquistato.
pensavo avreste cavalcato il mio cuore.
pensavo vi avrei amato dentro la vostra ruvidità.
mi avete conquistato.
avete cavalcato il mio cuore.
vi ho amato.
vi ho amato molto.
vi ho amato moltissimo.

quando atterrerò.
lago d'iseo - non sapevo. saresti diventato casa.
isola a brillare.
montagne di sempre.
aereoporto di sempre.
cri di sempre.
cri di sempre?
anche.
e anche no.
anche.
e invece no.

quando prenderò l’orio-shuttle.
solito casello.
solito svincolo.
solita autostrada.
guardo tutto.
è tutto uguale.
è tutto diverso.
chi cambia?
io?
le cose?
lo sguardo?

guardo con stupore una lavatrice non compartida.
una doccia lunga, schiumosa, solo per me.
i sorrisi degli amici di sempre.
i loro occhi, che mi leggono dentro.
l'odore di pioggia che arriva su piazza del duomo.
la birra nel solito posto di sempre.
la mia maglietta preferita, in cotone. willy coyote e beepbeep - uno dice: non aspettare
la felicità. l'altro risponde: inseguila.
il bordon con le etichette del volo appoggiato in corridoio.
mettere i sanali senza spalmarsi i piedi di vix.
ascoltare de andre, e de gregori, MCR, zucchero mentre faccio colazione al tavolo della
cucina.
la borsa in lana rossa del peru.
la mia milano, oggi piovosa e grigia che sembra autunno.

quando attraverserò i ponti sotto la stazione.
buio d'inferno urbano.
antro di vite celate.
lampioni a illuminare di luce malata.
umanità allo sbando.
zaino in spalla.
bordon in mano.
della stanchezza dentro gli occhi.
cammino.
duecentro metri.
un semaforo.
il panettiere sull'angolo.
il bar sull'altro.
il mio portone.
chiave nella toppa.

quando entrerò in casa.
quella luce umida di verde che bagna ogni finestra - è una luce che non è per nulla una luce milanese. non lo è mai stata.
quell'aria fresca tendente al quasi freddo che sempre c'è in quella casa - ogni volta mi stupisce, in estate è una goduria.
quella passatoia del perù.
quel divano sfondato.
quel mio tavolo in legno.
quello specchio a figura intera.
quella parete azzurra.
quella parete verde.
quel pannello di sughero.
quel post-it su un quadro: "bentornata, cri".

quando appoggerò lo zaino per terra.
mattonella in cotto.
zoccolo in legno.
intonaco bianco.
un unico gesto.
sa essere così definitivo.

quando svuoterò lo zaino.
magliette tecniche.
pantaloni allungabili.
calzini vissuti.
scarponi lisi.
quaderno a pezzi.
biro senza tappo.
nivea ammaccata.
dentifricio esausto.
sapone crepato.
ricevuta d'albergue.
bandiera d'italia con cordino sfilacciato.
conchiglie preziose.
sabbia ovunque.
è mucchio.
diventeranno ricordi.

quando finisce il mio cammino?
oggi.

quando finisce il mio cammino?
forse mai.

==========================

quando finisce il mio cammino?
forse mai.
questo scrivevo.


io - quella che ha il dono della sintesi.​
io - quella che scrive l'essenziale.​
io - quella che va all'osso quando dice.​
io - quella che ha le parole scarne.​


quando finisce il mio cammino?
forse mai.
questo scrivevo.


due parole.​
otto lettere.​
erano troppe - e pare una beffa.​
erano troppe - ne bastava una, di parola.​
erano troppe - ne bastavano tre, di lettere.​

quando finisce il mio cammino?
forse mai.
 
Ultima modifica:
bonustrack 5
fine giugno 2007
milano - triangolo lariano

"ho dentro la voglia di non lasciarmi scappare l'occasione di vivere.
un'urgenza di vita che dopo il cammino mi è rimasta appiccicata addosso.
e se ci vedessimo, guido?"

[...]

"per stasera ho preso pane alle noci, una fetta di gorgonzola ed un melone. può andare, cri?".

andò.
certo che andò.

divenne cammino.
divenne vita.


che alla fine questo - esattamente questo - è il modo più bello che hanno di morire le parole.
muoiono sulla carta.
risorgono dentro i giorni.
non c'è per loro resurrezione migliore.
 
Ultima modifica:
17 giugno 2020
epilogo

un po' diario.
un po' racconto.

un po' verità fedele.​
un po' realtà romanzata.​
[no, decidere chi porta fuori la pattumiera da noi non è oggetto di discussione. da anni un tacito accordo prevede che me ne occupi io. per altro lo faccio anche volentieri].

un po' quasi scherzo.
[e se mi mettessi a scrivere per bene il cammino del 2007?]
un po' dono.
[se ognuno ci mette del suo, il forum che è la nostra casa langue meno].
un po' sfida.
[avrò la costanza di scrivere? avrò voglia di mettermi a scrivere anche quando non avrò nessuna voglia di farlo? avrò qualcosa da dire per ogni tappa? e se per alcune tappe non avvessi niente da dire?].
un po' divertimento.
[i giochi d frasi e parole mi sono casa almeno quanto i passi e gli scarponi].
un po' senso.
[senza queste parole, il mio covid-time sarebbe stato solo giorni a seguire sui giorni a seguire sui giorni. arrivare a sera, ed è già tanto. ci sarei morta, lì dentro].

un po': "piacerà?".​
un po': "avanti a testa bassa".​
un po': "e adesso cosa scrivo?".​
un po': "un'ora fa le ho messe su word. sono più di 300.000 battute".​
un po' incertezza.​
un po' scarsa autostima.​
[eh. certo. vorremo mica farne a meno?]
un po' bellezza.​
un po' consapevolezza.​
[ho fatto una cosa bella. ho fatto una cosa che non avevo mai fatto prima].
[e anche. alla fine qualcosa so scrivere. pare anche piacere. so what?]

