Ciao
avevo provato a rispondere ieri sera ma mi era venuto fuori un post in cui non ci capivo più niente neanche io e ho lasciato perdere.
Ci riprovo, ma non so se andrà meglio.
Visto che ho fatto il primo cammino solo nel 2010, non penso di poter dire se/quanto è cambiato.
Ma, per lo stesso motivo, potrei essere tra quelli che lo hanno "peggiorato". Perché, se è peggiorato, qualcuno avrà ben contribuito a peggiorarlo.
Ho la sensazione che siano venuti fuori 2 livelli di "scontentezza", forse legati fra loro, forse uno la causa dell'altro, ma forse no.
Uno è legato alla tecnologia sul cammino e al suo uso eccessivo. Su questo, boh, non so cosa dire, l'uso che ne faccio non mi sembra tale da farmi sentire in colpa e, con qualche eccezione, non mi dà neanche così fastidio l'uso che ne fanno altri. Come hanno già detto in molti: è cambiato il mondo e il cammino è comunque nel mondo.
L'altro mi sembra più legato alle motivazioni e allo spirito.
E qui, leggendo i vostri post, un po' in colpa mi sento. Ma non preoccupatevi, mi sentivo in colpa anche prima

.
In alcune vostre osservazioni mi sono riconosciuta fedelmente.
Non ho mai pianto, riso, abbracciato nessuno in piazza a Santiago. Anzi mi sono trovata molto a disagio ad essere in mezzo a gente che lo faceva. La prima volta sono scappata, la seconda mi sono rintanata sugli scalini di Plaza de la Quintana.
L'arrivo a Santiago non è mai stato l'emozione principale dei miei cammini e forse neanche la vera meta.
Non so usare quello che nel post di Angelo è identificato come "Il bastone della spiritualità e della fede" (non ho un buon feeling neanche con i bastoncini normali

). Non perché non voglia o mi rifiuti, ma perché non ci riesco.
Quindi probabilmente è vero che per me il cammino rimane solo "un'esperienza fisica, razionale e sociale". Ma, accidenti, mi dà tantissimo lo stesso. In alcuni casi anche qualcosa di più di questo, anche se non so spiegare cosa.
Mi sono chiesta più volte se ho il diritto di fare il cammino.
Dalle esperienze mi è sembrato che il cammino, nel senso di tutto quello che lo forma, persone e cose, mi abbia comunque sempre accettato, senza troppe domande.
Ma ogni tanto, tipo adesso, mi viene il dubbio che forse mi tolleri solamente, solo con la speranza di cambiarmi. Questo qualche problema me lo creerebbe.
Sono io che ho cambiato lo spirito del cammino? Beh, sicuro non io singolarmente, diciamo quelli come me.
Mi verrebbe da dire: lasciatemelo fare comunque. Alla fine forse non sarò così espansiva e spirituale, ma non è che mi comporti in maniera così tremenda. Spero...