Tappa 13 BANDEIRA - SANTIAGO
Ho la netta sensazione che anche chi ospita vive di malinconia sul modo in cui viene fatto il cammino, perché noto un cambiamento di atteggiamento forte quando ci si pone con semplicità chiedendo per favore o non pretendendo un servizio ma al contrario accettando col sorriso quel che ti viene servito.
Chissà quanti "clienti" vedono , chissà quante "pretese" gestiscono, ma quando riscontrano ciò che molti di loro magari hanno altrettanto provato camminando, allora diventano più morbidi, più propensi ad accogliere i tuoi tempi, ad anticipare le tue necessità aggiungendo un gesto carino: presso Carmina eravamo io e la coppia di padre e figlia. Io sono arrivato tardissimo alla sera mentre loro erano già in branda a riposare tutto parlando con loro io l'ho vista una cosa bellissima della figlia che cammina col padre di 69 anni.
Ma ho notato invece in Carmina un diverso atteggiamento per loro e nei miei confronti, mi ha dato da mangiare un'ora prima, mi ha regalato una freccia e una mano, ha guardato tutta la mia mochilla incasinata con appese tante cose e tanti significati (tra cui ora anche i suoi due regali) e ha voluto farmi una foto per il suo Facebook, a differenza dell'altra coppia che credo sia partita senza salutare lei.
C'è una grossa differenza tra il
- pagare un servizio
- vivere un servizio
Resta il fatto che a me Pietro e Silvia mi sono piaciuti tantissimo sono di Siviglia, e la cosa che mi è piaciuta è che, essendo fumatori di tabacco, abbiamo avuto l'occasione per ridere assieme del mio racconto di ieri sul suddividere le uniche due cartine tagliandole in quattro. E mi danno un po' delle loro cartine.
È una stupidata, ma a me piace molto includere chi apparentemente è freddo o trattenuto e semplicemente chiuso nella propria esperienza, quando bastan due parole e qualche cazzata per condividere vita, vita bella e sogni.
Loro vanno, io invece parto dopo aver trattenuto tantissimo piedi e cuore cercando di usare molto lentamente questi ultimi 10 km e nonostante un traffico intenso di macchine e rumori mantengo quella eccitazione crescente dell'ormai prossimo arrivo in Praza.
Le nuvole sono molto basse per cui anche da lontano non si scorgono le guglie
In pochi chilometri (o metri oggi) continuano a sormontarsi domande sul come stai? stai bene? stai male? Sei felice? non lo sei? perché non sei felice? cosa provi? sei appagato? hai trovato quello che cercavi? non lo hai trovato? cercavi qualcosa di particolare? esattamente cosa?
Eppure l'unica cosa che mi rispondo è: sto bene! ho trovato tutto! questa volta ho trovato il cammino, ho trovato il riscontro od un collegamento con tutti gli altri cammini fatti, ho trovato piacere in ogni giorno, in ogni km, in ogni pezzo di vita passata con un hospitalleros o un barista o un pellegrino fugace al bar, o con un animale o con una vjeca del paese o con un albero o con il vento o con l'acqua dal cielo o con l'acqua sulla terra o con un fiore o con una salita o con una discesa, certo che ho trovato quello che cercavo: km di vita
Cavalli liberi su di un prato non incatenati me lo ricordano.
Penso agli ultimi sette chilometri di quelli che arrivano dal francese o dal primitivo o dal norte, penso a questi miei sette chilometri ancora completamente da solo senza l'ombra di un pellegrino se non la mia.
Niente da fare neanche sull'ultima collina Santiago non si vede, l'orizzonte coperto da nuvole basse e credo che almeno un emozione deve essere lasciata su ogni cammino incompleta, sono contento di essermi appropriato del Pico Sacro, lascerò qua l'emozione di vedere le guglie da lontano.
Volevo portare a casa una piccola zolla di terra e mischiarla al mio orto ma non ho un sacchettino così mi sporco almeno una mano con questa terra.
