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Il mio duro Cammino

Sai Tullo, prima di tutto grazie per la tua risposta. Credo, che sia indicibile la misura del dolore che si prova dentro di sè per la perdita del proprio figlio. Ma nel dolore più acuto, è un atto d'amore dire: è cosi. Il giorno che squilla il nostro cellulare. sono le 7 e 30 del mattino e dall'altra parte è l'ospedale che ci dice. Chiara sta male. Senza scomporci, mia moglie , i miei figli ci dirigiamo verso Milano dove è ricoverata nostra figlia. Giunti al reparto ci accoglie una dottoressa con queste parole, lapidarie:Chiara è morta alle 7.20. Signora non pianga avete altri figli..per consolarvi.L' accettazione della morte di Chiara è stato un "atto", che non è un gesto o un perchè. Mi spiego che cosa vuol dire "Atto" e aggiungo un'altro "Atto" che non è mio e cioè "Atto di Fede. Nella vita noi mettiamo solo una parte di noi stessi, ma l'altra la più vera, la mette Dio per dare perfezione alla sua opera che è l'uomo. Ne sono certo, lo affermo perchè lo credo: Dio mi ha chiesto per Sè la mia piccola Chiara. Gli ho detto di si, che è stato il mio doloroso atto di accettazione della sua volontà: questo è il significato della mia testimonianza. Tullo, non so se sono riuscito a farti cogliere da queste mie parole per dire, che Dio da sempre più di quanto ci chiede. Per noi, Lui aveva già pensato, che ci avrebbe dato ancora un' altra figlia, la nostra figlia di adesso, ha lo stesso nome Chiara. Lui è sempre il miglior Padre.
 
Grazie Ferruccio per queste tute parole che testimoniano un dramma immenso, ma anche una grande fede ed umanità. A me è successa una cosa analoga una domenica pomeriggio, casulmente ero in casa, ricevo una telefonata lontanissima che mi chiede di parlare con me e se io ero il padre di Marco, poi mi dice che è successa una disgrazia e che Marco è morto, non scende tanto nei dettagli. Io sono crollato, dentro di me ho sentito esplodere una rabbia terribile, un dolore atroce e non capivo, non riuscivo a capire. Il giorno dopo abbiamo preso un aereo per Il Costa Rica e così è cominciato il calvario. Purtroppo nel mio subconscio non accetto che sia mancato, io credo sia sempre presente sempre vivo, ora nella mia anima, nei miei pensieri, nella vita di tutti i giorni è li, vicino a me, vicino a noi, ma non riesco ad accettare che sia morto. Perchè quando viveva in Costa Rica io lo vedevo una volta all'anno, per cui ero abituato alla sua assenza fisica, ma c'era un contatto costante, informatico, telefonico, con sua sorella pure, per cui non lo vedevo, ma lo sentivo. Ora non lo rivedrò più e non lo sentirò più, se non nel mio cuore, nella mia anima, nei miei "allucinati" pensieri, con lui ho un dialogo come fosse accanto a me, è un dialogo nel mio cuore, che talvolta mi sembra follia, ma è così, per ora è l'unico modo che riesco a sopportare la sua mancanza, ma forse sarà così per sempre. Ho solo una certezza interiore che ci rivedremo, o si è certo che ci rivedremo. Ho una fede piuttosto radicata, ma non riesco ad immaginare un Dio che mi toglie mio figlio, per distruggere la mia famiglia dal dolore? per devastare nella sofferenza il resto della mia vita? per buttarmi in una depressione dalla quale non esco? No non credo in quel Dio, lui ha altre cose da fare, lui ci ha dato il Suo figlio che ci ha insegnato solo una cosa: l'amore e nell'amore si sviluppa tutta l'esistenza di noi esseri umani e del cosmo. Lui ci ha dato questo e con questo sentimento dobbiamo fare, le guerre, i terremoti, gli omicidi, le violenze anche nei confronti dei bambini, il terrorismo, l'odio fra noi uomini, la schiaviatù, la violenza sulle donne (ci sono nazioni in cui per un nonnulla le bruciano vive), la corruzione, la mafia, la fame, le grandi epidemie, tutte queste cose le dobbiamo vincere con l'amore e con la forza che l'amore da. Ecco io credo in questo, e nell'amore so che dovrò accettare questo grande lutto, ma ancora non ci riesco.
Un abbraccio, enzo
 
