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Quanto il cammino é cambiato

  • Creatore Discussione Creatore Discussione Edo
  • Data di inizio Data di inizio
UN TEMPO SI ANDAVA SUL CAMMINO PER SALVARE L'ANIMA, OGGI CI SI VA PER RITROVARLA.

non so chi abbia coniato questa splendida frase ma a mio avviso sintetizza perfettamente l'atteggiamento di chi oggi si accosta a questa esperienza con spirito di ricerca, sia religiosa che spirituale, o semplicemente di se stessi.
Nel corso dei secoli l’aspetto devozionale e penitenziale del pellegrinaggio è stato preponderante rispetto a coloro che si accompagnavano sulla Via per altri motivi. Ma attualmente quanti sono coloro che si mettono in cammino con questo desiderio nel cuore? Dobbiamo far finta di credere all'entusiastica percentuale dichiarata dall’Ufficio della Cattedrale? O meno prosaicamente possiamo considerare che oggi la maggior parte di coloro che percorre la Via lo fa per altri motivi? Turismo, trekking, turismo culturale, vacanza economica, ecc ecc? Legittimi per amor del cielo ma obbiettivamente poco hanno a che vedere con itinerari che nascono con chiari connotati religiosi e simboleggiano l’itere di fede o quanto meno il percorso di ricerca della sacralità divina ed umana.
Fortunatamente c’è anche chi parte turista e ritorna pellegrino!
L'esperienza del Cammino è condizione privilegiata che fa sì che ognuno possa immergersi totalmente in una dimensione altra, totalmente diversa dalla realtà quotidiana, dove, finalmente liberi da convenzioni, maschere ed orpelli vari, è possibile mettere a nudo la propria personalità, porsi questioni alte, interrogarsi sull'esistenza, confrontarsi con i propri dubbi.
Nella realtà di tutti i giorni è esercizio difficile presi come siamo dal ritmo frenetico che ci siamo imposti, dalle incombenze che ci annientano, dalle voci che distraggono.
Il desiderio di chi si mette in cammino è di trovare e vivere condizioni di silenzio e pace, immersione nella natura, momenti di convivialità e confronto.
La massificazione, la deturpazione della natura e la trasformazione del territorio, nonché la mercificazione che il Cammino ha subito in questi ultimi anni stanno uccidendo le aspettative del pellegrino.
E andrà sempre peggio. Lo dicono le statistiche. Direttamente proporzionale alla facilità di accesso ai vari Cammini. Il processo è inarrestabile e si deve accettare ed imparare a conviverci.

Convivere significa mettere in pratica alcuni degli atteggiamenti che il Cammino ci ha insegnato e cioè pazienza, tolleranza, disponibilità con tutti, fratellanza e solidarietà. Con chi tiene lo stereo a tutto volume, con chi ti ha soffiato il posto letto perché è partito alle 4 o con chi si è fatto portare lo zaino, o con quei buzzurri che non rispettano il riposo altrui o quelli che hanno monopolizzato da 4 ore la cucina.
Convivere può essere anche testimoniare che non ci sono solo gli ultimi 100 km..e solo il Francese.
E solo Santiago.
E se proprio non ce la si fa….esistono tanti Cammini quanti sono i pellegrini che li percorrono.
Per cui c'è spazio per tutti.Vecchi e nuovi,belli e brutti.
Ermanno
 
Mi sa che Guido ci ha preso: su questo argomento ho la coda di paglia.
Come penso tutti qui, mi sono innamorata del cammino, ma la sensazione di essere fuori posto un po' mi é rimasta. Non tanto quando cammino, quanto quando non cammino.
Per cui, se il mio intervento ha creato qualche problema, mi scuso.
Il discorso che chi non parte per fede é benvenuto, con la speranza che trovi qualcosa sul cammino che gli faccia cambiare idea, é giustissimo, coerente e razionalmente sono completamente d'accordo: si tratta di un cammino religioso.
Ma non mi piace. Mi farebbe partire con un peso che non riesco, non voglio portarmi dietro.
Come al solito ho le idee confuse e mi rendo conto che sono anche OT, per cui mi fermo.
Mi piace questo thread però, grazie. :-)
 
Non so...la domanda piu' frequente che sento e': "qual'e' la password per il wi-fi?" Ed io non so che rispondere,perche' non so di cosa si parli.
Ma se tutti fanno cosi', sicuramente sono io che sono fuori posto. Non e' piu' "il mio tempo" e forse oggi le domande giuste sono queste.
Faccio il Cammino come lo so fare. Il giorno che saro' definitavente fuori posto,e questo giorno non e' lontano, sara' il Cammino stesso a dirmelo,lo so.
E allora avanti un altro.

