stavolta.
la lattina del toro rosso.
i talleri per la cappa che erano stati spesi bene.
durante che di
"foco acceso sentiva speme".
la consapevolezza che invece dei calzari, serve barca - o forse, i calzari sono diventati barca.
i nasi dentro lo smartphone a scrutare le previsioni - quando basterebbe aprire gli occhi, scrutare il cielo, annusare il vento.
l'eterna domanda dei pellegrini quando piove: "andiamo o stiamo?". e ogni volta è un azzardo.
gli “scarafaggi” e le "petre rotolanti".
quella bella invenzione con du’ botton vocianti nell’orecchie [ogni volta mi incanta lo sguardo puro che ha
Durante sul nostro mondo].
lo stupore per quel mastello che "de su’ sponte, ròta, lava e secca" con quella sequenza di verbi che è incredibilmente azzeccata, limpida e perfetta.
e ancora.
nell’incavo del gomito di manca,
mano di dritt’a colpo detti fiera!
dovrei chiedere a t. se ho capito bene e se davvero è il gesto dell'ombrello.
e il
“O’DANTE!!!” che segue mi fa pensare che sì.
però ho una domanda.
è mancino, durante?
io uso l'incavo del gomito di destra.
ma forse sono storta io.
"vitti confino donde sta Galizia".
parole che hanno un potere forte.
le ho lette.
e all'istante me lo sono immaginato lì, durante.
in piedi.
ieratico e fradico.
acqua ovunque e bruma addosso.
e lei - la galizia, la meta, la fine, il vero inzio - lì, srotolata davanti a lui.
srotolata lì anche per lui.
La Bea ch’è donna de coraggio forte
l'amore che ha durante per la sua donna.
traspare da ogni descrizione.
da ogni singola parola che la riguarda.
il sono dolce ‘sta ghitarra che complice lo vino, fa felice!
il sòno de’ le corde move l’alma.
hai ragione,
Durante .
a ognuno di noi pellegrini è stato dato l'aggio d'averla già vissuta a nostra volta.
e sì.
ogni volta è vita e magia e felicità e purezza e incanto.
e sì.
li stiamo - li sto - rimembrando, quei momenti unici e veri, con occhi luminosi di cittina.
E lacrime de pioggia n’su la faccia.
mi sento addosso quelle del mio inglese.
acqua ovunque.
e sale sulle labbra.
chissà se erano lacrime.
o pioggia e sudore.
“Che vale, se con me, cammina l’sole?”
oh già.
e poi il bacio.



posso dirlo: e finalmente.
brava, la bea.
bella, questa cosa bella ed inusitata [dall'alto non ti hanno neanche strillato, per cui... bene così]
e davvero.
"sempre onore al franzoso per l'invenzione del bacio d'amore".
grazie.
cri