SAN TIAGO- In cattedrale
La fotografo tra le lacrime,piena di muschi e storia, me ne sono gia' innamorata. Ne stiamo ammirando la facciata laterale come ci informa un passante. Scendiamo le scale, si apre l'immensa piazza abbracciata dalla cattedrale. Ora la riconosco veramente. E' lei. Ho camminato per lei quasi 800 Km. Ora posso piangere sul serio. Proprio quando ritrovo la famiglia italiana che mi aveva chiesto consiglio sui piatti al ristorante di palais de rei. La piccola di casa guardandomi chiede alla mamma perche' piango. "Perche' l'emozione e' tanta!". Gia', e' proprio cosi'. Sono lacrime di gioia, di soddisfazione, d'incredulita'.
Pochissimi hanno creduto davvero in me.
Avevo gia' raggiunto Santiago nei miei proprositi quasi una settimana fa, ora sono anche formalmente una pellegrina. Con compostela. Dopo un'ora e un quarto di coda ricevo il mio attestato con nome in latino: Anna Elisabetha. "Ha camminato sempre a piedi?" Ho risposto sicura "SI!"
Esco orgogliosa e sulle scale vedendo il mio sorriso tutti mi salutano.
Ora devo ringraziare San Tiago. Vado alla messa delle 12 del pellegrino.
La cattedrale e' inondata di gente: sulle panchine giacche stirate, tailleur, borsette firmate, seta e lino di bucato, per terra gli zaini e scarponi, sandali, consumati, calze che non sono mai tornate del colore originale. Alcuni pellegrini seguono attenti, altri si assopiscono stanchi, altri ancora si mettono in coda per abbracciare la statua del santo sull'altare maggiore e per visitare il suo sepolcro. Dal momento che non riesco a trovare un posto per sedermi, decido di salire anch'io sull'altare. E mentre attraverso la navata maggiore, sento mani amiche sulle spalle: sono i pellegrini che ho conosciuto lungo il Cammino nelle diverse tappe. Ci abbracciamo. Non c'e' bisogno di dir nulla: siamo entrambi arrivati. E' un abbraccio continuo. In coda per l'altare ritrovo persino l'olandese con cui ero partita da Roncisvalle e non vedevo da giorni. Salgo finalmente le scale dorate : sono dietro l'altare e ho una visuale unica su tutta la navata . Ecco il mantello di Santiago: lo abbraccio dalle spalle, come un amico che finalmente conosco dopo aver tanto letto e parlato con lui. In quel momento tutti i fedeli presenti in Chiesa vedono le mie braccia intorno al collo di San Tiago.
Scendo altre scale dorate e torno soddisfatta accanto ad Agata. Sono da quasi otto ore in piedi e ho dormito solo un paio d'ore, inizio a vacillare. Una signora "Coco Chanel" occupa su una panca con la giacca e la borsetta abbinata i due posti accanto a lei: le chiedo gentilmente se posso sedermi. Cerca una scusa, non vuole avere accanto una pellegrina puzzolente e sporca! Un pellegrino vicino assiste alla scena e mi cede il suo posto. Finalmente riposo un po', fino a quando Agata non mi chiama eccitata: Il Butafumeiro ! Il butafumeiro!
Il famoso incensiere e' abbassato sull'altare e riempito di incenso. Mi sembrava tanto piccolo quand'era sospeso, ma ora vedo che arriva quasi alle spalle del religioso. Poi sette sacerdoti, ripeto, sette sacerdoti lo mettono in moto grazie ad un argano fissato nella cupola che sovrasta l'altare.E il butafumeiro inizia ad oscillare sopra le testa dei pellegrini lungo tutto il transetto e poi sempre piu' alto davanti alle vetrate delle seconde arcate ! E' uno spettacolo incredibile e raro! Solo se l'"Offerta "

e' adeguata l'incensiere e' messo in moto.
Sono contentissima.
Di nuovo in piazza continuo a ritrovare amici del cammino, persino alcuni conosciuti a Roncisvalle.
Sono continui abbracci, sorrisi increduli. Quando pensi di non aver avuto la possibilita' di salutarli e scambiare un indirizzo, li ritrovi.