Fly
 
Ermetismo ha scritto:
O meno prosaicamente possiamo considerare che oggi la maggior parte di coloro che percorre la Via lo fa per altri motivi? Turismo, trekking, turismo culturale, vacanza economica, ecc ecc? Legittimi per amor del cielo ma obbiettivamente poco hanno a che vedere con itinerari che nascono con chiari connotati religiosi e simboleggiano l’itere di fede o quanto meno il percorso di ricerca della sacralità divina ed umana.
Forse esco un po' dal tema, ma mi sono spesso posto questa domanda.
Se molti "pellegrini" non sono interessati all'aspetto religioso, perché partono proprio su un cammino che ha profondissime ed antichissime radici religiose? Perché fare proprio il Camino Francés, la via de la Plata e/o la via Francigena e non piuttosto uno dei GR francesi, il Sentiero Italia o qualche altro sentiero analogo a lunga percorrenza?

La risposta più ovvia potrebbe essere che il Camino Francés per primo e gli altri cammini a seguire sono molto più organizzati di un qualsiasi sentiero "laico". Ma allora sorge subito la controdomanda: visto che il Cammino muove anche interessi economici, perché nessuno è ancora riuscito a portare qualche nuovo percorso laico allo stesso livello di attrattiva che esercita il Cammino?

Buona notte,
Guido
 
liam ha scritto:
Ma non mi piace. Mi farebbe partire con un peso che non riesco, non voglio portarmi dietro.
Come al solito ho le idee confuse e mi rendo conto che sono anche OT, per cui mi fermo.
Io non credo che sia OT. Il cammino è cambiato (anche) perché ci sono tante persone che non sentono più il motivo religioso. Piaccia o non piaccia, è un dato di fatto. E il cammino è di tutti, non è riservato a qualcuno.
Non so dare ulteriori opinioni oltre a quelle già date sopra... però anch'io ringrazio tutti per la discussione!

Ciao,
Guido
 
Ieri sera avevo scritto un pippone ...poi è caduta la rete e si è scaricato il cell...

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Però facendo un cammino con Pietro vedo cose che non ho mai notato, ma nel contempo vedo moltissime differenze sopratutto nei pellegrini che lo percorrono ...

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Ad aprile sarei dovuto partire per il Francese.
Ho trovato un lavoro e ho scelto di posticipare il cammino.

Vorrei farlo tra fine agosto e inizio ottobre... Ma adesso sono tremendamente combattuto se fare davvero il Francese.
Non vorrei sentirmi anche io... fuori posto.
 
guido_e_cri ha scritto:
...
Se molti "pellegrini" non sono interessati all'aspetto religioso, perché partono proprio su un cammino che ha profondissime ed antichissime radici religiose? Perché fare proprio il Camino Francés, la via de la Plata e/o la via Francigena e non piuttosto uno dei GR francesi, il Sentiero Italia o qualche altro sentiero analogo a lunga percorrenza?

La risposta più ovvia potrebbe essere che il Camino Francés per primo e gli altri cammini a seguire sono molto più organizzati di un qualsiasi sentiero "laico". Ma allora sorge subito la controdomanda: visto che il Cammino muove anche interessi economici, perché nessuno è ancora riuscito a portare qualche nuovo percorso laico allo stesso livello di attrattiva che esercita il Cammino?

Buona notte,
Guido


Perchè il Cammino non è mai stato una questione solo religiosa. Anche nelle sue origini.
E' stato usato come baluardo o forma di pressione nei confronti degli arabi, ad esempio. Santiago "matamoros", come simbolo nazionale ed indipendentista. La storia che sapiamo tutti.

Però il discorso è più ampio, non siamo fatti a scompartimenti stagni. Non esiste religione senza contesto storico e politico. E,a torto o a ragione, è la religione per prima che pretende di entrare nei mecanismi che governano le varie società. Quindi non si può pretendere che questo travaso non avvenga anche in senso opposto. Che un pensiero laico voglia entrare in un contesto religioso. Ripeto non siamo fatti a compartimenti stagni, ma da tanti vasi comunicanti :qualamano:
 
beh, a 'sto punto la risposta è semplice:

Se il Francese oramai ha perso il significato, allora ci si sposta verso altri cammini.

