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Quanto il cammino é cambiato

  • Creatore Discussione Creatore Discussione Edo
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Edo

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Il primo cammino é stato il Francese 7 anni fa... Lo sto ripercorrendo ora anche se non a piedi.... Ma quanto sono cambiati i pellegrini e quanto é cambiato il cammino.... Una volta si arrivava.. Doccia, bucato e poi a chiacchierare nel prato o un aperitivo in compagnia di chi trovavi... Adesso No, la maggior parte arriva alle 13 14... Doccia, lavadora e poi si infilano a dormire sino alle 7...O A chattare con l'immancabile tablet.... E guai a disturbarli poverini.... Però son loro che al mattino quando tu vorresti dormire ancora un po... fanno un casino boia per prepararsi lo zaino....

Ho parlato con alcuni hospitaleri e tanti lamentano il calo di educazione e "stile" ... Purtroppo... E sul fatto zaino trolley borsoni et varie stendiamo un velo...

Edo

Edo

inviato da tablet a mezzo tapatalk :-)
 
Nel 2007 mi aveva colpito la competizione e quanto facessi fatica io a centrarmi sul senso del mio essere lì senza farmi influenzare dalle interferenze stonate di alcuni pellegrini. Tendenzialmente amo camminare solo. Passo le mie giornate, come credo molti di noi, in mezzo alla gente ascoltando, rispondendo, cercando di risolvere i problemi altrui. E poi usciti dal lavoro occuparsi dei figli. Pochi spazi per sé. Il cammino è per me come andare in vacanza con Dio. Ritrovare un dialogo tra la parte più vera e spirituale di me e quello che sento come divinità che pervade me e tutto ciò che ci circonda. Amo il silenzio, la solitudine e il cammino sulla Via de la Plata è stato per me un regalo straordinario. Un cammino cosmico. Pochi incontri ma di quelli che ne valeva la pena. Che non ti chiedevano niente, magari si camminava ore accanto con poche parole sapendo che eravamo entrambi felici dell'altrui silenziosa compagnia.
Dal 2007 saranno cambiate molte cose forse è un po' più difficile sentirlo. Forse chi lo ha già percorso ne vede i limiti e le criticità ma sono sicuro che per chi lo percorre per la prima volta mantiene in sé sempre un certo fascino. Il cammino era lì prima di noi e sarà ancora lì nei secoli ad accogliere chiunque lo voglia incontrare.
Tra poco mi incamminerò in direzione di Roma e sarà di nuovo Festa...
 
ciao edo.

grazie per questo post.
spero che scrivano in tanti.
perchè me lo chiedo anche io, quanto è cambiato il cammino.

premesso che l'ultimo cammino l'ho fatto nel 2007 e il prossimo chissà quando, quando in settembre sono stata a finisterre in pullman a recuperare mio papà alla fine del suo cammino, queste sono le domande con cui sono tornata a casa:

domande.
  • perché nessuno mi ha aiutato quando cercavo di tirare fuori sotto la pioggia il passeggino incastrato nel bagagliaio del pullman? dov'è finita la solidarietà in cui si dovrebbe aver camminato per 900 km?
  • perché in piazza, davanti alla cattedrale, c'è così poca gente che piange, ride, si abbraccia? è solo l'orario sbagliato?
  • è ancora uguale il cammino? o è cambiato, in questi anni? e se è cambiato, in meglio o in peggio? a me piacerebbe ancora?

mi chiedo.
davvero è cambiato?
o siamo solo noi che facciamo come i vecchietti di paese che: ahhhh, ma come era ai miei tempi... oggi non è più così...
non lo so.
il rischio di sicuro c'è, di vedere il passato come età dell'oro e oggi come qualcosa di meno valore.
quando invece ha solo un valore diverso.

mi immagino i pellegrini che avevano camminato negli anni '90.
chissà cosa pensavano di noi, pellegrini del 2007, che passavamo un po' di tempo in qualche locutorio a scrivere post su vari forum e mail agli amici per racontare i passi su quella terra di spagna?
non saranno stati parimenti scanalizzati, quei pellegrini delgi anni '90, come lo siamo noi davanti a chi oggi vive il cammino con il tablet in mano?