Re: Il mio duro Cammino.... ma non sei più solo

Con questa semplice aggiunta al tuo titolo iniziale .. ma non sei solo. è per dirti che sono con Te. Che sempre più la nostra storia di padri ci unisce non solo per il dolore e per l'amore, ma che anche noi siamo figli e abbiamo un Padre. che non lascia mai la nostra preghiera disattesa. In quel mio "atto" c'è stato un movimento interiore perchè avesse quella dilatazione d'amore che poi è stato con l'ingresso di Chiara nella nostra famiglia. E' la preghiera. In quella semplice frase di accettazione della morte di Chiara:é cosi, non mi sono chiesto:" Perchè è morta ?. L'interrogativo perchè non risponde mai ad una risposta di fede. Con la ragione il perchè è'una insondabile e continua ricerca razionale, con la quale non trovi mai la risposta che dentro ti stringe il cuore, in una morsa mortale. Mi spiego con un fatto a me accaduto durante il Cammino lungo le mesetas. Questa immensità, estensività è una linea di orizzonte che non si avvicina mai. Tu cammini, hai la percezione fisica del movimento, e non giunge mai la meta che lontano intravvedi. Non conti i passi, tieni fisso lo sguardo davanti a te. Metti in moto la tua costanza, pazienza, tenacia. Ma da sole queste virtù umane non bastano. Ci prende lo sconforto, la stanchezza, la solitudine. Ecco che, come per un incanto inspiegabile, ti accorgi, alzando gli occhi,non più verso l'infinito, ma verso il cielo, quasi come un fastidioso cinquettio che disturbano il tuo silenzioso soliloquio. Su in alto le allodole che cantano a scuarciagola. A chi?. O dove?. Ecco che anche tu sei parte di questo universo non più chiuso in te stesso: non sei più preso dalle tue "ansie" Ma guardi anche tu in alto, meravigliato e non più infastidito. Scopri con sorpresa la gioia di questi uccellini versatili, che cantano liberi nel cielo azzurro. Si sbizzarriscono e dalla contentezza si lasciano ondeggiare felici, nell'aria primaverile. Nel nostro vivere di ogni giorno, c'è una dimensione orizzontale, ma anche quella verticale, che è' la più difficle da "pensare e vivere". Ma è possibile.Quando ti accorgi che....: "Non sei più solo", è allora che vedi quanta bellezza ci dona la gioia di continuare a... sperare. Caro Tullo se mi sono permesso di aggiungerlo al tuo titolo, è proprio per questo motivo di speranza che c'è in ciacuno di noi.
 
Caro Ferruccio, ti ringrazio per le belle parole e so di non essere più solo, ho trovato amici, come te che non mi fanno sentire il vuoto totale attorno e dentro me, ho trovato amici in questo forum che mi sono stati vicini ed ho apprezzato molto questa grande disponibilità e senso di amore. Le mesetas le ho attraversate sotto una pioggia battente, tutte, nel mio primo cammino, ben 24 giorni di pioggia, e quando partivo alla mattina prendevo questo tempo imperturbabile come un segno del destino, se nella mia vita (o in quella passata??) avevo commesso gravi peccati ecco questo era il momento di rifletterci sopra e chiedere perdono era il momento di subire questo freddo e questo diluvio col sorriso, come una punizione meritata che volentieri si sconta. Anche quando nel cammino successivo le ho attraversate con un sole a piombo ed un caldo terribile, appena un filo di brezza, rara peraltro, che mi spingeva chino sotto lo zaino un passo dopo l'altro sempre più lento, ho cosparso sempre il cammino di preghiere, delle "mie" preghiere, ho amato la natura che mi circondava anche la pioggia, e non mi sono sentito solo, mai, mi sentivo un tutt'uno col mondo che mi circondava, mi sentivo a fianco Marco col quale parlare e mi sentivo piccolo sotto quel grande cielo. Ora ci sono mementi nei quali ancora mi chiedo dov'è e quando lo rivedrò, ci sono momenti nei quali la depressione mi schiaccia per giorni e vorrei farla finita, poi per fortuna passa e penso ai miei figli, ai miei nipoti a mia moglie, alla vita che continua e di cui sono parte, anche se marginale, ma sono assieme a loro ed agli amici che mi sono vicini. So che con l'aiuto del terapista troverò una strada per rivivere una vita senza la depressione ed accettare quel che è successo con l'amore e il dolore nel cuore e con l'amore e la pazienza di chi mi è vicino. Sul cammino sto bene solo con me stesso e con gli amici che raccolgo lungo la strada, così partirò di nuovo da Lourdes e porterò le mie preghiere, le mie speranze ed il mio dolore alla Madonna, sperando che mi aiuti.
Non devo mollare mai, Ultreya!
 