un po' memoria scritta.
un po' ricordi appiccicati addosso.
un po' sensazioni che arrivano dal passato e brillano presenti.
un po' foto spulciate.
un po' mail rilette.

un po' ricordare.​
un po' sognare.​
un po' vivere.​
un po' rivivere.​
un po' tornare lì.​
un po' essere qui.​

un po' nostalgia.
un po' struggimento.
un po' [molta] felicità.
un po' [moltissima] gratitudine.

un po' giorni che non passavano mai.​
[mi ho reso viva, scrivere. sempre mi rende viva, scrivere].
un po' giorni che sono tornati ad essere pieni di mondo e di sole e di passi e di aria e di vita e di amici e di tenda e di weekend e di montagna e di lavoro e di altro.​
[e trovare il tempo per accudire le mie parole è tornato ad essere equilibrismo delicato ed incastro perfetto].

un po' camera di clara [perchè in casa nostra ci sia una camera di clara è un'altra storia].
un po' studio [è il nome bello della cantina].
un po' la mia solita scrivania di sempre.
un po' tavolo sotto la betulla.
un po' appunti sul cellulare.
ho scritto ovunque

un po' mattina.​
[lezione sui romani, area del rombo, proprietà dell'aria, "quando hai finito giochi con me a labirinto?" a farmi da colonna sonora].
un po' primo pomeriggio.​
[tazzina verde del caffè in bilico sul risicato piano d'appoggio accanto alla tastiera. quando mi alzavo dalla sedia il fondo di caffè si era seccato appiccicato alla ceramica].
un po' tardo pomeriggio.​
[quella luce di estate che arriva ad entrare dalla finestra].
un po' giri a piedi, nel parcheggio prima, una volta liberi poi.​
[e le correzioni che ho fatto, frutto di pensieri pensati camminando. camminare da sempre mi spolvera le parole].
un po' sera, un po' notte.​
[finalmente c'è silenzio, in questa casa. finalmente posso essere io. solo io. ed è una grazia ed una necessità].
ho scritto in ogni tempo delle mie giornate.​

un po' allora.
un po' ieri.
un po' oggi.

un po' cammino.
un po' vita.
un po' io.

questo.
questo è.
questo era.
questa ero.
questa sono.

=====================================

a voi.
a chi ha letto.
a chi ha scritto.
a chi ha stampato.
a chi ha commentato.
a chi ha riso.
a chi ha pianto.
a chi: uh beh.
a chi dentro le mie parole mi ha trovato - una cri di allora, una cri di oggi.
a chi dentro le mie parole si è non-trovato, trovato, ritrovato, perso.
a chi dentro le mie parole ci ha letto la mia anima ed ogni mio cuore.

a voi, che mi siete tanto.
a voi, che mi siete famiglia.
a voi, che mi siete il mio altro, il mio oltre ed il mio altrove.

a voi, per il bene che vi voglio.
ad ognuno di voi, con il bene che gli voglio.
ognuno di voi sa quanto.
e come.

grazie.
è stato bello scrivere.
è stato bello scrivervi.
è un privelegio avervi dentro la mia vita.

vi abbraccio.
vi abbraccio stretta.
come faccio io quando abbraccio - felicità e forza ed abbandono.


cri


ps.: però adesso basta.
serve un nuovo cammino.
che di sto cammino 2007 veramente non se ne può più :p
 
Ultima modifica:
Grazie Cri., grazie del cuore che ci hai messo nello scrivere e donare a noi questo tuo Cammino che ora è anche nostro. Siamo o no una grande famiglia?
:orsetto: <3
 
Un regalo, un dono da conservare in uno scrigno prezioso.
Da sfogliare nei momenti di nostalgia...no, non solo...
da sfogliare nei momenti felici, sereni...
da sfogliare quando i dubbi ti assalgono...
quando le certezze ti avvolgono...
quando sei triste...
quando sei allegra...
quando ti accorgi che la saggezza che pensavi di avere....
quando stai bene, te e chi ti sta vicino...
.....e per un'infinità di altri momenti....
Grazie Cri <3
 
Ultima modifica:
... che di sto cammino 2007 veramente non se ne può più. (Cri)

oh si che lo rileggerò
adesso che è finito

per ricominciare a sognare
e rivivere anche il mio Cammino 2007

Grazie affabulatrice
 
Ci hai donato un bellissimo Cammino e lo hai ricamato con parole cucite con maestria e con passione.
Grazie per questo tuo racconto e ... vedi di ripartire presto e pigliare molti appunti!!! ;-)

Questo è il mio augurio per te.
 
A leggere tutte queste meravigliose righe, mi è venuta in mente una scena di un film...

"Pillola azzurra, fine della storia: domani ti sveglierai in camera tua, e crederai a quello che vorrai. Pillola rossa, resti nel paese delle meraviglie, e vedrai quant'è profonda la tana del bianconiglio. Ti sto offrendo solo la verità, ricordalo."

Eh, qui non c'è dubbio su che cosa abbia scelto la Cri.

E ne siamo tutti arricchiti.

Grazie.

cià

Zot
 
"Pillola azzurra, fine della storia: domani ti sveglierai in camera tua, e crederai a quello che vorrai. Pillola rossa, resti nel paese delle meraviglie, e vedrai quant'è profonda la tana del bianconiglio. Ti sto offrendo solo la verità, ricordalo."
Uno dei miei 10 film "cult" :cuore:

... e comunque l'esempio direi che è decisamente calzante!
 

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