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Il mio duro Cammino

giorgio ha scritto:
Caro Enzo, ho letto e riletto i tuoi scritti....e sento che l'alba e' gia' qui....
E' spuntata nel momento in cui , dopo due Cammini, solo con tuo figlio, hai deciso di condividere i tuoi sentimenti con noi, certo aiutato dall'anonimita' della tastiera, aiutato 'dalla chimica' come tu dici...ma l'hai fatto , ed e' questo che conta ed e' di questo che ti siamo grati...grati di questa ulteriore prova della magia del Cammino di cui tutti noi siamo cosi' consapevoli......
E' in questa nuova giornata, nel prossimo Cammino ,che ti auguro di trovare pace e,anche ,ne sono certo, la forza di essere , di nuovo, dopo la tempesta che hai attraversato, il PAPA' di tutti i tuoi figli...
Un abbraccio
Giorgio

Grazie Giorgio ed a tutti voi che mi siete vicini, quello che non riesco a trovare appunto, è la pace, anzi l'equilibrio per accettare con quello che è successo il sentimento della pace. Talvolta credo di esserci riuscito, poi sprofondo nel pozzo più nero e devo risalire. Chi mi sta vicino mi vede in manierra diversa da come mi vedo io, purtroppo molto peggio. Così la chimica non basta più, la fede non mi sorregge e trasmetto il mio dolore involontariamente con troppa forza, allora... mi sta aspettando un terapista e questi mi demoralizza, ho sempre avuto un carattere forte ed equilibrato, così mi dicevano, ma ora è cambiato molto.
Aspetto il prossimo cammino con impazienza, perchè sarà l'ultimo tentativo di domare questo dolore che mi spegne l'anima, per questo devo riuscirci altrimenti non so cosa mi aspetterà.
Un abbraccio a tutti.
 
Caro Enzo,

leggendo le tue parole mi sono commossa e avrei voglia di risponderti e dirti qualcosa che possa alleggerire il tuo dolore.
Ma ora non so proprio quali parole trovare, quali siano quelle giuste..
Allora penso che in alcuni casi le parole non servono quanto un Abbraccio!

Sei un uomo forte Enzo!
Francisca
 
francisca.se ha scritto:
Caro Enzo,

leggendo le tue parole mi sono commossa e avrei voglia di risponderti e dirti qualcosa che possa alleggerire il tuo dolore.
Ma ora non so proprio quali parole trovare, quali siano quelle giuste..
Allora penso che in alcuni casi le parole non servono quanto un Abbraccio!

Sei un uomo forte Enzo!
Francisca

Ti ringrazio dell'incoraggiamento, spero di essere forte abbastanza per riprendere in mano le redini della mia vita.
 
Tanti, tanti cari auguri per un Buon Cammino... ma soprattutto ti faccio i miei migliori auguri per una vita serena!
E' difficile superare determinate sofferenze, soprattutto accettarle... ma sei un uomo forte e consapevole e ce la farai !
Gianni
 
Caro Enzo,
sarò sul Francese dal 3 di maggio, parto da SJPP.Se ci incontriamo, spero di poter darti un piccolo aiuto.Non sarà un cosa miracolosa, ma nel mio silenzio ti saprò ascoltare.Certe esperienze spesso hanno bisogno di essere lavate molte volte. Tra noi pellegrini c'è condivisione, non solo epidermica , ne sono convinto.
Tutti abbiamo degli squarci interiori, anche se a volte facciamo di tutto per non renderce conto.
Buon cammino amico pellegrino. Antonio
 
antoniodonatelli ha scritto:
Caro Enzo,
sarò sul Francese dal 3 di maggio, parto da SJPP.Se ci incontriamo, spero di poter darti un piccolo aiuto.Non sarà un cosa miracolosa, ma nel mio silenzio ti saprò ascoltare.Certe esperienze spesso hanno bisogno di essere lavate molte volte. Tra noi pellegrini c'è condivisione, non solo epidermica , ne sono convinto.
Tutti abbiamo degli squarci interiori, anche se a volte facciamo di tutto per non renderce conto.
Buon cammino amico pellegrino. Antonio