Mica è l'unica strada che porta a Santiago...

Quella la lasciate ai turigrini o ai trombatori della domenica o ai gitanti che poi tornano a casa e millantano fatiche e sensazioni, oppure fate come ho fatto io nel 2012: prenotate gli albergues privati ed evitate quei pellegrini che come giustamente dice qualcuno (e come ho detto già anni fa, controllate) si alzano alle 4 e a mezzogiorno hanno concluso la corsa per il prossimo albergue, senza aver capito una mazza di quello che fanno, e soprattutto, di quello che si perdono.

E state a fare il vostro cammino, e se qualcuno pretende o si sente più pellegrino perchè l'albergue non lo prenota, allora va bene, ma mi chiedo perchè lasciare che chi ci va in taxi prenda il posto di chi ha faticato.

io il cammino lo faccio, ma non lo corro per prendere il posto. Piuttosto prenoto, e vaffanculo lo faccio come dico io e non come dice chi si alza alle 3 o va in taxi.

E comunque volevo ripartire per il francese, prima che fosse troppo tardi, ma a quanto pare già lo è, e allora da mont saint michel a parigi, e passa la paura. A Santiago la prossima volta ci arrivo da tutt'altra parte.

E la compostela, elettronica o no, se la tengano. Loro e chi la appende al muro dopo esserci arrivati in taxi.

Alla fine chi perde qualcosa non sono io, gli spagnoli ci guadagnano di certo a vedere 1000 pellegrini piuttosto che 20, e grazie a Dio quella non è l'unica strada che porta verso noi stessi (perchè Santiago non è altro che una immensa partenza).

cià

Zot
 
La risposta alla 'controdomanda' di Guido e' facile : ci sono molti cammini belli e frequentatissimi , essenzialmente nei paesi di maggior cultura escursionistica : Vedi le decine di migliaia di kilometri di sentieri segnati della Francia, delle numerosissime 'wanderweg' e 'pilgerweg' della Germania e delle ciclabili e sentieri escursionistici dell'Europa del nord...
Il cammino di Santiago di oggi e' il risultato del 'risveglio' dovuto alla visita papale, mi sembra del 1989, in seguito abilmente pubblicizzata dagli spagnoli e, non meno importante, dal passa parola di cui tutti noi siamo autori....
Ricordiamo anche che la frequentazione del CF e' soprattutto Spagnola.....
Per quanto ci riguarda, poche iniziative, molti localismi e poca promozione...un peccato perche molti degli itinerari alpini od appenninici meriterebbero ben maggiore pubblcita'...Qualcuno si ricorda il Camminitalia ?
 
Il cammino é di tutti su questo sono d.'accordissimo quello che vedo é che sono scomparsi certi atteggiamenti che 7 anni fa erano comuni..... Compartir é per me il verbo del cammino ma non si usa piú.... Ieri ho visto una ragazza che chiedeva nell'albergue monetine per prendere una bibita, mi sono alzato ho inserito le mie monetine e le ho offerto una coca.... Voleva a tutti i costi rifarmi i 2 euro
quando avrebbe potuto cambiare... Le ho detto.: fallo tu quando ne avrai l'occasione con un altro pellegrino... Sono stato guardato come un marziano... Questo nel 2007 era una cosa normalissima....

Edo

inviato da tablet a mezzo tapatalk :-)
 
Sono estremamente contente dell'intervento di Edo. :applausi:
Questo thread stava prendendo una piega surreale.
 
Quante riflessioni interessanti, in questo post.
Mi smuove a scrivere soprattutto quello che ha detto Lia, perché mi fa sorgere una domanda: quali atteggiamenti miei o degli altri possono portare una persona a “temere” di non essere a posto sul Cammino? A non dare un contributo positivo?
Forse ho travisato qualcosa, ma mi dispiace molto pensare che Lia o qualcuno come lei, possa non sentirsi a suo agio, addirittura in colpa, perché non sente una spinta religiosa o spirituale nel modo in cui la descrivono altri.

liam ha scritto:
Mi sono chiesta più volte se ho il diritto di fare il cammino.
Dalle esperienze mi è sembrato che il cammino, nel senso di tutto quello che lo forma, persone e cose, mi abbia comunque sempre accettato, senza troppe domande.
Ma ogni tanto, tipo adesso, mi viene il dubbio che forse mi tolleri solamente, solo con la speranza di cambiarmi. Questo qualche problema me lo creerebbe.

