bonustrack 4
quando finsce il mio cammino?
quando arrivo in piazza.
eri meta.
sogno.
progetto.
eri tanto.
sei.
sei tutto.
occhi dentro il cielo.
cielo dentro gli occhi.
piedi saldi.
non voglio essere da nessun'altra parte.
quando ritiro la credencial.
fila sgarrupata.
corpi ridanciani.
mondo raccolto.
umanità accolta.
scale che si misurano - gradino dopo gradino, risata dopo risata, anedotto dopo anedotto.
raccontiamo storie.
raccontiamo storia.
non possiamo farne a meno.
è storia nostra.
è storia di ognuno.
è storia di tutti.
diventa narrazione collettiva.
gomiti sul bancone - finalmente.
gambe arrivate - purtroppo.
quando siamo in chiesa.
messa del peregrino.
braccia sulle ginocchia.
mani a tenere la fronte.
in quanti mi avete preceduto?
nei secoli dei secoli, in quanti avete calcato i miei passi prima che li camminassi io?
corde e botafeiro.
preghiera a fior di labbra.
quando abbraccio il santo.
pari compagno della strada.
sei amico.
lo sarai a lungo.
lo sei ancora.
uno dei pochissimi santi che mi stanno simpatici.
non puoi tutto.
ma sei lì.
aspetti paziente.
accogli materno.
braccia su metallo.
naso su pietra preziosa.
tu sai.
non serve che ti dica niente.
sai.
sai ogni mio passo.
sai ogni mio cuore.
sai.
sai ogni nostro passo.
sai ogni nostro cuore.
non sempre basta.
ma è già qualcosa.
quando salutiamo le hello-girls.
tazza di latta appesa allo zaino.
crocks ai piedi.
un po' mamme.
un po' sorelle.
un po' amiche.
occhi che brillano.
io quando sarò grande voglio avere quei vostri occhi lì.
esattamente quei vostri occhi lì.
quando salutiamo tim.
ancora molto bene voluto.
campanelle.
cappuccio.
bandiera europea a sventolare.
ancora amicizia.
svaporerà nelle promesse.
ma questo sarà un poi.
e nulla toglie alla bellezza dell'oggi.
quando mi incammino per raggiungere finisterre.
nebbia a vestire la città.
struggimento addoso.
nostalgia canaglia.
sguardo alle spalle, scruto passato.
uno dei modi migliore per farsi un gran male.
lo so.
certo che lo so.
non posso farne a meno.
non riesco a farne a meno.
quando parto per l’ultima tappa.
oggi.
oggi ancora.
e poi basta.
che sia.
quando spalmo l'ultimo vix-vaporub sui miei piedi vissuti.
ultimi calzini.
ultimi scarponi.
ultime stringhe che hanno visto giorni migliori.
mani unte.
odore quello.
quando per l’ultima volta faccio lo zaino.
cerniera chiusa.
cordini tesi.
fibbie che si incastrano.
un unico gesto.
è sulle spalle.
un unico gesto.
è parte di me.
io e i miei fardelli.
andiamo.
noi e i nostri fardelli.
andiamo.
sono pochi i giorni in cui abbiamo la grazia di non caricarceli addosso.
a volte solo si riescono a portare con meno fatica.
ed è già tanto.
quando brindiamo sulla riva dell’oceano.
vino blanco.
vino frio.
evviva noi.
evviva la vita.
evviva la felicità.
evviva la leggerezza.
esiste.
oggi mi è brezza addosso.
non capita spesso.
non capita quasi mai.
oggi sì.
è grazia.
quando arrivo a finisterre.
mare.
e spiaggia.
e sabbia.
e infinito.
e immensità.
e nulla.
e tutto.
e io.
quando metto i piedi in acqua.
pelle in apnea.
gelido liquido.
balsamo ghiacciato.
cura di passi antichi.
spilli dentro la carne.
piedi a respirare anfibi.
quando arrivo al faro.
chilometro zero.
e ci siamo.
chilometro millemila.
ma nessuno lo sapeva ancora.
non certo io.
quando un altro passo non è più possibile.
fine a schiacciare.
respiro corto.
sguardo che cerca appigli.
cuore che trema.
oltre, il tutto.
pare possibile.
ma è così lontano.
quando non si riesce più ad andare avanti.
occorre accettare.
occorre fermarsi.
cammini anche dentro questi due verbi di stato.
quando trovo la forza per fare il primo passo indietro.
torno.
sto tornando.
torno.
sono io.