Caro Antonio già il solo pensiero di un amico che abbia voglia di ascoltarmi mi è di aiuto e sono assolutamente d'accordo con te che tra noi pellegrini c'è qualcosa di più, è un legame naturale forte e inossidabile. Io partirò, salvo contrattempi, da Lourdes verso la fine di maggio, devo ancora decidere la data esatta, ma vorrei essere a Santiago verso il 10 luglio.
Buon cammino anche a te generoso amico pellegrino.
 
antoniodonatelli ha scritto:

...ma nel mio silenzio ti saprò ascoltare.Certe esperienze spesso hanno bisogno di essere lavate molte volte. Tra noi pellegrini c'è condivisione, non solo epidermica , ne sono convinto.
Tutti abbiamo degli squarci interiori, anche se a volte facciamo di tutto per non rendercene conto.
Buon cammino amico pellegrino. Antonio

Bravo Antonio.

Enzo,

Come nena, freespirit e tanti altri anch'io ho compiuto il Cammino da Lourdes a Finisterre da marzo a maggio dell'anno scorso.

La mia fede non è grandissima, ma il Cammino ha uno strano potere. Quanto più i dolori del corpo materiale si fanno sentire, tanto più appaiono gli "squarci interiori" verso il mondo mentale della tua vita, del tuo spirito. Le lacerazioni, quelle che non si possono appianare, vengono sostituite da altro, i vuoti devono essere occupati dalle cose che verranno. Non per un impossibile confronto, ma per ricostruire. Noi esseri fatti di carne ed ossa sentiamo sopratutto la sofferenza della vita terrena, delle cose che ci accadono. Solo se la grazia ce lo concede possiamo talvolta vedere che esiste un altro mondo che non soffre del passare del tempo, una necessaria invenzione umana, ma dove tutto ha uno scopo, un ordine. Una ragione e una spiegazione per il fatto che noi siamo come siamo, qui ed ora.

Con grande emozione ti dico che i nostri cari sono in quel mondo. Se siamo fortunati, la Provvidenza ce lo fa percepire. Essi ci danno la forza e la chiarezza di intenti. Ci indicano la via proprio quando diciamo "non ce la faccio più". Molte volte la via passa per l'aiuto che possiamo dare agli altri intorno a noi, a volte proprio quelli che sembrano meritarlo di meno. San Giacomo non ti dà nulla per nulla, ama tendere tranelli, devi soffrire e devi "svegliarti" per meritarlo. Meritare cosa? Certamente l'energia per andare avanti, perchè è nostro dovere, forse anche qualche squarcio interiore, per continuare a crescere.

Cosi saprai chi ti ha aiutato a rialzarti quando eri morto, cosa ti ha dato energia quando l'energia era finita. Ciò che *è* non è definibile o misurabile in termini umani, ma ne senti gli effetti, e non è forse una prova della esistenza?

Di più non so, se non che le tue parole mi hanno fatto un gran bene, hai una buona penna. Scrivi sul tuo Cammino, darai del tuo a quelli che verranno e ci farai ancora del bene. Un forte abbraccio, fratello, :arrow: y buen Camino.


Carlo
 
Carlo, ti ringrazio. Mi hai dato degli spunti di riflessione importanti sui quali potrò meditare, anche se non sono nuovi questi angoli di prospettiva, me li hai presentati sotto una luce più calda e più vicina, da amico.
E te ne sono grtato. Francamente nella mia vita ho pagato prezzi importanti, ma le gioie sono state molto più grandi i figli per esempio, la famiglia, l'amore. Quest'ultimo biglietto che ho pagato però ha sconvolto tutti gli equilibri sui quali ciascun uomo vive, ecco da qui devo ricominciare anche se nulla e nessuno riuscirà a rimarginare questa ferita. Mi ha colto quando ero già grande e la corazza forte e di tanti strati costruita, ma questo dolore ha perforato tutto e mi ha lasciato smarrito, devastato e sconvolto. Sarà dura ricucire quel che rimane, alla meglio comunque ci riuscirò con l'aiuto di chi mi ama e mi è vicino, con la forza che dovrò ripescare dal pozzo profondo e oscuro, con l'aiuto di Colui che tutto da e tutto toglie, ma alla fine ti allunga sempre la mano, almeno ti lascia la speranza. Ecco non volgio aspettare questo, forse verrà, ma le mie forze devono bastare.
Un abbraccio.
 
tullo ha scritto:
Mi ha colto quando ero già grande e la corazza forte e di tanti strati costruita, ma questo dolore ha perforato tutto e mi ha lasciato smarrito, devastato e sconvolto.