Caro Tullo, nelle ultime parole del tuo post c'è l'essenza di tutto: NON MOLLARE MAI! Anche quando arrivano i momenti bui ricordatelo sempre, questo è quanto tuo figlio e la tua famiglia vogliono da te.
 
Zena ha scritto:
Caro Tullo, nelle ultime parole del tuo post c'è l'essenza di tutto: NON MOLLARE MAI! Anche quando arrivano i momenti bui ricordatelo sempre, questo è quanto tuo figlio e la tua famiglia vogliono da te.

Grazie Zena per le tue incoraggianti parole, il punto nodale è che per carattere io tendo a non mollare mai, ma la depressione mi taglia le gambe e purtroppo in alcuni periodi scivolo inesorabilmente in quella melma, cerco di curare con un terapista questo aspetto che si è focalizzato come problema principale, dal quale deriva tutto il resto, anche se il dolore per la pertita di un figlio è uno squarcio nel tuo cuore che non si ricucerà mai.
Un abbraccio, enzo
 
Mentre stavo poco fa scrivendoti, Chiara ha toccato l'interruttore e si è spento il Computer. Aveva tra le mani un libro dal titolo: Dio sa che stai soffrendo. Un libro che avevo acquistato nel periodo in cui ho cercato di ritrovare la speranza dopo la morte di Chiara. Non sei solo proprio perchè nel nostro dolore c'è anche il suo.. quello di Dio.Devo interrompere perchè devo andare a Milano.. Ecco un mio breve pensiero. Ferruccio
 
Bè mi alzo presto e porto a spasso Jack il mio vecchio pastore tedesco, poi vado in piscina e mi faccio una quanantina di vasche spingendo un pò e mi sento meglio, le endorfine fanno effetto per poche ore, ma fanno effetto; se no vado con la bici da corsa e mi faccio un pezzo di strada in montagna una cinquantina di chilometri almeno, ma tra poco, appena il tempo me lo consentirà comincerò gli allen amenti a piedi con lo zaino per prepararmi all'imminente partenza per il Cammino; poi mi dedico ai lavori casalinghi ed alla cucina (sono un discreto cuoco ho avuto un grande insegnante, mia madre e un paio di chef di ristoranti di mare), così mia moglie e mia figlia quando tornano a sera possono cenare discretamente, io credo che un buon pasto migliori lo spirito, renda più socievoli e ridimensioni i problemi della giornata. Marco è sempre accanto a me, lui era un cuoco ed aveva un ristorante pizzerie, e mi da buoni consigli, su i condimenti, sui contorni, i tempi di cottura, ma mi raccomanda sempre la qualità dei prodotti che è li il segreto di un buon risultato. Nel pomeriggio se non ho impegni di lavoro o di atro tipo, estraggo la chitarra classica dalla sua custodia e studio con la passione e l'entusiasmo di un ragazzino, forse perchè è sempre stato il mio sogno proprio da ragazzino. Parecchi giorni però non è così, mi azzanna la depressione al mattino e schende la nebbia sempre più scura e non ho voglia di fare nulla, vorrei rannicchiarmi nel letto al buio, non sentire rumori, non sentire nulla, ma non lo faccio cerco di superare questo stato catatonico, allora i pensieri corrono al passato, alle giornate con Marco, ai nostri discorsi, ai suoi progetti, alle risate ed a tutto quello che facevamo. Corrono ai momenti in cui piccolino giocava con sua sorella e si divertivano come due gattini, ai momenti in cui giocavamo assieme e ci rincorrevamo per casa o giocavamo a fare i piloti sul divano, alla gioia di quei momenti. E i pensieri scivolano nella tristezza e nel dolore, allora cerco di distrarmi e pensare ad altre cose, ai preparativi per il Cammino, alle scarpe da portare, all'assicurazione da rinnovare e cerco di tornare con i piedi sulla terra, tanto mi sono già fatto male e le cose non cambiano. Allora telefono a mia moglie con una scusa, solo per sentire la sua voce, che mi conforta. Ma pian piano mi faccio forza, un pochino tutti i giorni e Marco mi aiuta in questo, mi sta vicino e mi sorride.
 
