angeloscano
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25 aprile 2011
Alcuescar – Caceres
Oggi è pasquetta, quasi che potremmo fare una gita fuoriporta. Magari a Caceres, in fondo sono solo 42 km.
La giornata mi riserva un preludio, un intermezzo pensieroso e un finale trionfante.
Preludio: Erano circa le 8 quando la vedo comparirmi al fianco. Silenziosa, come sempre. “Ma dove eri finita? Credevo di averti perduta 6 giorni fa a Monesterio! Mi hai fatto stare in pensiero” Non sono riuscito a tenerle il broncio e a trattenermi da manifestare la mia gioia. Sono fatto così dimentico in fretta. L'abbraccio non finiva mai. Caldo,piacevole. una festa. Avevo bisogno di sentire che l'avevo ritrovata. Finalmente la mia ombra era tornata a me. E' bello avere un ombra al proprio fianco, non ci si sente soli. Durante la giornata se non la vedevo davanti o di fianco mi giravo rapido per assicurarmi che fosse appena dietro me. Intanto nel cielo il sole giocava nuovamente con le nuvole arrivate da chi sa dove. Bianche, ovattate, mongolfiere e dirigibili sospesi nell'aria.
Intermezzo pensieroso: Dal lavoro mi è arrivata la comunicazione che il 2 maggio affideranno l'appalto di una gara di cui ho fatto il progetto. Se abbiamo vinto dovrò tornare a casa. Siamo 17 ditte, come hanno potuto in così poco tempo valutare tutti i progetti? Io contavo che non ci fosse una risposta fino a fine maggio. Sono frastornato dalla notizia. Un pugile colpito di sorpresa. Non voglio interrompere il cammino. Certo che è bello vincere. Ho lavorato per quello, passato notti intere a scrivere. In me emozioni contrastanti. “Speriamo di perdere”, “ma sei matto? Sei pagato per questo. Progettare, organizzare e gestire servizi”. Faccio fatica a spostare il pensiero. A non proiettare esiti negativi. Lo so che tanto non posso farci niente se non godermi questi giorni e poi sarà quello che dovrà essere. In fondo son potuto partire e staccare 50 giorni proprio a condizione che, se fosse stato necessario, sarei rientrato. Ma, in cuor mio, non pensavo potesse realmente accadere.
Anche questo forse è il cammino. Pianifichi, ma non sei tu che decidi è il cammino che decide quanto trattenerti con sé. Ieri sera ho aiutato Martino e Renza ad acquistare online il biglietto aereo di ritorno. Martino nei giorni scorsi è scivolato sul terreno fangoso e si è procurato uno strappo muscolare. Cammino finito. Era triste, pur essendo in pensione, potendo quindi ripartire tra un mese o due era molto triste. Lo capisco. Oggi lo capisco bene.
Voglio che le mie energie stiano nel “qui e ora”, giorno per giorno e se arriverò solo fino a Salamanca sarà stata per me un'esperienza bellissima ed indimenticabile.
finale trionfante: Caceres è un paese che riserva la sua bellezza all'interno, come un ostrica. Sono contento di aver percorso questi 42 km terminando qui la tappa di oggi. All'interno della cinta muraria palazzi medioevali, stradine, piazzette, scorci su vicoli. Percorri acciottolati carichi di storia. Una piccola Carcassonne. Ed infine a sera, mentre mi godevo un bicchiere di vino da meditazione, in Plaza Major, ecco lo spettacolo di decine di rondoni stridenti volteggiare nell'aria a salutare il giorno che andava. Peccato dover andare a dormire, ma è tardi la festa è finita e domani si lavora.
Pardon... si cammina.
Alcuescar – Caceres
Oggi è pasquetta, quasi che potremmo fare una gita fuoriporta. Magari a Caceres, in fondo sono solo 42 km.
La giornata mi riserva un preludio, un intermezzo pensieroso e un finale trionfante.
Preludio: Erano circa le 8 quando la vedo comparirmi al fianco. Silenziosa, come sempre. “Ma dove eri finita? Credevo di averti perduta 6 giorni fa a Monesterio! Mi hai fatto stare in pensiero” Non sono riuscito a tenerle il broncio e a trattenermi da manifestare la mia gioia. Sono fatto così dimentico in fretta. L'abbraccio non finiva mai. Caldo,piacevole. una festa. Avevo bisogno di sentire che l'avevo ritrovata. Finalmente la mia ombra era tornata a me. E' bello avere un ombra al proprio fianco, non ci si sente soli. Durante la giornata se non la vedevo davanti o di fianco mi giravo rapido per assicurarmi che fosse appena dietro me. Intanto nel cielo il sole giocava nuovamente con le nuvole arrivate da chi sa dove. Bianche, ovattate, mongolfiere e dirigibili sospesi nell'aria.
Intermezzo pensieroso: Dal lavoro mi è arrivata la comunicazione che il 2 maggio affideranno l'appalto di una gara di cui ho fatto il progetto. Se abbiamo vinto dovrò tornare a casa. Siamo 17 ditte, come hanno potuto in così poco tempo valutare tutti i progetti? Io contavo che non ci fosse una risposta fino a fine maggio. Sono frastornato dalla notizia. Un pugile colpito di sorpresa. Non voglio interrompere il cammino. Certo che è bello vincere. Ho lavorato per quello, passato notti intere a scrivere. In me emozioni contrastanti. “Speriamo di perdere”, “ma sei matto? Sei pagato per questo. Progettare, organizzare e gestire servizi”. Faccio fatica a spostare il pensiero. A non proiettare esiti negativi. Lo so che tanto non posso farci niente se non godermi questi giorni e poi sarà quello che dovrà essere. In fondo son potuto partire e staccare 50 giorni proprio a condizione che, se fosse stato necessario, sarei rientrato. Ma, in cuor mio, non pensavo potesse realmente accadere.
Anche questo forse è il cammino. Pianifichi, ma non sei tu che decidi è il cammino che decide quanto trattenerti con sé. Ieri sera ho aiutato Martino e Renza ad acquistare online il biglietto aereo di ritorno. Martino nei giorni scorsi è scivolato sul terreno fangoso e si è procurato uno strappo muscolare. Cammino finito. Era triste, pur essendo in pensione, potendo quindi ripartire tra un mese o due era molto triste. Lo capisco. Oggi lo capisco bene.
Voglio che le mie energie stiano nel “qui e ora”, giorno per giorno e se arriverò solo fino a Salamanca sarà stata per me un'esperienza bellissima ed indimenticabile.
finale trionfante: Caceres è un paese che riserva la sua bellezza all'interno, come un ostrica. Sono contento di aver percorso questi 42 km terminando qui la tappa di oggi. All'interno della cinta muraria palazzi medioevali, stradine, piazzette, scorci su vicoli. Percorri acciottolati carichi di storia. Una piccola Carcassonne. Ed infine a sera, mentre mi godevo un bicchiere di vino da meditazione, in Plaza Major, ecco lo spettacolo di decine di rondoni stridenti volteggiare nell'aria a salutare il giorno che andava. Peccato dover andare a dormire, ma è tardi la festa è finita e domani si lavora.
Pardon... si cammina.

...denise