[Che bello il dialogo con un fratello pellegrino...]

Le tue parole mi chiariscono un altro aspetto del Cammino. Quanto più ci sentiamo grandi e in qualche modo compiuti, arrivati, tanto più abbiamo una corazza rigida e pesante fatta per preservarci dai tiri mancini del destino ma che ci rende anche cristallizzati, arrugginiti, fossilizzati e vecchi. Un colpo devastante più di ogni cosa che passa questa corazza rischia di trovare solo uno spirito secco e spento.

Solo se affronti il Cammino con animo e sai riconoscere il valore degli eventi, essi ti danno molto di più di quanto tu spendi. In questa forza vivificante il Cammino è meglio di qualsiasi antiossidante, è quasi staminale. Se prendi il Cammino per il verso giusto e ti lasci indietro tante convenzioni, riscopri flessibilità e entusiasmo giovanile, nei piedi e nella testa.

Tu come tutti hai il libero arbitrio di decidere se riprenderti o lasciarti andare. Si dice "Aiutati che Dio ti aiuta". Per te e per gli altri, perchè non siamo mai soli.

Mi fanno pena quei "pellegrini" che talvolta s'incontrano, che percorrono la via solo per le foto o per lo sport, per vedere la Spagna low cost, per vantarsi dei chilometri o del percorso netto, che si astengono dal mescolarsi con gli altri, che restano preda del loro quotidiano e non vedono l'ora di tornarsene a casa. Non sanno cosa perdono.


Carlo
 
awakr ha scritto:
...
Tu come tutti hai il libero arbitrio di decidere se riprenderti o lasciarti andare. Si dice "Aiutati che Dio ti aiuta". Per te e per gli altri, perchè non siamo mai soli. ...
Carlo

Credo che dentro ogni corazza ci sia una storia di vita ricca di amore, dolore, speranze, progetti, delusioni, fede, e di tutto ciò di cui è costruita la nostra esistenza, alcune sono più spesse altre meno, dipende credo, come tu dici, da come affronti ed assorbi la vita e da qui la ricchezza della nostra anima, ma ciò che governa tutto è l'amore. Ho avuto la fortuna di avere una vita umile, ma molto intensa, anche molto dura, prove importanti, ma sempre ricca di amore e questo credo sia l'ingrediente che mi ha sempre fatto rialzare, caso mai con le ossa rotte, ma di nuovo in piedi. Il Cammino mi ha dato grande forza, perchè mi ha messo di fronte la realtà di tutta una vita che ho rivissuto anche con nostalgia oltre che con dolore ed ho versato le mie lacrime e rivissuto le mie gioie, sempre nella preghiera devota di chi ringrazia di un dono così grande.
Rimane il fatto che dalla perdita di un figlio, un uomo di 38 anni, non è solo la tua vita che viene straziata, ma anche la sua, si quella che hai con lui condiviso ed assimilato nel corso degli anni, da quando è nato poi bambino poi ragazzo poi uomo, poi un'assenza che crea un vuoto immenso e non lo si riempie più, anche se ti aiuti, anche se non sei solo, lo devi accettare e ci devi convivere, Carlo. L'amore della famiglia è l'aiuto più importante, perchè ti fa crescere nel dolore e ti aiuta ad accettare, un pò tutti i giorni, assieme all'amore che tu dai a loro. Questo è il punto chiave: l'amore reciproco, ti sostiene e ti tira in piedi, anche se spesso le ginocchia non reggono, per questo mi aspetta un terapista.
 
Enzo,

Grazie per aver avuto la forza di trasmetterci la tua testimonianza. Spero di leggere ancora del tuo Cammino.

