Grazie a tutti
Vorrei iniziare a parlarvi del mio cammino riassumendo le tre note scritte sul mio quaderno. Sono le uniche cose che ho scritto durante il cammino -alla partenza e all'arrivo- poi ho lasciato che fosse il mio cuore, ancor più della mia testa, a memorizzare tutto. E' solo una sintesi dei miei pensieri. E' l'unica cosa che posso offrirvi al momento, chissà magari più avanti sarò in grado di dirvi altro. Questo è il mio grazie per il vostro sostegno.
Aeroporto di Malpensa:
Dove vanno tutte queste persone? Cosa li spinge a mettere un piede dietro l'altro? Qual è la loro storia e il loro bagaglio? Sono solo volti.Volti... come quelli dei miei fratelli che mi salutano all'imbarco. La prima immagine che imprimo nella mia mente. Avrei voluto dirgli tante cose, avrei voluto dirgli di non preoccuparsi perchè sarei tornata con le mie gambe, con un passo fermo e non più vacillante, ma non ho potuto. Non so mentire e non so cosa sarà di me.
Stazione di Loudes:
Ho incontrato i primi pellegrini all'aeroporto di Lourdes. Cercavano di organizzarsi per condividere un taxi fino a S.J.P.P.. Li ho lasciati andare. Avevo i biglietti del treno pronti per l'indomani, il bisogno di riprendermi dal viaggio. Soprattutto, avevo il bisogno di fermarmi un attimo a capire cosa stavo facendo. Ho detto il mio primo No. No, io resto a Lourdes. Mi ero promessa che non ci sarebbero stati No sul cammino, ma mi perdono. Non ero ancora pronta e non lo sono nemmeno oggi, ma qui seduta sulla panchina della stazione ho capito che se aspetto di sentirmi pronta resterò ferma ad aspettare treni che non prenderò, a guardare volti passare e andare via ed io lì. Ferma, seduta, immobile come l'ultimo pezzo della mia vita. E allora mi alzo e prendo il treno con destinazione S.J.P.P.
Aeroporto di Santiago:
Ho vissuto mille vite in un tempo che è sembrato infinito. Le vite di chi ho incontrato, di chi ho lasciato andare, di chi ho ritrovato dopo giorni di cammino, di chi mi ha reso partecipe della sua vita sebbene non conoscessimo nemmeno i nostri nomi, di chi mi ha preso per mano conducendomi alla meta. Ho parlato milioni di lingue usando come dizionario il semplice sorriso e ho vissuto in un milione di luoghi senza esserci mai stata. Sono stata una koreana, una russa, una spagnola, una lituana, una tedesca, una brasiliana, un'americana... Sono stata il mondo e il mondo è stato me. Mi sono immersa nelle vite di chi ho incontrato, le loro rughe sono diventate le mie e le mie le loro. Ho camminato sotto il sole, la pioggia, il vento. Sono arrivata alla meta bagnata di sudore o infreddolita dalla grandine. Ho pianto di notte, mentre le persone intorno dormivano. Ho pianto di giorno, mentre le città scorrevano una dopo l'altra. Ho riso. Ho riso con il cuore. Ho riso nel ritrovare chi avevo perso lungo la strada, ho riso ad ogni abbraccio, ad ogni "Buen Camino". Ho riso condividendo il cibo e l'ultimo sorso d'acqua. Ho riso, so ancora farlo. Sono stata sola con me stessa, senza esserlo mai veramente. Ho rallentato il mio passo per accompagnare chi non riusciva ad andare avanti. Hanno rallentato il passo per accompagnare me, quando ero io a non farcela. Ho detto e ascoltato "Buen Camino" un milione di volte, ma sempre come fosse la prima. Ho odiato le mie scarpe, le mie vesciche, il mio ginocchio infiammato, le mie gambe gonfie, ma ho detto "Sto bene" anche quando ero a pezzi perchè poteva esserci chi aveva il ginocchio più gonfio del mio, più vesciche delle mie e aveva bisogno di aiuto più di me. Ho trovato la vita ad aspettarmi, l'ho vista e l'ho riconosciuta. Ho scoperto che so ancora apprezzarla. Ho posto i miei piedi su un cammino che è di tutti, ma ho compiuto il mio cammino. Un cammino fatto di persone, non di tappe. Un cammino per ritrovare e ritrovarmi. Un cammino che non può terminare con un biglietto aereo di ritorno. Non so se il mio passo ora è fermo o ancora vacillante, ma di certo è più fermo di prima. Di certo ho ritrovato la voglia di camminare.