Ciao Enzo, che piacere sentirti! ti dispiace se ti rispondo qui? gli mp mi danno un po' di problemi a volte nell'invio. Tanto penso non ci sia niente di male se tra pellegrini ci si conosce un po'! mi sono collegata oggi al sito dopo parecchi giorni in cui non avevo internet! ero in Inghilterra a trovare mio fratello che sta vivendo lì e mi mancava! mi è servito il viaggio per staccare e trovare un po' di ottimismo! ho visto il tuo avatar e ho pensato a tuo figlio infatti, un ragazzo nel pieno dei suoi anni...
Quello che ti fa male non è solo la sua mancanza, ma il sapere che non può più godere delle felicità della vita? Come esseri umani ci attacchiamo a questa vita terrena con le unghie e con i denti e pensiamo sia il bene più prezioso... ma beato chi ha la forza di CREDERE che la vera vita sia un'altra, eterna, alla quale siamo chiamati uno ad uno... anche tu, anche io. Mi piace pensare alla vita e alla morte come 2 miracoli: non il miracolo di una nuova vita e il dramma di una morte. Sono miracoli entrambi perchè siamo solo esseri umani e dobbiamo abbandonarci volenti o nolenti a Dio e sperare nella vita eterna... non la morte, ma il miracolo della morte verso la vera vita. Se riusciamo davvero a CREDERE non ci sarà più dolore. Se non la mancanza dei nostri cari, beh, quella ci sarà sempre, ma sarà un "male minore". Se una persona non vede per tanto tempo suo figlio (ad esempio va a studiare o lavorare fuori) gli mancherà, ma sarà anche felice di saperlo felice, no? Così, anche se ci priviamo di chi muore, possiamo almeno provare ad essere felici per loro. Poi la depressione è un'altra cosa, è una vera malattia, in questo i ragionamenti e anche i sentimenti poco contano, sono deformati e bisogna essere aiutati. Sei forte se ogni giorno ti alzi con buoni propositi e cerchi di trovare la forza necessaria per reagire, poi è umano non trovarla sempre... forse il segreto è cercare di non star soli, conoscere anche tante altre persone, parlare, e non per forza volercela fare da soli. Vale ugualmente x me! (mi autoconsiglio ;) , tu lo sai già bene se sei qui a parlarne... ma il contatto reale e non virtuale può molto più). E in questo il Cammino molto può fare secondo me, anche se ancora non l'ho provato...
Parti verso giugno se no ricordo male, vero? non trovi nessuno delle tue parti che si alleni con te? un :abbraccio:
 