Sono io che ho cambiato lo spirito del cammino? Beh, sicuro non io singolarmente, diciamo quelli come me.

Mi verrebbe da dire: lasciatemelo fare comunque. Alla fine forse non sarò così espansiva e spirituale, ma non è che mi comporti in maniera così tremenda. Spero...

Se esiste un “diritto” a fare il Cammino, quello allora è di Tutti, non ci stanno anche a lavorare proprio ora Edo e Free?
E se arriva un cambiamento, interiore, è dovuto a noi stessi e al nostro dialogo personalissimo interiore con o meglio nel cammino, dove non sono altri che possono spingere o voler cambiarci.
Certo, gli atteggiamenti distaccati o “scollegati” di chi si incolla a cuffiette, tablet e quant’altro, mentre attorno ha la natura, le persone, gli incontri pronti a “toccarlo”, può dispiacere e a volte infastidire, ma purtroppo sono un atteggiamento non del cammino ma della società di oggi.
Molti giovani, ma non certo tutti!, prediligono i social network, lo scambio immediato, la connessione sempre e comunque con qualcosa d’altro, un qualcosa solo apparentemente vicino e “riempitivo” ma in fondo distante e inconsistente, perché non reale, non presente nel qui e ora, e spesso molto superficiale (sono rare le discussioni o le risposte profonde o che denotano attenzione vera ai post su FB, ad esempio; non c’è tempo, si saltella qua e là e si mette su qualcosa di più o meno personale…davvero per me è meglio un forum, dove molto più spesso le persone si mettono a scrivere davvero, dedicando tempo e attenzione, come si faceva con la vecchia lettera a mano).

Non è il Cammino che è cambiato, sono le persone. Speriamo che cambino ancora, rifiutando man mano la velocità, la superficialità, il tutto subito, l’usa e getta, e via di seguito. Sono fasi evolutive, e speriamo sempre di crescere, ogn’uno a suo personalissimo modo.

Grazie per queste vostre riflessioni, condivise.

Un abbraccio.
:stella:
 
Il Cammino si fa andando, disse un poeta. Ogni pellegrino, dunque, fa un suo personale Cammino. Non esiste un prototipo di Cammino a cui far riferimento, col quale confrontarci e rapportarci. Nemmeno nel Medioevo, anche allora era così, un pellegrino un Cammino, forse, ma non necessariamente, uguale ad altri. Più spesso diverso.
Ogni epoca storica ha messo sulla scena, quella sì sempre uguale, attori diversi. Dai bordoni di un legno leggero e robusto e dalle bisacce e zucche tuttofare siamo passati oggi alle espressioni della tecnologia più sfrenata e iper moderna. Ma sono e rimangono attori che vanno e vengono, non modificano la scena, il Cammino. E’ solo una faccenda di gusti e di opportunità. E non parlo di maleducazione che è un’altra cosa.
Un denominatore comune, tuttavia, esiste. E discende da quella fantastica intuizione di Machado. Dipende dalle speranze, dalle aspettative, dalle aspirazioni che ogni pellegrino si porta dentro. Uno stato d’animo magico che ci accomuna tutti, a prescindere dalla società e dall'ambiente culturale in cui ciascuno di noi è cresciuto e che in qualche modo ci ha plasmato.
Nei circhi gli acrobati usano fare le loro evoluzioni protetti da una rete di sicurezza. Ma c’è anche chi ne fa a meno. Tu pellegrino, quanta rete ti sei portato da casa? Quanto di te hai messo in gioco in questo valzer esilarante delle emozioni e degli stravolgimenti? In un ostello toscano sulla Francigena qualcuno ha lasciato scritto (cito a memoria): “Non dimenticare, pellegrino, che al tuo ritorno ti potresti accorgere di essere cambiato. Ti senti preparato a tutto questo?”
Forse tra qualche decina di anni questi nostri "portentosi" strumenti tecnologici saranno diventati parte della preistoria. Altri strumenti ci accompagneranno sul Cammino e qualcuno continuerà ancora a pensare che non è più quello di una volta. Ma se le mode sono passeggere, altre sono le cose che non subiscono il peso del tempo che scorre. Per tutto questo ci sarà sempre un Cammino in attesa dei nostri passi e pronto a farci sognare.