Carlo
 
Ciao Enzo,
io sono sicura dell'esistenza di Dio, quando quasi 7 anni fa è morta mia mamma, ho sentito il Suo aiuto. Da soli in certi momenti non ce la possiamo fare, siamo umani, abbiamo bisogno dell'aiuto di Dio, e anche dei nostri fratelli. Tutti dobbiamo morire, a questo spesso non ci pensiamo, ma non è una punizione, nè per i nostri cari, nè per noi. Le vie del Signore per portarci a sè sono infinite e tutto quello che ci capita ci deve aiutare nella nostra crescita. Ti riabbraccerai con tuo figlio. Sai, quest'anno è l'anno santo compostellano, anno in cui si può chiedere l'indulgenza plenaria per sè o per i propri cari defunti. Non so se tu sia cristiano, ma secondo me solo se lo si è si può dare un senso alla morte, sennò è solo dolore. Ti auguro di trovare la serenità e di trovare la forza per essere tu stesso aiuto per la tua famiglia.
Ieri ho visto un bel film in cui veniva citata questa poesia di William Earnest Henley; te la voglio dedicare:
"Dal profondo della notte che mi avvolge
nera come il più profondo abisso, da un polo all'altro,
io ringrazio quali che siano gli dèi
per la mia anima invincibile.
Nella morsa delle circostanze,
non mi sono tirato indietro, né ho gridato a squarciagola:
sotto i colpi di maglio della sorte
il mio capo sanguina, ma non si china.
Oltre questo lido di ira e lacrime
non giace altro che l'Orrore dell'ombra,
e tuttavia la minaccia degli anni
mi trova e mi troverà senza timore.
Non conta quanto sia stretta la porta,
quanto sia piena di castighi la vita.
Io sono il padrone del mio destino:
Io sono il capitano della mia anima.

Un abbraccio
Stefania
 
stefaniauni ha scritto:
Ciao Enzo,
io sono sicura dell'esistenza di Dio, quando quasi 7 anni fa è morta mia mamma, ho sentito il Suo aiuto. Da soli in certi momenti non ce la possiamo fare, siamo umani, abbiamo bisogno dell'aiuto di Dio, e anche dei nostri fratelli. ........ Ti auguro di trovare la serenità e di trovare la forza per essere tu stesso aiuto per la tua famiglia.
Ieri ho visto un bel film in cui veniva citata questa poesia di William Earnest Henley; te la voglio dedicare:
"Dal profondo della notte che mi avvolge
nera come il più profondo abisso, da un polo all'altro,
io ringrazio quali che siano gli dèi
per la mia anima invincibile.
Nella morsa delle circostanze,
non mi sono tirato indietro, né ho gridato a squarciagola:
sotto i colpi di maglio della sorte
il mio capo sanguina, ma non si china.
Oltre questo lido di ira e lacrime
non giace altro che l'Orrore dell'ombra,
e tuttavia la minaccia degli anni
mi trova e mi troverà senza timore.
Non conta quanto sia stretta la porta,
quanto sia piena di castighi la vita.
Io sono il padrone del mio destino:
Io sono il capitano della mia anima.

Un abbraccio
Stefania
Grazie Stefania per le bellissime parole e per la bella e profonda poesia, che in un certo senso mi tratteggia. Si sono Cristiano ed ho un credo profondo, che mi ha molto aiutato, ma fino ad un certo punto, poi qualcosa si allenta ed anche quando cerchi di tirare le fila di una vita, sai cosa intendo, questa fede ha traballato "sotto i colpi di maglio della sorte il mio capo sanguina, ma non si china" e invece un poco si è inchinato, troppo duri, troppo tenace nello sferrare i suoi fendenti che sempre mi ferivano, negli anni, col dolore nel cuore "piena di castighi la vita". Ma sono qui a cercare in ogni istante il motivo del prossimo passo, il futuro del mio cammino, col grande aiuto della mia famiglia ed ora anche di un terapista. Lo troverò, con l'aiuto di Dio e ritroverò di nuovo il Cammino per Santiago dove ogni passo mi dara dolore e speranza e passo dopo passo tornerò ad essere "padrone del mio Destino" e forte nella mia fede.
Grazie ancora Stefania, un abbraccio.
Enzo
 