Spesso in questo Cammino mi son dato la certezza che non avrei pianto, non c'era un'emozione particolare da far gonfiare per poi esplodere, la convinzione di un'emozione costante vissuta quotidianamente senza scrolloni mi illudeva che non serviva giungere ad un pianto, ma ho sottovalutato sia il Cammino sia i PPS da casa : faccio un audio ad Anto per chiedergli cosa vedere a Santiago nella mia convinzione di arrivare a Santiago con una tale tranquillità che potessi sfruttare i due giorni per visitare ciò che non ho ancora visto, dopodiché leggo il messaggio di Cetty [Delle tante persone a cui ho scritto o chiamato, lei è stata la mia Angeloaccompagnatrice in tutto il cammino] che mi manda un "buon arrivo" ed una canzone; la faccio partire per curiosità e ciaone ................ Bruciore al naso .... Singhiozzoni ...... Da solo, in mezzo alla campagna a 5 km ancora lontano, non riesco più a trattenere quelle lacrime che pensavo veramente di non far scorrere nella mia stupida convinzione che questo cammino fosse stato già parte di me senza bisogno di dimostrare ciò che in realtà ha fatto con tutta la sua silenziosa Potenza.
Solo in due occasioni fino ad ora in questa giornata è uscito uno spiraglio di sole caldo:
- quando ho pianto
- quando ora all'ennesimo campo ho preso una piccola zolla di terra rossa e messa in un sacchetto ritrovato
Come solito nei miei cammini, continuo la tradizione di mangiare un pezzo di pane prima di arrivare da Lui, ed ecco il terzo raggio di sole.
Ad ogni passo, da questa pentola a pressione sfiatano mille pensieri riassunti riepiloghi considerazioni ....
* Un cammino nel suo complesso solitario, un cammino il cui arrivo non è condiviso con nessun altro pellegrino, un cammino dove "io lo so che non sono solo anche quando sono solo" (mio caro stupendo Jova che sai imprimere parole giuste a ciò che altri sentono come te)
Un camino condiviso con tutte le persone che mi vogliono bene e a cui io voglio un bene assoluto.
* Per la prima volta sento la concia che sbatte contro lo zaino, un rumore che non avevo ancora sentito in tutto il cammino e ne sono più che sicuro essendo io molto attento a questi particolari nel silenzio.
* Ci sono migliaia e migliaia di sassi per terra e li in mezzo i cuori si fanno trovare subito anche dall'occhio apparentemente distratto ma irrimediabilmente connesso a questa piccola grande anima universale. Mi sovviene alla mente un bellissimo video di Piero Angela che esorta a tale concetto: "noi siamo liiiii, in quella piccola pallina che non conta niente nel buio dell'universo, un granellino che gira a 100.000km interno al sole da miliardi di anni
Ed io, che già che mi sento piccolo sotto questo cavalcavia, mi sento ancor di più quel piccolo sassolino a cuore intercettato dai miei occhi in mezzo a decine di sassi proprio sotto a questo enorme cavalcavia. So già a chi destinare questo cuore.
* Confermo in assoluto che sul podio della classifica, sono in completa parità il Cammino Primitivo e di Cammino d'inverno, ognuno però con una medaglia d'onore:
- il Cammino primitivo ha la medaglia d'onore relativa ad una valanga di sentimenti per gli altri
- il Cammino di inverno vince la medaglia d'onore relativa al sentimento verso me stesso.
Salvo una lumachina ed un ultimo lombricotto persi sul cemento ed ecco le guglie .....
Finalmente .......
Da lontano
Io sempre solo
Loro sempre più vicine a venirmi incontro
Mi gusto l'entrata
Mi gusto il sapere che non ci sarà nessuno di conosciuto stavolta
Mi gusto la pace dell'entrata lasciando gli occhi luccicarsi ed inumidirsi
Mi gusto quel momento in cui un pellegrino nient'altro vuol fare se non
Appoggiare lo zaino
Sedersi
E a mente vuota
Guardare
Guardare all'insù
Niente pensieri
Niente richieste
Niente ricordi
Niente passato
Niente futuro
Niente
Solo fermare il tempo, Li, così!!!
Ed è uscito il sole !!!!!!