• La pubblicità che compare nel forum lo sostiene con una piccola entrata, se usi AdBlock bloccando la visualizzazione delle pubblicità non aiuti il forum. Se vuoi dare una mano disabilitalo quando navighi in queste pagine. Grazie

Anch'io il "gioco dello zaino"

Dai, dai, che se va bene, domani parto e, se continuerà ad andare bene, non tornerò prima di metà luglio.

Quindi se volete sapere a che serve la colla dovete darvi da fare... :-))

Pier
 
PGR70 ha scritto:
Dai, dai, che se va bene, domani parto e, se continuerà ad andare bene, non tornerò prima di metà luglio.
Pier

Stai attento che non la usiamo noi per incollarti a casa fino a che non ci dici a cosa serve, altro che partire domani e tornare alla metà di luglio! :evil:
 
Serve a tenere fermo il parrucchino sull'alto del perdon!
 
Edo ha scritto:
Bene ... e ora il giochino diventa : A che serve la colla ?

a riattaccare lo scudetto dei PPS dopo che tutti cercano di prenderglielo perché è [rainbow]TROPPO BELLO!!![/rainbow]
 
Variazioni dell'ultimo secondo, dopo la "notte prima degli esami":

- esce il coprizaino che era compreso nel prezzo: meno 98 gr
- micropile sostituisce pile: saldo meno 155 gr
- telo ritagliato sostituisce telo piccolo: saldo più 87 gr
- entrano integratori, escono soluzioni iniettabili: saldo più 38 gr

A questo punto il malloppo completo pesa 6.597 gr, io peso 71 kg più 1.240 grammi di abbigliamento/accessori.

L'ultima domanda (forse) che mi tormenta è:

il poncho cuba 326 grammi, molti non lo portano (esempio Ghirettina),
ma allora, ne posso fare a meno, portando invece il coprizaino??????

Aiuto, aiuto, aiuto :???:

Pier
 
PGR70 ha scritto:
L'ultima domanda (forse) che mi tormenta è:

il poncho cuba 326 grammi, molti non lo portano (esempio Ghirettina),
ma allora, ne posso fare a meno, portando invece il coprizaino??????

Aiuto, aiuto, aiuto :???:

Pier

E' lo stesso dubbio che ho io. Ho fatto due cammini solo col coprizaino ma non è mai piovuto.

Se si capita sotto un forte temporale l'acqua dovrebbe passare tra la schiena e il coprizaino bagnando lo zaino per cui bisogna proteggere bene il contenuto.

per non far bagnare i pantaloni, mi porto un sacco della spazzatura aperto sotto e sopra da indossare come una gonna, come suggerito dai pellegrini esperti.
 
Io il poncho lo porterei.

Vuoi per caso perderti la passeggiata sotto un chubasco gallego?

Se non piove, è peso in più, lo so.

Ma TUTTI ti potranno dire che in Galizia piove SEMPRE! :rofl: :rofl: :rofl:

Come dice petrus, se finisci sotto un acquazzone lo zaino si bagnerà tra il coprizaino e la schiena, e se piove forte l'acqua finirà inevitabilmente all'interno.


Con il poncho invece sei più tranquillo, e se la pioggia va e viene non ti rimane che alzare la parte davanti del poncho sopra la testa ed incastrarla tra il collo e lo zaino. Se ripiove ti ripari in due secondi.

Io quando piove uso pantaloni corti. Tanto camminando sei caldo in ogni caso, ed eviti che l'acqua piano piano "salga" lungo le gambe dei pantaloni bagnandoti tutto dall'interno.

In ogni caso...
Buen camino, peregrino!

Zot
 
:time: Ok, parto da casa destinazione Bergamo.

Prima di andare Vi lascio un altro indizio:

se ci arrivo, la colla mi servirà a circa 2/3 del cammino :angel

Pier

:flecha: :flecha: :flecha: :conchiglia:
 
Mi sa che la colla serve alla Cruz de Hiero per incollarci qualcosa ....

Vediamo se stavolta è quella giusta.

Buon Cammino pellegrino.

Edo
 
Giusto Boss!!!

sono d'accordo, deve incollare qualcosa alla cruz de hierro (ma secondo me due puntine da disegno pesano meno di un barattolo di colla....)
 
Cari amici pellegrini,

il 2013 sta prendendo commiato.

Per me è stato un anno meraviglioso, senza gara, il migliore degli ultimi dieci.

Non potrebbe che essere così considerati i trenta giorni di Cammino da Saint Jean a Santiago e poi a Finisterre.

L'universo di sentimenti e sensazioni che il Cammino ha spalancato in me, non ha ancora finito di espandersi
dall'ormai lontano 15 luglio, giorno del rientro.

Ho ancora molto da capire e da maturare: quando potrò, cercherò di scriverVi della mia esperienza quale ringraziamento a chi mi ha preceduto e servizio a chi seguirà.

Appunto, grazie a Voi, che con questo incredibile forum, mi avete aiutato a partire con l'equipaggiamento giusto:
nulla mi è mancato, nulla è stato superfluo.
Le Vostre voci, le Vostre storie hanno portato conforto percorrendo quel tunnel spazio-temporale che è diventata la nostra patria d'adozione.

Buon 2014 amici pellegrini: long may You run

Pier Giorgio
 
FraViC ha scritto:
Tutto bello, tutto bene, ma 'sta colla a che ti è servita?

Ecco ... la stessa domanda che volevo fare io quando ho letto il post ieri sera ... :-)

E adesso devi dirci a che serviva la colla .....