Ciao Tullo ... è difficile per me aggiungere qualcosa dopo quanto scritto con tanta delicatezza dagli amici che mi hanno preceduto e dopo aver letto quanto hai voluto testimoniare attraverso la sofferenza di questa parte del tuo vissuto
Traggo spunto dal luogo in cui vorrai iniziare il tuo Pellegrinaggio posando i primi passi del tuo Camino ... Lourdes ... luogo in cui si è portati ad immaginare ... tristezza ... pianto ... rabbia
Niente di tutto questo Tullo ... Lourdes è il posto in cui un sorriso diventa il sorriso ... dove la gioia irradia il nostro più profondo ... dove volgendo i nostri occhi verso la Grotta ci si può sentire come non mai accolti ... abbracciati con Amore nel nostro dolore ... teneramente condotti oltre ogni nostro pianto ... oltre ogni amara lacrima
Tullo ... sarà così anche per te ... così che ogni passo del tuo Camino possa essere più leggero e il tuo cuore in grado di apprezzare cogliendolo ogni dono che il quotidiano sugli sterrati che conducono a Santiago ti offrirà ... oh se te ne offrirà
A Dio piacendo sarò a Lourdes per il mio quinto stage dal 14 al 21 Maggio prossimo ... chissà ... magari insieme a recitare un Rosario prima del tuo Camino e per me ritornando a casa proseguendo il mio
Con affetto
 
Grazie per le tue parole, non conosco Lourdes e per me sarà una esperienza sicuramente meravigliosa, mi auguro con tutto il cuore di incontrare il sorriso e la gioia di cui mi dici essere impregnato questo luogo, ne ho bisogno, molto bisogno e spero che mi accompagni per tutto il cammino, col sorriso nel cuore.
Io sarò a Lourdes probabilmente dal 17 al 21 maggio, magari come dici ci potremmo trovare e conoscere, a giorni saprò la data esatta perchè vorrei fare il viaggio in treno partendo da Bologna, ti farò sapere i dettagli.
Grazie ancora.
 
Non desidero sondare il tuo dolore, perchè l'ho provato anch'io, per la morte della mia piccola Chiara. Anche se aveva solo sei mesi, e non mi ha mai chiamato babbo. L'ho amata, e l'amo tutt'ora che è in cielo, come amo gli altri figli, che crescono, che diventeranno donne e uomini. Mia figlia è sempre viva nel mio cuore, nostante non sia più in vita. Non posso immaginarla che cresce, che diventa bambina, che diventa ragazzina, giovane. La morte è nel nostro DNA: è il più grande mistero della vita. Il lutto, lo può meglio spiegare un psicoterapeuta, un sacerdote. Non sarei in grado di darti anche la più semplice spiegazione. So che è' dolore puro, quello si. Perchè l' ho sentito trafiggermi nella mia carne e nel mio spirito..negli attimi che si decideva col cardiochiirugo della sua vita per l'intervento che poteva soltanto salvarla con una probabilità su mille. Poi dopo l'intervento è morta. Noi non siamo impastati solo di carne, ma di un soffio divino, che è il nostro spirito. E'' li che vive per sempre, ogni seme del nostro essere che ha seminato Dio, perchè germogli, si feconda una vita nuova da noi. Quel seme che oltre ad essere carne è anche spirito, come dicevo poco prima. Resterà sempre impresso, come una parte indivisibile di noi. Perciò che soffriamo, amiamo, lottiamo, crediamo. Coraggio Enzo. I figli sono più vicini di quanto noi pensiamo. A Lourdes, a settembre 2009, al Pellegrinaggio Nazionale dell' Unitalsi ho proprio parlato della morte della mia piccola Chiara. E di quello che poi è avvenuto nella nostra famiglia: abbiamo accolto una bimba... che non aveva genitori. Una mia cara amica suora mi disse tempo fa. Ferruccio si deve dare nome a ciò che è stato. Mi dice: Chiara è morta? Ed io: Si. Ecco, se dunque hai capito di dare ad ogni cosa, il suo vero nome, adesso, sai anche trovare la forza in te di guardare senza timore la vita quale essa sia.
 