guido il suo cammino l'ha fatto nel 2004 e 2005.
e dice che già nel 2007 i "vecchi pionieri" che l'avevano fatto prima dicevano che nel 2007 era già snaturato [forse anche per l'invasione di tedeschi di quell'anno].

poi mi dico.
sarà anche cambiato, e un po' snaturato.
ma di sicuro è vero quello che dice angelo:
ma sono sicuro che per chi lo percorre per la prima volta mantiene in sé sempre un certo fascino.

poi mi dico.
più pellegrini vanno a santiago, anche oggi, più credo si riesca a portare quell'esperienza così particolare dentro la vita di tutti i giorni, dentro il nostro vivere di ogni giorno, che per me è sempre stata la vera sfida.

non so.
ma certo è un argomento che mi appassiona.

vi abbraccio.
cri
 
Grazie, Edo, per aver toccato questo argomento che non ho toccato prima per non fare la figura di chi rimpiange i tempi passati. Avendo percorso il mio primo cammino nel 1995 posso dire che, tra pellegrini del 95 e quelli del 2010 (secondo cammino)non c''erano grandi diversità, a parte che ho avuto difficoltà ad accettare il fortissimo incremento numerico finchè non mi è venuto questo pensiero:ma chi sono io per pretendere che qualcuno rinunci ad un'esperienza così positiva per permettere a me di ritrovare la solitudine di 15 anni prima? Accettata l'idea della folla sul cammino,ho potuto gustare a fondo quest'esperienza fatta sì da introspezioni ma anche da incontri e confronti. C'erano già persone che viaggiavano con uno zainetto sulle spalle e grossi bagagli al seguito, ma, salvo che negli ultimi 100 km erano pochissimi e non mi infastidivano. Per il resto, tra pellegrini , lo stesso clima. Chiaramente, essendo in tanti, non si poteva più percorrere con tutti un pezzo di strada insieme ma per tutti c'era un saluto.Giusto un anno fa, l'ultimo mio cammino. I pellegrini erano sempre numerosi, ma era cambiato il clima con tanti pellegrini perennemente connessi e, salvo alcune isole felici, prima fra tutte St. Nicolas de Puente Fitero, mi sembrava che la tecnologia stesse uccidendo il fascino del Cammino. Ho fatto fatica ad accettare l'idea che ognuno deve poter fare il Cammino come più gli aggrada ma penso che, fatto con gli occhi incollati al tablet e con le cuffie alle orecchie sia una grande occasione sciupata. Se non altro la possibilità di sintonizzarsi con la natura e/o di rapportarsi con gli altri diventa una cosa molto rara.Con tutto ciò concordo con Angelo che chi intraprende per la prima volta il viaggio possa provare ugualmente grandi emozioni. A tutti, connessi e ...sconnessi :hihi: auguro Buon Cammino. Vittoria
 
Il Cammino è cambiato perchè sono cambiati i pellegrini, ed i pellegrini sono cambiati perchè in questi ultimi pochi anni è radicalmente cambiata la società a cui tutti, pellegrini e non, apparteniamo.
La massificazione del cammino ha fatto il resto ed è innegabile che tutto sia purtroppo cambiato in peggio... :'-)
Però su altri cammini, su quasi tutti tranne il Francese, si possono ancora fare esperienze più genuine e più consone con quello spirito pellegrino fatto di sorrisi e di condivisione che tanto amiamo. Quindi non tutto è perduto :rofl:
Buon cammino a tutti, qualunque esso sia.
 
Io ho percorso lo scorso anno il mio primo cammino...Non ho quindi come voi un termine di paragone rispetto agli anni passati.
È stata un 'esperienza indimenticabile ( tanto che ho deciso di ripartire un 'altra volta) fatta di condivisione e a mio avviso di spirito pellegrino.
Sia io che mia figlia Lara abbiamo incontrato persone con cui lungo il cammino abbiamo condiviso risate, scambi di idee e abbracci.
Non so come fosse negli anni passati l 'atmosfera, ma nel cuore di Lara il nostro cammino ha lasciato un tale segno da desiderare che i rapporti tra le persone possano essere "come quelli sul cammino" anche nella vita di tutti i giorni.
 