Edo
 
Ho mosso i miei primi passi verso Santiago domenica 16 giugno 2013.
Alle 7 del mattino Saint Jean era avvolta da nuvole basse. Poco dopo Hunnto la giornata si apriva ad un sole splendente, niente nuvole in cielo, tutte spazzate via da un vento potente che spingeva me e gli altri in direzione opposta a quella verso cui avanzavamo.
Dopo tanti mesi di fantasie, letture e progetti ero davvero in cammino: ho mosso quei primi passi con il furore della liberazione. Sono arrivato sul Colle Lepoeder senza mai smettere di spingere.
Inesperto com'ero ho tirato dritto nel bosco che scende a Roncisvalle, senza neanche un bastone ad alleggerire il carico. Dopo neanche cento metri un dolore lancinante mi ha bloccato il ginocchio sinistro.
Il mio amico fisioterapista mi avrebbe poi detto che sarebbe bastato fare cinque minuti di stretching prima di affrontare la discesa: avrei probabilmente evitato molto di quello che sarebbe venuto.
Al lavoro ininterrotto di spinta in salita per cinque ore è seguita la vertiginosa discesa alla collegiata: un lavoro opposto che ha trovato muscoli e tendini impreparati.
La tendinite alla gamba sinistra è esplosa subito: nei giorni successivi ho arrancato e trascinato la gamba a forza di cavigliere, ginocchiere, fasciature, creme, pastiglie e automassaggi.
Sono stati giorni davvero difficili, in cui mai ho pensato di mollare, ma spesso ho disperato di riuscire a continuare.
Il 29 giugno a Fromista, un inciampo mi ha miracolosamente liberato dal dolore: ho cominciato a correre, quasi a volare. Ho cominciato a credere di riuscire a farcela.
E' così che sono giunto il 5 luglio alla Cruz de Hierro: negli occhi tutta la Bellezza, nelle gambe i segni per arrivare fino a lì.
Nei venti giorni di Cammino ho molto maturato le motivazioni che mi avevano spinto prima a intraprenderlo, poi a perseverare nel percorrerlo.
Nella moltitudine dei pensieri che hanno vorticato nella mia testa c'era anche quel post di Julo:
“spero proprio di no”.
Sì, la colla doveva servire per fissare gli oggetti che avevo portato da casa alla Cruz de Hierro.
No, non desideravo esibirli, non desideravo per loro un “primo piano”, non desideravo “segnare” la sacralità del luogo con un mio sfregio personale.
Desideravo solo in qualche modo segnare il posto dove li avrei messi, limitare la precarietà della loro posizione.
La perentorietà di quel “spero proprio di no” mi ha tormentato per centinaia di chilometri.
Perchè non avrei dovuto fissare, preservare, ciò che con tanto dolore e fatica forse sarei riuscito a portare fino alla Cruz? La Cruz: un simbolo, una promessa, posta nel punto più alto del Cammino, richiamo e ricompensa per i pellegrini. Pellegrino non ero quando a casa progettavo di portare quelle pietre alla Cruz, probabilmente lo diventavo nel raggiungerla.
Una volta arrivato alla Cruz, credo, spero di avere inteso il senso del post di Julo.
Come lui ritenevo quel luogo sacro, ma io non l'avevo ancora visto, lui certamente sì.
Di alcune delle cose incollate, inchiodate alla Cruz o abbandonate ai suoi piedi, non si poteva dire che avessero lo Spirito del Cammino. Forse era quello che Julo voleva consigliarmi di non fare:
non aggiungere altri sfregi alla Cruz.

Quello che ho visto mi ha anche rammaricato, ma hanno prevalso la potenza del luogo e le tangibili manifestazioni di fede.

Due piccole pietre. Una piatta e tonda, del tipo “da lancio” per rimbalzare sull'acqua, scelta da mio figlio. L'altra a forma di piede, cara a mia madre e da lei affidata.
Ho scelto un masso abbastanza grande e affondato nel terreno ai piedi della Cruz a pochi centimetri dalla sua base, in direzione Ovest, verso Santiago. Sul lato del masso verso la Cruz, ho incollato le mie due piccole pietre.
L'averlo fatto mi fa sperare che non siano state “calciate” via lontano: posso pensarle esattamente dove le ho lasciate.

Ringrazio infinitamente Julo: ha scatenato dentro me un dibattito sulla giustezza dell'azione che desideravo compiere. Il dibattito ha dato un significato all'azione, che ne sarebbe stata altrimenti vuota.
Non so se ho davvero compreso il messaggio celato nel post di Julo.
Non so se l'ho deluso o irritato per quanto ho fatto.
Spero di no, spero comprenda comunque le mie intenzioni, le mie motivazioni.
Ho cercato di seguire la retta via anche se zoppicando...

Grazie Julo e dato che Ti ho pensato così tanto, dal 16 giugno al 5 luglio Ti fischiavano le orecchie?

Un abbraccio.

Pier Giorgio
 

Trova un utente

Mappa cammini storici

La mappa è realizzata su carta pesante, misura 500x700 mm ed è spedita in tubo per proteggerla
Il costo comprende anche le spese di spedizione e il costo dell'imballo.
Per vedere la mappa in grande formato, cliccare sull'immagine
Acquistando una mappa avrete in omaggio uno scudetto da cucire sullo zaino

Un bellissimo regalo per chi ama il cammino

Quantità

Libretto "Racconti in cammino"

I libretti di 55 pagine raccolgono i migliori racconti dei 3 concorsi letterari organizzati dal forum

Il costo comprende anche le spese di spedizione.

Un bellissimo regalo per chi ama il cammino

Scudetto PPS

Lo scudetto è realizzato in stoffa e può essere cucito o incollato dove si desidera, non è termoadesivo.

Il costo comprende anche le spese di spedizione che variano a seconda della quantità ordinata.

Scelta oggetto
Alto