Ferruccio, sono tremendamente addololorato per quanto vi è successesso e in particolare per la piccola che non ce l'ha fatta. Conosco benissximo il dolore che avete provato, e vi ammiro molto per quanto avete fatto rispetto all'accoglienza che è un gesto d'amore enorme. Vi ammiro perchè dolore e amore sono due sentimenti che siete riusciti a far correre sullo stesso binario ed ora immagino il dolore della perdita che portate dentro, non si spegnerà mai, un fuoco eterno se eterna è la nostra anima, ma siete riusciti ad amare una piccola creatura ed accoglierla, prima era sola ora ha una famiglia, che grande conquista.
Io purtroppo non riesco ancora ad uscire dal mio tunnel di dolore, devo essere capace di accettarlo, ma non ci riesco proprio; pensavo che il tempo mi aiutasse, ma ha fatto molto poco, ora almeno riesco ad evitare di sprofondare nel dramma tutte le volte che ci penso e ci penso sempre a questo figlio che non ho più, riesco a stare un pò più a galla e spesso ad evitare questo strazio interiore, ma la depressione è una malattia vigliacca, finge di lasciarti, poi ti balza addosso all'improvviso e non ti molla fin che non ti ha fiaccato. Allora, dopo aver tentato un dialogo con amici (scappano), preti (sono impiegati della curia) , frati di alto rango teologico (paroloni, ma niente di più), mi sono dovuto rivolgere ad un serio terapista che mi sta aiutando, ma siamo agli inizi, si vedrà.
Vi abbraccio fortissimo, grazie per la vostra testimonianza.
 
"C'è un ruscello che nasce da una sorgente montana. E' giovane e desidera raggiungere il mare prima possibile e quindi scorre giù impetuoso. Arrivato in pianura, diventa fiume e deve rallentare la sua corsa. Dovendo andare piano, le sue acque diventano più tranquille e la loro superficie comincia a riflettere le nuvole: bianche, rosa, d'argento o scure e di tante splendide forme. Il fiume finisce per sviluppare amorevole attaccamento per quelle nuvole magnifiche, ma il vento o la pioggia, le dissolvono inesorabilmente ed egli è disperato. La volta azzurra senza nuvole lo fa soffrire: le sue nuvole sono sparite ed il fiume inizia a piangere. Nel pianto ha un'intuizione: lui, le nuvole,la pioggia ed il pianto, sono fatti della stessa natura, e allora che bisogno ha di correre dietro alle nuvole? Lui E' nuvola! La natura della nuvola non è formarsi e duileguarsi,ma trasformarsi: non c'è nascita, non c'è morte; il fiume riflette il cielo terso, la luna, le nuvole e lui dà il benvenuto e sorride a tutte le nuvole che passano senza provare a fermarle, perchè lui stesso è acqua ed aria. Non nasce e non muore.Non- nasce- e- non -muore. Così il fiume è libero e non sente neppure il bisogno di andare verso il mare, poichè mare e fiume sono della stessa natura delle nuvole, del ruscello e della sorgente. Cercare di afferrare qualcosa che non possiamo trattenere ci fa soffrire, ma se ti fermi a pensare, scoprirai che ciò che stai cercando di rincorrere è sempre stato dentro di te e non se n'è mai andato." Ogni volta che la morte è venuta nella mia casa,io mi sono ripetuto questa storia che mi ha aiutato a non essere sopraffatto dal dolore: ve la regalo nella speranza che possa alleviare anche il vostro.Lo faccio con un filo di voce,scusandomi casomai fossi stato inopportuno:purtroppo non esistono medicine miracolose. Fly.
 
Grazie Fly ... per la meraviglia che suscita questa storia
Per la delicatezza con cui induci alla riflessione ... alla ragione ... alla nostra esistenza
Grazie ... un sentito Grazie
 
Fly hai toccato il mio cuore col tuo racconto, una storia che contiene in se tutto ciò che è la nostra esistenza e non solo la nostra. Ti ringrazio per queste immagini, per questa visione introspettiva che spiega la vita e la morte. La ricorderò per ogni parola, per ogni concetto e mi aiuterà a riflettere, anche se la bestia feroce che mi ha azzannato non vuole mollare.
Per me purtroppo il punto sta non nel fatto che muoriamo, è il nostro destino, ma nel fatto che muore un figlio e con lui una buona parte di te. Il mio fiume corre ormai lento il tempo mi conduce verso il mare, nella quiete c'è contemplazione, c'è amore per quello che ancor meglio riusciamo a cogliere in ciò che ci circonda e non mi aspettavo certo questa tremenda zampata con unghie che hanno aperto ferite terribili e che non si rimarginano.
Grazie ancora per questo bellissimo racconto, lo terrò nel mio cuore.
 

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