Voglio fare il Cammino come un pellegrino medievale!
L’ho sentito dichiarare ieri mattina da un italiano vestito e attrezzato da escursionista all’ultima moda. Ero appena entrato in un bar già affollato di moderni pellegrini alla ricerca di una ricca colazione mattutina. Un ragazzone alto e grosso che, mentre divorava una enorme pasta, discuteva animatamente del Cammino con altri italiani.
L’ho osservato per un po’ mentre attendevo di essere servito.
Avrei voluto chiedergli mentre addentava voracemente una seconda pasta:
Ne hai letto le storie? Lo sai che il pellegrino antico partiva da casa, a piedi e per fede?
Faceva testamento perché sapeva che avrebbe camminato per mesi con il concreto rischio di non tornare. Di morire lungo la strada.
E poi nei rifugi dove non ci sono prezzi imposti lo lasci il donativo? Oppure te la svigni di soppiatto come fanno in molti, senza sapere che la tua piccola offerta serve a fornire un tetto decente anche ad altri?
…
All’inizio della storia la maggioranza partiva indossando quel poco che aveva e con una piccola bisaccia, poco o nulla denaro, per cibo e ricovero notturno sperava nella provvidenza.
Adesso ci sono aerei, treni, autobus, automobili che in poche ore portano dove si è deciso, vestiti all’ultima moda dell’escursionismo, di iniziare uno dei tanti percorsi di fede riscoperti. E poi luoghi particolari dove accogliere i nuovi pellegrini a cifre contenute, se non addirittura richiedono solo una piccola offerta per dormire e perfino la colazione ...
…
Per gli antichi l’accoglienza, quando esisteva, era benedetta e consisteva in letti precari fatti di paglia e qualche volta di piume, quasi mai puliti.
Letti o giacigli grandi abbastanza per accogliere due o tre persone. Gli uni accanto agli altri, anche per scaldarsi nelle notti fredde dei monti e degli altipiani. Le locande erano solo per i più danarosi.
E poi il ritorno come lo fai?
In aereo, treno, autobus, automobile …
Allora si ritornava a casa facendo lo stesso o quasi percorso dell’andata (la vuelta la chiamano oggi gli spagnoli) e i pericoli erano gli stessi.
L’arrivo alla meta e il ritorno a casa per gli antichi era una dolorosa speranza …
Adesso invece ...
…
I diari degli antichi spesso raccontano di avventurieri, musici, mercanti truffaldini, falsi mendicanti, vagabondi e perfino donne “dimalaffare”.
Si mischiavano, confondevano con le folle dei veri marciatori di Dio. Traevano profitto e sfruttavano le opportunità che il Cammino offriva.
Allora come oggi i Cammini di Santiago sono frequentati da falsi pellegrini, i pellegrini moderni, i pellegrini senza pellegrinaggio (ma con la conchiglia ben in vista sullo zaino o appesa la manubrio della bicicletta).
La lettera di accredito (l’antica Credenziale) per gli antichi serviva a superare le diffidenze quando si presentavano ai monasteri, parrocchie, chiese in cerca di cibo e un tetto per la notte.
In quella lettera, rilasciata dall’autorità ecclesiale, era scritto che era un uomo onesto e prima di partire si era confessato, comunicato e fatto testamento.
E andava a Santiago in pellegrinaggio, devotionis causa.
Solo quella lettera, sottoscritta da un vescovo o un prevosto, attestava di essere un vero pellegrino.
E oggi lo siamo veramente?
La Credenziale del Cammino, che richiediamo via email o nei vari rifugi dei Cammini, oggi certifica ancora lo status di pellegrino?
Basta quel cartoncino pieghevole dove apporre i timbri del quotidiano andare a definire pellegrino una persona in viaggio lungo i Cammini di antica fede?
Oppure ...