[sono sempre io].
torno.
sono nuova.
[non so neanche quanto].
quando cammino per ore su quella spiaggia nel sole.
sabbia sulla pelle.
conchiglie per le mani.
gabbiani a giocare.
mare dentro occhi.
cuore in altalena tra oceano e futuro [quale?].
quando su quella spiaggia mi siedo e rivivo.
occhi chiusi.
sono qui.
occhi chiusi.
sono ovunque.
quando mi mastico ancora una volta gli ultimi saluti.
ci sono addii che scivolano via leggeri - una stola di impalpabile seta che denuda le spalle e dolce si adagia altrove.
ci sono addii vanno masticati.
e anche bene.
e anche a lungo.
ciao, nicole.
ciao, matthias.
siete stati.
sempre sarete.
è così.
il mio cuore è soffitta affollata.
non butto niente.
tengo tutto.
ogni tanto sarebbe da passarci almeno uno straccio per la polvere.
non sono lo faccio mai.
tengo con cura ogni granello.
è polvere di stelle.
è incanto della vita.
quando si chiudono le porte dell'autobus.
la scritta "santiago" scorre sopra il parabrezza.
intrico di zaini e mani e occhi e silenzi e parole.
case di pescatori.
profumo di pane.
cuore vivo.
cuore a pezzi.
quando torno a santiago.
periferia srotolata ai piedi del mio finestrino.
pare la stessa città di qualche giorno fa.
già non mi è più mia.
altri i pellegrini in arrivo sulle strade che erano solo nostre.
altri gli zaini che si incamminano sui marciapiedi che abbiamo calcato anche noi come fossimo i primi a farlo.
altri a conquistarsi la loro meta.
altri a immergersi dentro la loro felicità.
è gente che non conosco.
è una città che non conosco.
siamo estranei - mondi che mai si sfioreranno.
quando torno in quella nostra piazza.
mi sei casa.
ti sono straniera.
quando per l'ultima volta mi giro a guardare quella nostra cattedrale.
mi hai chiamato a te.
ti brilla addosso la prima luce del mattino che precede ogni alba.
pietre di secoli e vita mi si incagliano dentro gli occhi.
sono ancora lì, quelle pietre.
ancora chiamano.
ancora chiami.
tornerò.
quando salgo sul bus per valladolid.
estation des autobuses.
squallore dimesso.
marciapiede in penombra.
biglietto tra le labbra.
troppa roba per le mani.
figurati negli occhi.
figurati nel cuore.
quando in bus attraverso veloce paesaggi che ho impiegato ore e giorni e settimane ad attraversare.
lavacolla.
arzua.
melide.
palas de rei.
cebreiro.
e poi - quella che fa più impressione - la valle del bierzo.
ci stemmo dentro due giorni.
in pochi minuti mi vola oltre le spalle.
quando arrivo a valladolid.
avresti anche bellezza addosso, città della castilla.
fascino.
incanto.
e neanche poco.
non mi importa niente di te.
non mi importa niente dei tuoi splendori che in un altro tempo mi conquisterebbero.
capiti al momento sbagliato.
mi sento sola.
sono sola.
voglio solo essere sul cammino.
voglio solo tornare a casa.
quando cammino in quelle sue eleganti strade con zaino e flip-flop.
marciapiedi cittadini.
ragazza con i pattini a rotelle.
coppia che cammina.
donna con le borse della spesa.
ragazzo che ascolta musica.
uomo con barba sfatta.
non mi guarda nessuno.
non vengo riconosciuta.
non sono più nessuno.
non pellegrina.
non cri.
sono sola una ragazza bizzarra.
sono solo una con uno zaino scalcinato sulle spalle.
sono solo una che porta in una mano scarponi polverosi tenuti insieme per le stringhe annodate.
nell'altra un palo di legno.
perchè poi?
quando faccio il check-in.
inutilmente ho aspettato.
era solo una telefonata, quella.
nessuna promessa.
che ti eri immaginata, cri?
quando mi siederò sull’aereo.
hostess d'ordinanza.
palpabre già calate.
sono fuori luogo.
mi sento fuori luogo.
cos'è questa fretta?
cos'è questa velocità?
perchè non possiamo fare più in fretta?
perchè non esiste il teletrasporto?
alla fine di un cammino non ci sono mai i tempi giusti.
vorresti non finisse mai - per sempre sul cammino.
vorresti finisse all'istante - a casa subito.