Non è il cammino che è cambiato, è la società.

Fino a pochissimi anni fa, se a un gruppo di bambini o ragazzi gettavi un pallone, non aveva neanche toccato terra che già avevano fatto le squadre, fatto le porte con maglie e borse, e iniziato la partita.
Adesso lo ignorano e continuano a giocare col cellulare, messaggiare, ecc.
Scena vista pochi giorni fa in oratorio, e gli animatori mi dicono che è sempre così.
I ragazzi non sanno più stare insieme.

O stanno insieme in maniera diversa da come si stava fino a poco fa.

:ciao: :ciao:
 
"Chi cammina fa sempre una doppia esperienza: della differenza e dell'uguaglianza, dell'individualità e della socialità, di se stessi e del mondo. Si cammina sempre dentro un contesto naturale e dentro un contesto sociale; e siccome i piedi fanno muovere il pensiero, è inevitabile domandare e domandarsi...." A. Labbucci da "Camminare, una rivoluzione"
Credo che se questi sono i due metaforici piedi con cui si fa il cammino (l'io e l'ambiente nel quale sono immerso) questi possano essere completati aggiungendo un terzo elemento importante per il pellegrino. Quello che rimanendo nella metafora possiamo rappresentare come il bordone. Ciò che ci sostiene nelle fatiche, ci da sicurezza, aiuto. Il bastone della spiritualità e della fede senza il quale il cammino rimane un esperienza fisica, razionale e sociale. Questo elemento per me importante non è e non deve essere condizionabile dall'esterno. Il valore del mio camminare lo sento Da quanto io riesco a sentirmi in comunione con me e il creato, fosse anche nel fare il tour del Monviso (che amo a tal punto che annualmente lo percorro quasi fosse la mia montagna sacra).
Infine credo che sia vero ciò che lessi tempo fa " molti partono turisti e tornano pellegrini"
 
sugar ha scritto:
Il Cammino è cambiato perchè sono cambiati i pellegrini, ed i pellegrini sono cambiati perchè in questi ultimi pochi anni è radicalmente cambiata la società a cui tutti, pellegrini e non, apparteniamo.

Questa può essere la realtà, tutti e tutto cambia, ma non credete che molto dipenda da come una persona intende viverlo il cammino? Se parti per una "vacanza" tutto è diverso se invece lo "senti" tutto cambia. Anche il rapportarsi con gli altri pellegrini è diverso, forse solo perchè si è più "disponibili" al contatto o forse semplicemente perchè si lascia ad ognuno il SUO CAMMINO...
 
Capisco il disagio di Edo, che è in fondo il disagio di Julo verso i ragazzi che faticano a rapportarsi e della nostra generazione per questa realtà che cambia sempre più velocemente.
E' indubbio che il Francese ha un fortissimo appeal , che cresce anno dopo anno, ed è inevitabile che anche là ragazzi e giovani adulti portino il loro modo di essere.
Cercando il lato buono della cosa (lotto con tre figli e i loro amici prennemente connessi) mi è facile trovarlo nel fatto che anche se tanti, si tratta sempre di molti che qualcosa in zucca hanno, perchè se non fosse così difficilmente penserebbero al Cammino piuttosto che ad una vacanza ad Ibiza. E questo mi sembra comunque un dato positivo. E quel qualcosa in zucca sarà certamente migliorato a loro ritorno!
Altro elemento positivo , specie per noi mediterranei un po' pigrotti, è il diffondersi del viaggio a piedi. Se la meraviglia li prende, i camminatori cresceranno ovunque e questo mi sembra una buona cosa.
A noi resteranno i percorsi meno noti che ci godremo senza connessione...
MT
:flecha:
 