Il problema del Credere è un problema che mi si pone fortemente, meglio è la forza del Credere che non sempre mi sostiene, credere nella vita eterna, nell'aldilà, credere insomma negli inegnamenti di Gesù che predicava a tutta forza nella eternità della vita, se...... ecco è questo che ora talvolta mi sfugge. Pur essendo stigmatizzata in me la fede in Dio, nell'insegnamento dell'amore e nel credere ciò che non si vede e non si capisce (questa è la sostanza) ecco che nei confronti dell'insegnamento della vita eterna io traballo un attimo e pur volendo credere in questo "mistero" rasento muri di incertezza mettendo in forse tutta la mia costuzione religiosa, perche se non crediamo nella vita eterna, non possiamo credere neppure ad un Dio che non vediamo, non possiamo sperare nella salvezza della nostra anima, nel costrutto totale che rappresente l'apparato del mistero religioso, di tutte le religioni. Ho collocato mio figlio su uno scranno molto in alto dell'aldlà, della vita eterna, nella speranza di una verità profonda di questi insegnamenti, ma ... qualcosa si è incrinato e mi fa traballare le ginocchia quando penso alla mia vita, dura, sofferta, segnata da un destino spietato, ma ricca di gioie con i miei figli ed i miei cari, carica di una esperienza bellissima che parte da una vita contadina nella povertà del dopoguerra. E mi pongo domande assurde e me ne rendo anche conto di quanta assurdità sono imbevute, Il nostro Dio e gli Dei di tutte le altre religioni li voglio ricondurre ad una unica entità, il Figlio di Dio ci ha dato insegnamenti profondi di amore e di fede, ma.... ci ha abbandonati al nostro meschino destino. Fatto di autodistruzione, guerre, fame, epidemie e tutto quello che vuoi aggiungere. Non siamo gli esseri umani a Sua somiglianza, siamo delinquenti, assassini, spietati razzisti, e tutto quello che ne consegue, ma se anche uno solo fosse di animo fatto a Sua somiglianza, saremmo salvi? Questo genere umano non ti sembra sia sfuggito alle Sue attenzioni? Muoriamo perchè dobbiamo morire, se no non saremmo nati, questo è il nostro destino noto, la unica nostra vera certezza. E tutto il resto dov'è? Ecco vedi sono ragionamenti sconclusionati di una persona la cui anima, corpo e mente è stata strapazzata dagli eventi e talvolta mi vado a impantanare in queste sabbie mobili, pur sapendo di avere un credo inossidabile, almeno lo penso. Ma sono solo momenti di debolezza, adesso mi aspetta il Cammino e so che ricostuirò tutti i miei dubbi dandogli un senso morale, religioso e logico nella mia fede. Ho pregato tutta la vita di dare la pace alla mia famiglia, non la ricchezza, solo la pace e l'amore, non ho pregato per me, ho pregato Dio di esserci vicino e forse talvolta lo è stato, devo forse a Lui la guarigione di mia figlia colpita da una meningite virale che l'avrebbe uccisa, non a quei medici che hanno lottato, studiato il caso, fatto tutto quello che era possibile fare, che hanno individuato il virus alla fine ed hanno trovato il rimedio che ha portato alla guarigione, si forse lo devo a Lui se fossimo vissuti in un altra città forse non ce l'avrebbe fatta, forse. Ecco vedi quanti stupidi dubbi sfociano ora nella mia mente?
Ma il Cammino mi guarirà e mi ricondurrà sui sentieri della fede e della verità.
A 9 anni ho avuto un infarto e mi avevano dato 24 ore di vita, ma non sono morto ed ho continuato questa vita meravigliosa e terribile, ma talvolta mi vengono dei dubbi.
La vita deve essere gioia e amore, i dolori verranno ma saranno superati.
Scusami questo momento di disperata incertezza che mi fa dire cose sciocche, ma ora è così.
Ciao
 
Stefania non ho risposto ad una tua domanda: parto il 20 maggio per essere a Lourdes il 21, rimango un giono o due per visitare il posto, poi via verso Somport, ho previsto di arrivare a Santiago in 42 giorni ed il ritorno è fissato per il giorno 11 luglio, mi sono tenuto qualche giorno di scorta per eventuali imprevisti.
Ciao
 
tullo ha scritto:
il Figlio di Dio ci ha dato insegnamenti profondi di amore e di fede, ma.... ci ha abbandonati al nostro meschino destino. Fatto di autodistruzione, guerre, fame, epidemie e tutto quello che vuoi aggiungere. Non siamo gli esseri umani a Sua somiglianza, siamo delinquenti, assassini, spietati razzisti, e tutto quello che ne consegue, ma se anche uno solo fosse di animo fatto a Sua somiglianza, saremmo salvi? Questo genere umano non ti sembra sia sfuggito alle Sue attenzioni?