è il limbo - non qui, non lì - che distrugge ogni cuore.
quando dalla pista dell’aereoporto do l’ultimo sguardo sulle mesetas.
nulla brullo.
nessun fronzolo.
vita all'osso.
pensavo mi avreste conquistato.
pensavo avreste cavalcato il mio cuore.
pensavo vi avrei amato dentro la vostra ruvidità.
mi avete conquistato.
avete cavalcato il mio cuore.
vi ho amato.
vi ho amato molto.
vi ho amato moltissimo.
quando atterrerò.
lago d'iseo - non sapevo. saresti diventato casa.
isola a brillare.
montagne di sempre.
aereoporto di sempre.
cri di sempre.
cri di sempre?
anche.
e anche no.
anche.
e invece no.
quando prenderò l’orio-shuttle.
solito casello.
solito svincolo.
solita autostrada.
guardo tutto.
è tutto uguale.
è tutto diverso.
chi cambia?
io?
le cose?
lo sguardo?
guardo con stupore una lavatrice non compartida.
una doccia lunga, schiumosa, solo per me.
i sorrisi degli amici di sempre.
i loro occhi, che mi leggono dentro.
l'odore di pioggia che arriva su piazza del duomo.
la birra nel solito posto di sempre.
la mia maglietta preferita, in cotone. willy coyote e beepbeep - uno dice: non aspettare
la felicità. l'altro risponde: inseguila.
il bordon con le etichette del volo appoggiato in corridoio.
mettere i sanali senza spalmarsi i piedi di vix.
ascoltare de andre, e de gregori, MCR, zucchero mentre faccio colazione al tavolo della
cucina.
la borsa in lana rossa del peru.
la mia milano, oggi piovosa e grigia che sembra autunno.
quando attraverserò i ponti sotto la stazione.
buio d'inferno urbano.
antro di vite celate.
lampioni a illuminare di luce malata.
umanità allo sbando.
zaino in spalla.
bordon in mano.
della stanchezza dentro gli occhi.
cammino.
duecentro metri.
un semaforo.
il panettiere sull'angolo.
il bar sull'altro.
il mio portone.
chiave nella toppa.
quando entrerò in casa.
quella luce umida di verde che bagna ogni finestra - è una luce che non è per nulla una luce milanese. non lo è mai stata.
quell'aria fresca tendente al quasi freddo che sempre c'è in quella casa - ogni volta mi stupisce, in estate è una goduria.
quella passatoia del perù.
quel divano sfondato.
quel mio tavolo in legno.
quello specchio a figura intera.
quella parete azzurra.
quella parete verde.
quel pannello di sughero.
quel post-it su un quadro: "bentornata, cri".
quando appoggerò lo zaino per terra.
mattonella in cotto.
zoccolo in legno.
intonaco bianco.
un unico gesto.
sa essere così definitivo.
quando svuoterò lo zaino.
magliette tecniche.
pantaloni allungabili.
calzini vissuti.
scarponi lisi.
quaderno a pezzi.
biro senza tappo.
nivea ammaccata.
dentifricio esausto.
sapone crepato.
ricevuta d'albergue.
bandiera d'italia con cordino sfilacciato.
conchiglie preziose.
sabbia ovunque.
è mucchio.
diventeranno ricordi.
quando finisce il mio cammino?
oggi.
quando finisce il mio cammino?
forse mai.
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quando finisce il mio cammino?
forse mai.
questo scrivevo.
io - quella che ha il dono della sintesi.
io - quella che scrive l'essenziale.
io - quella che va all'osso quando dice.
io - quella che ha le parole scarne.
quando finisce il mio cammino?
forse mai.
questo scrivevo.
due parole.
otto lettere.
erano troppe - e pare una beffa.
erano troppe - ne bastava una, di parola.
erano troppe - ne bastavano tre, di lettere.
quando finisce il mio cammino?
forse mai.