Non ho titoli per scrivere in questo post perchè pellegrina non lo ero prima e non lo sono ora in quanto non ho ancora iniziato il mio cammino. Volevo però provare a dare uno spunto di riflessione. Appartengo alla generazione della "connesione", se non per i miei 30 anni che mi hanno fatto crescere nell'epoca del cellulare in tasca. Eppure...
Eppure lascio a casa l'i-pod -pensando che i suoni da sentire sono quelli che mi circonderanno-,
lascio a casa il tablet -pensando che l'unica connessione da cercare è quella con me stessa-,
lascio a casa la macchina fotografica -pensando che le immagini che vedrò dovrò imprimerle nella mia mente-,
porto con me il cellulare - perchè ne avrei fatto a meno, ma loro no...chi mi aspetta a casa e teme per me ha il diritto di essere tranquillizato ogni tanto- e un libro che mi parli se mi sento sola.
Parto con lo spirito di chi non cerca niente e non si aspetta niente, ma vorrebbe ricevere tutto da questo cammino. Mi sento più vicina a voi, pellegrini esperti e con ricordi del cammino di anni passati, che ai nuovi pellegrini di cui parlate.
E allora penso... che non sia un problema di generazioni, nè di società ma semplicemente di persone. Forse persone dedite a "correre" anzichè "camminare" c'erano anche prima quando lo percorrevate anni fà, adesso forse ne avete viste di più semplicemente perchè le avete riconosciute dal "tablet" in mano.
Forse dico cavolate, ma vabbè le ho dette.
 
Re: R: Quanto il cammino é cambiato

Vado controcorrente, il Cammino è cambiato?
Meno male!
Sono le cose morte quelle che non cambiano. Se il Cammino ha la capacità di reinventarsi di volta in volta,coniugando tradizione ed innovazione,per me è un grande segno di vitalità.
E lo dico in che negli ultimi 2 anni,Lapponia e Silk Road, ho avuto con me un vecchio Nokia che accendevo ogni paio di giorni per mandare un sms alla mia famiglia :grin:

Inviato dal mio GT-S6500 con Tapatalk 2
 
Ciao
avevo provato a rispondere ieri sera ma mi era venuto fuori un post in cui non ci capivo più niente neanche io e ho lasciato perdere.
Ci riprovo, ma non so se andrà meglio.

Visto che ho fatto il primo cammino solo nel 2010, non penso di poter dire se/quanto è cambiato.
Ma, per lo stesso motivo, potrei essere tra quelli che lo hanno "peggiorato". Perché, se è peggiorato, qualcuno avrà ben contribuito a peggiorarlo.

Ho la sensazione che siano venuti fuori 2 livelli di "scontentezza", forse legati fra loro, forse uno la causa dell'altro, ma forse no.
Uno è legato alla tecnologia sul cammino e al suo uso eccessivo. Su questo, boh, non so cosa dire, l'uso che ne faccio non mi sembra tale da farmi sentire in colpa e, con qualche eccezione, non mi dà neanche così fastidio l'uso che ne fanno altri. Come hanno già detto in molti: è cambiato il mondo e il cammino è comunque nel mondo.

L'altro mi sembra più legato alle motivazioni e allo spirito.
E qui, leggendo i vostri post, un po' in colpa mi sento. Ma non preoccupatevi, mi sentivo in colpa anche prima :-) .
In alcune vostre osservazioni mi sono riconosciuta fedelmente.
Non ho mai pianto, riso, abbracciato nessuno in piazza a Santiago. Anzi mi sono trovata molto a disagio ad essere in mezzo a gente che lo faceva. La prima volta sono scappata, la seconda mi sono rintanata sugli scalini di Plaza de la Quintana.
L'arrivo a Santiago non è mai stato l'emozione principale dei miei cammini e forse neanche la vera meta.
Non so usare quello che nel post di Angelo è identificato come "Il bastone della spiritualità e della fede" (non ho un buon feeling neanche con i bastoncini normali :doh: ). Non perché non voglia o mi rifiuti, ma perché non ci riesco.
Quindi probabilmente è vero che per me il cammino rimane solo "un'esperienza fisica, razionale e sociale". Ma, accidenti, mi dà tantissimo lo stesso. In alcuni casi anche qualcosa di più di questo, anche se non so spiegare cosa.