Non sono cose sciocche, come dici tu, sono le uniche cose importanti su cui dobbiamo riflettere. Non è facile credere, e la fede stessa è un dono. Ma non possiamo dire che il Figlio di Dio ci abbia abbandonati, proprio questo no. Lui è morto per noi, per trasformare il "nostro misero destino" in vita eterna, anche se delinquenti e assassini, se solo chiediamo perdono. E l'autodistruzione, le guerre, la fame non sono il nostro destino, sono il risultato delle nostre scelte sbagliate, solo colpe nostre: Dio ci ha lasciato liberi. Liberi di dire una parola per cambiare la mentalità di questo tempo che ci porta all'autodistruzione (non sei tu che scrivi gutta cavat lapidem?), liberi di perdonare e di scongiurare le guerre, liberi di condividere le nostre fortune per curare chi ha fame. Liberi di farlo o di non farlo. E poi non possiamo sempre capire tutto, il perchè delle epidemie, delle calamità naturali. Gesù stesso in punto di morte non ha forse detto: "Dio mio, Dio mio, perchè mi hai abbandonato?" Era anche un uomo, non ha forse avuto un destino più duro di noi? Ti sembra che lo abbia abbandonato? Se non crediamo nella resurrezione dei morti, neanche Cristo è resuscitato. Ma se non crediamo nella resurrezione di Cristo, che fede cristiana è? Possiamo credere nell'amore, ma non vuol dire credere in Cristo. E non ha abbandonato neanche noi. Le Sue attenzioni ci sono, siamo noi a non volerle sentire. Più che cercare Dio per i nostri dolori, cerchiamo noi stessi: quanti danni facciamo noi uomini a noi stessi e ai nostri simili.
 
Scusate se entro in questo contesto e mi faccio veramente piccola di fronte al dolore di un padre al quale è stato tolto il figlio.
Capisco perfettamente che il colpo inferto dalla vita è di quelli che stendono a terra e con fatica ci si rialza.. e le buone parole, i consigli sono vuoti e inutili finchè l'animo è annientato..tuttavia una nota (forse stonata!) la vorrei trascrivere ...proprio l'altro giorno per puro caso sono incappata nella lettura del Libro di Giobbe (BIBBIA) non lo avevo mai letto con interesse e mi ha incuriosito la figura di Giobbe e come Dio si comporta in questo caso (non li possiamo comprendere i disegni di Dio perchè non sono i nostri) è una storia è vero e non dico che è la soluzione anzi, ma alle volte la lettura della Bibbia può aiutare..
(ndr) non a caso la figura di Giobbe è venerata dalle tre religioni monoteiste

Perdonate l'intrusione un :abbraccio: Rina
 
Credo che tu abbia detto una grande verità: ci ha lasciati liberi, liberi di scegliere, liberi di credere con la nostra fede. Quello che non sappiamo cogliere lo dobbiamo proprio a noi stessi, a quello che ci siamo costruiti attorno che ci abbaglia e ci rende ciechi alla verità della vita. Conosco il significato di Resurrezione, significa speranza, nuova vita, credere nel domani, migliore, credere in una forza che ti fa rinascere, aprire la mente al futuro, credere e riuscire a ritrovare se stessi. Ed hai ragione anche nell'affermare che non possiamo capire tutto, possiamo e dobbiamo accettare quelle cose che non conosciamo e non capiamo, altrimenti non avremmo la fede, un credo e la speranza.
Sono sicuro che il Cammino mi aiuterà a superare me stesso, perchè è ciò che voglio.
Ciao.
 
tullo ha scritto:
Sono sicuro che il Cammino mi aiuterà a superare me stesso, perchè è ciò che voglio.

