Siamo tornate.
Stanche, stanca, il gran caldo mi ha messo ko.
Un paio di giorni di riposo ed eccomi qua.
E' stato un grande cammino, ancora una volta diverso.
Gli occhi meravigliati delle mie ragazze sono stati una costante di questo cammino.
Nei loro occhi ho visto la voglia continua di scoprire il prossimo paesino o la prossima cittadina, i boschi, le distese di grano dorato, la fuente, le chiese, gli orizzonti, le albe, i rapaci svolazzare sulle nostre teste, i cavalli liberi e selvaggi,
le salite e le discese rompigambe ma preferibili all'asfalto...
Sara con le cuffiette e musica a palla per affrontare meglio le salite...quale salita? non mi sono accorta di averla fatta!!
Tiziana che preferisce la discesa e tira il gruppo, sempre in testa.
Le alzatacce, sono le quattro dobbiamo alzarci, ancora cinque minuti nonna, li conosco i cinque minuti di Sara, so che non serve chiamarla un' altra volta ed infatti eccola lì pronta, andiamo ma ho tanto sonno...
Le decisioni da prendere insieme ma in realtà lascio che loro prendano l'ultima e definitiva decisione.
Le cerveza con le tapas a Pamplona, l'abbiamo concessa anche a Sara...e non solo a Pamplona...a Logrono, a Bilbao e al Tubo a Saragozza, mia figlia:...non si è mai visto una nonna dare questi vizi ad una nipote quindicenne

, a proposito ieri ha compiuto quindici anni.
I bocadillos enormi che ci siamo mangiate, e sì anche il cibo è stata una costante di questo cammino, cibo cibo cibo come se non ci fosse un domani

tutte indistintamente

Neanche una vescica abbiamo avuto, no in realtà solo Sara una piccola piccola sul mignolo, bucata e guarita.
Acciacchi vari sì ma ci è andata di lusso; le ginocchie di Sara, le spalle prima e poi il tallone di Tiziana, la mia caviglia dolorante...ma con creme, cerotti e massaggi abbiamo superato tutto.
E le tante persone conosciute: uno per tutti il grandioso "Nostro Coreano", lo chiamavamo così perchè il nome chi se lo ricordava

, grande signore fin dalla cena a Roncisvalle dove non ci permise di versarci da sole nè acqua nè vino, seduto con gambe incrociate all'orientale, camminava con una busta per mano, lo zaino lo faceva spedire per problemi di schiena ci disse, ricordava solo il nome di Sara perchè in coreano significa persona.
Per Tiziana è stato "un cammino diverso da qualsiasi cosa ma in positivo".
Per Sara è stato "un cammino faticoso ma bello".
Per me è stato un concentrato di gioia, di soddisfazioni, di emozioni grandissime. Assolutamente da rifare anzi no, da riprendere e proseguire insieme fino a Santiago...sarebbe bello!
Grazie amici del sostegno.
Un abbraccio a tutti