Mi sono chiesta più volte se ho il diritto di fare il cammino.
Dalle esperienze mi è sembrato che il cammino, nel senso di tutto quello che lo forma, persone e cose, mi abbia comunque sempre accettato, senza troppe domande.
Ma ogni tanto, tipo adesso, mi viene il dubbio che forse mi tolleri solamente, solo con la speranza di cambiarmi. Questo qualche problema me lo creerebbe.

Sono io che ho cambiato lo spirito del cammino? Beh, sicuro non io singolarmente, diciamo quelli come me.

Mi verrebbe da dire: lasciatemelo fare comunque. Alla fine forse non sarò così espansiva e spirituale, ma non è che mi comporti in maniera così tremenda. Spero...
 
liam ha scritto:
Ciao
avevo provato a rispondere ieri sera ma mi era venuto fuori un post in cui non ci capivo più niente neanche io e ho lasciato perdere.
Ci riprovo, ma non so se andrà meglio.

perdona l'off topic ma ora, dopo aver letto il tuo post, sono curioso di sapere cosa ne era uscito ieri sera :hihi:

Dico la mia: cambiano i tempi, cambiano le generazioni, cambiano i modi di vivere, cambiano le persone.
E' ormai noto ai più che il pragmatismo da qualche anno stia dilagando un po' ovunque. Ma dovrebbe essere proprio in occasioni come quelle dell'affrontare un Cammino (qualunque esso sia) a farci "staccare" un po
La mia esperienza dell'anno scorso, effettivamente conferma quando espresso da Edo. I pellegrini si svegliavano molto presto al mattino, incuranti dei rumori semplicemente per arrivare alle 14.00/15.00 ad un albergue, lavarsi, mangiare qualcosa e stendersi sui letti a dormire.
Ma è altrettanto vero che la tecnologia ci permette cose davvero eccezionali. Basti pensare ad uno smartphone che viene utilizza per leggere guide, tradurre testi, ascoltare musica, farsi luce, registrare video, scattare foto oppure semplicemente scrivere ad amici che non si trovano con loro. Ad esempio leggo proprio in questo forum di persone che stanno facendo il cammino, postano foto, si scambiano battute, appuntamenti e sinceramente non penso che questo avvenisse in passato se non al ritorno dai loro viaggi.
Naturalmente occorre fare una precisazione importantissima: non confondere la tecnologia con la maleducazione ed avere buon senso, ma taaaaaaanto buon senso :fiesta:
 
Cara Lia,
sai bene quanto il Cammino ti cambi, quel cammino cui appartieni di diritto, perchè tu e lui siete la stessa cosa: natura, attenzione per l'altro, serietà, una battuta ironica, la fatica e la gioia della meta...
Questo è Cammino , con o senza "bordone"!
Un abbraccio pellegrina di ferro, roccia e cuore!
MT :bacibaci:
 
Qualche tempo fa, in treno , notavo come , su sei persone nel nostro scompartimento, quattro siano state tenacemente incollate alla loro " protesi elettronica" per tutto il viaggio da Genova a Milano.....
e pensavo tra me che, se ti 'connetti' a qualcosa, cosi' facendo ti 'disconnetti' da qualcosaltro....ed e' quello che era successo nello scompartimento, i quattro si erano platealmente 'disconnessi' dagli altri compagni di viaggio...
Piu' che il numero di camminanti, penso che il vero cambiamento , anche sul cammino come nella vita di tutti i giorni , sia proprio questo , sia tutta questa gente che e' li fisicamente ma altrove con lo spirito , intenta , ma anche questo con grande superficialita', a fare , dire altro ad altri, spesso, purtroppo ,usando gli astanti come spettatori delle proprie stupidaggini.....
Sara' per questo che a distanza di 15 anni non riesco ancora a pensare di rifare il Cammino Francese...
Un abbraccio
 
tcaf ha scritto:
perdona l'off topic ma ora, dopo aver letto il tuo post, sono curioso di sapere cosa ne era uscito ieri sera :hihi:
Dici che si capiva talmente poco di questo che è impossibile che ne avessi scritto uno dove si capiva ancora meno? Mi sottovaluti, la mia capacità nell'aggrovigliarmi con i miei ragionamenti è incredibile :doh: :ciao:
EMMETI ha scritto:
ferro, roccia
Penso che MT si riferisse alla mia testa, non capisco perché ?-) , ma tutti quelli che hanno a che fare con me concordano sulla sua estrema durezza :roll: :ciao:

Riguardo alla tecnologia, sono d'accordo che il buon senso sia la cosa principale.
Per il resto non so, ma spero di poter continuare a fare cammini, a farmi venire dubbi e a raccontarveli.
 
tempo fa chiesi a Fly cosa pensasse del Francese dopo aver fatto la Plata e se il suo primo cammino fosse stato la Plata e non il Francese?

Dopo aver letto il post di Edo sono andato a leggermi qualche notizie di Pellegrini in partenza. Tante paure tanto entusiasmo tanta voglia di crederci. Il loro primo cammino. Sono convinto che la maggior parte,non tutti, torneranno a casa e la loro vita sarà diversa perchè il cammino è una esperienza incredibile con qualunque motivazione si faccia religiosa o no.

Condivido però lo scritto di Edo. Pur avendo fatto il Francese nel vicino 2010 non vi sono più tornato. Ho continuato a camminare su altri sentieri Plata Fisterra Francigena e in questo aprile Lourdes Somport Puente la reina. Ed è appunto quest'anno che immettendomi sul Francese a Puente la Reina sono rimasto sconvolto....forse non ero preparato, dopo giorni dove al massimo abbiamo cenato in sei e camminato in due o tre, a questo impatto. Già alla chiesa di Eunate ho visto le prime avvisaglie; una quindicina di tedeschi in senso contrario in bicicletta scampanellando e poi sempre di più fino a sentir dire che gli albergue erano già tutti pieni. Erano le due del pomeriggio.

Difficile pensare a ripercorrere il Francese. Ma il mondo è pieno di "Cammini" ;-)

Buon Cammino a tutti ovunque sia

Rikk
 
Il mio primo cammino è stato il francese nel 2010 e udite udite.... nemmeno sapevo che era l'anno Santo :'-)
partire zaino in spalla è stata l'esperienza più importate della mia vita.
Lo scorso anno percorrendo il Primitivo in totale solitudine, devo ammettere che è stato bello,
ma arrivata a Melide mi è presa una tale nostalgia che nonostante l'affollamento che molti vorrebbero
evitare, io stavo bene :-)
Forse è stato il primo amore, ma vorrei ripercorrerlo :si: forse ne tornerei delusa !!! :???:
Sapete cosa temo di più ?
capire che sono io ad essere cambiata :imbarazzo:
:bacibaci:
Cetty
 
Ciao,

questa volta alla tastiera ci sono io, Guido.
Stavo scrivendo un gran pippone, ma l'ho cancellato perché stava annoiando anche me :-D

Dico solo: le lagne per i bei tempi andati sono un classico sempre esistito. Ma il Cammino non è di nessuno, quindi nessuno si può né arrogare il diritto di dare delle regole, né deve pensare di avere la coda di paglia (vero liam? ;-)) se teme di aver violato queste regole.
Forse gli "esperti" dovrebbero imparare a non dire "le cose peggiorano", ma "le cose cambiano e io faccio fatica a capirle". Vale per il cammino, vale per la vita. E vale anche per quei "malefici" (lo dico con affetto) telefoni e tablet che io stesso faccio fatica ad accettare e spesso critico.

Oggi molti pellegrini si incamminano per motivi culturali, spirituali ma non cristiani, sportivi o quant'altro: e perché non potrebbero farlo? Perché dovrebbero essere pellegrini di serie B? E i cosidetti pellegrini di serie A (in base a quali criteri ci si qualifica?), sono davvero convinti di esserlo? Di fare un pellegrinaggio come quelli medioevale? Dubito che un pellegrino medioevale andasse al confine tra Francia e Spagna in aereo, che seguisse le frecce gialle o che finisse il suo cammino all'aeroporto di Lavacolla: nulla di tutto questo esisteva all'epoca.

Buona notte,
Guido
 

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