Te lo auguro di cuore e ne sono fiduciosa! poi dev'essere bellissimo percorrere il Cammino come hai deciso di farlo tu: da Lourdes e con la tranquillità di 40 giorni! tienici aggiornati! un abbraccio forte! buona serata
 
za_rina ha scritto:
Scusate se entro in questo contesto e mi faccio veramente piccola di fronte al dolore di un padre al quale è stato tolto il figlio.
Capisco perfettamente che il colpo inferto dalla vita è di quelli che stendono a terra e con fatica ci si rialza.. e le buone parole, i consigli sono vuoti e inutili finchè l'animo è annientato..tuttavia una nota (forse stonata!) la vorrei trascrivere ...proprio l'altro giorno per puro caso sono incappata nella lettura del Libro di Giobbe (BIBBIA) non lo avevo mai letto con interesse e mi ha incuriosito la figura di Giobbe e come Dio si comporta in questo caso (non li possiamo comprendere i disegni di Dio perchè non sono i nostri) è una storia è vero e non dico che è la soluzione anzi, ma alle volte la lettura della Bibbia può aiutare..
(ndr) non a caso la figura di Giobbe è venerata dalle tre religioni monoteiste

Perdonate l'intrusione un :abbraccio: Rina
Nessuna intrusione Rina, hai riportato veramente una cosa molto importante che condivido e sostengo, anche più sopra ho detto che non credo in un Dio dedicato a risolvere i problemi dell'uomo, a noi attraverso suo figlio Gesù ha insegnato l'amore, che è l'essenza della vita stessa a mio avviso, pertanto "non li possiamo comprendere i disegni di Dio perchè non sono i nostri" è un'affermazione di grande chiarezza.
Grazie.
 
Caro Enzo, credo che avere una fede inossidabile sia davvero privilegio di pochi, e comunque penso sia normale vacillare dopo determinate disgrazie! Non fartene mai una colpa!
Quando ciò succede e si perde fiducia "nella figura esterna di Dio" credo sia importante cercare il proprio "Dio" dentro sè stessi sviluppando consapevolezza, respirando profondamente, e reagendo facendo qualcosa di creativo( come del resto già fai). Questa forza personale interiore nei momenti in cui riuscirai a trovarla ti sembrerà la stessa che cercavi "esteriormente".
E' un pò il senso di una frase che ho letto , e mi ha colpito, lungo il Cammino: "Partirai quando il Cammino ti chiama... perchè il Cammino non esiste... il Cammino sei tu!"
Si avvicina molto alla filosofia buddista,( il buddha è dentro ognuno di noi e non una figura mistica), ma io non faccio distinzioni fra religioni... così come credo profondamente che nessuna religione possa portare ad una guerra, piuttosto la si fa ineggiando a motivazioni spirituali!
Ho pregato a Santiago ed ho recitato mantra in Nepal: a volte credo... ma nei momenti difficili vacillo anch'io e provo a cercare a modo mio quella forza dentro di me.
"Dietro ogni nuvola splende sempre il sole"!

Farai un gran Cammino... ne sono sicuro!
Un abbraccio,
Gianni
 
Il camino della vita è duro per tutti, per qualcuno lo è di più; lo è stato per Gesù stesso, vittima della cattiveria degli uomini, addirittura dei suoi stessi amici, ma è stato priprio Lui a donarci una speranza, ed è propri in questi giorni, vicini alla Pasqua ne facciamo memoria. Vedi insegno ai piccoli (3-5 anni) religione, e tutti i giorni mi ritrovo a rispondere a domande difficilli, spesso non formulate con parole, ma solo con occhi che hanno un sorriso spento, che portano dentro tutto il dramma di piccole vite diffcili..."maestra io non l'ho mai visto Dio", oppure "maestra lo sai che la mia mamma è morta?", o ancora "maestra il mio papà è con Gesù e gioca a pallone con lui", li guardo negli occhi e il mio cuore si sringe di dolore per questi piccoli uomini-donne che hanno davanti una vita piene di domande alle quali è difficile dare una risposta sensata. Si, la loro vita sarà dura.
Io ho perso mio padre a 20 anni, è stato un vero dramma per me, e ancora oggi ne sento la mancanza, ma tutto l'amore che mi ha donato è nel mio cuore, fa parte della mia eredità, e nessuno me la potrà mai togliere.
il cammino è lungo, caro pellegrino, coraggio e buon cammino :arrow:
Lu
 

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