Franco
 
L'altro ieri una hospitalera che gestisce un albergue parlando di quanto il cammino è cambiato mi ha detto : se uno vuol restare sempre connesso con amici e famiglia che se ne stia a casa ....lei non teneva ne ordenador ne WiFi ...

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Se su Tablet, smatphone, GPS, ecc,ecc posso ancora stendere un pietoso velo, sull'ultima diavoleria anti-Cammino, le Lechal "smart-shoe", proprio si rasenta il ridicolo .
Secondo me queste cose le propone chi teme che le persone "perdendosi" possano "ritrovarsi".
Spero di non vederle mai ai piedi di un pellegrino.
Ermanno
 
Ermetismo ha scritto:
le Lechal "smart-shoe"

:-o :mrgreen:

Non se ringraziarti per avermi reso edotto su una cosa che non sapevo, o infastidirmi per avermi fatto iniziare la giornata con una notizia così penosa.

Ma d'altra parte questa è la società. Poco tempo fa leggevo i risultati di un sondaggio su "quale delle invenzioni presenti nei film di fantascienza vorreste che venisse realizzata?". Ha ampiamente vinto il teletrasporto. Tutti dicono che vorrebbero viaggiare. In realtà quello che vogliono è arrivare, per poi cercare, lì dove sono, quello che avevano a casa. È per questo che i 'villaggi vacanze' hanno tanto successo: ti danno l'impressione di essere stato in tanti posti anche se in realtà è come se li avessi visti in televisione. Solo che in quest'ultimo caso non puoi vantarti con gli amici, non puoi aggiornare il tuo profilo sul libro delle facce. Qui a ts si dice che "sei partito baule e sei tornato una cassa grande" (traduzione in lingua) per dire di chi, di quella che poteva essere un'esperienza accrescente, non ne ha tratto assolutamente niente.

:ciao: :ciao:
 
Ciao
assolutamente d'accordo con Ermetismo,però è una guerra persa in partenza.Nel 2000 primo cammino francese,pochissimi pellegrini con il cellulare,vi erano molti telefoni pubblici in Spagna,pochi anni dopo tutti o quasi i pellegrini avevano il cellulare,e erano quasi scomparsi i telefoni pubblici.2014 tratto Sahagun Leon tutti con smartphones,tablets,gps.Si può solo resistere,ma la guerra contro la (inutile forse) tecnologia sul cammino è persa.D'altra parte un pellegrino di 30 anni fa,all'inizio della riscoperta e rinascita del cammino di Santiago,che direbbe nel vedere lo zaino, l'abbigliamento e le scarpe di un pellegrino del 2014?.Penso che il cammino non sia un'isola felice e/o il mondo come dovrebbe essere,ma lo specchio di come è la realtà.
Ultreya semper
amb
 
Re: R: Quanto il cammino é cambiato

amb14 ha scritto:
Ciao
assolutamente d'accordo con Ermetismo,però è una guerra persa in partenza.Nel 2000 primo cammino francese,pochissimi pellegrini con il cellulare,vi erano molti telefoni pubblici in Spagna,pochi anni dopo tutti o quasi i pellegrini avevano il cellulare,e erano quasi scomparsi i telefoni pubblici.2014 tratto Sahagun Leon tutti con smartphones,tablets,gps.Si può solo resistere,ma la guerra contro la (inutile forse) tecnologia sul cammino è persa.D'altra parte un pellegrino di 30 anni fa,all'inizio della riscoperta e rinascita del cammino di Santiago,che direbbe nel vedere lo zaino, l'abbigliamento e le scarpe di un pellegrino del 2014?.Penso che il cammino non sia un'isola felice e/o il mondo come dovrebbe essere,ma lo specchio di come è la realtà.
Ultreya semper
amb
Certo è cambiata la realtà. Parlando con uno psicologo mi diceva che sono in aumento fortissimo le richieste di aiuto di genitori con figli sempre connessi online ma ormai in parte sconnessi dalla realtà. Inoltre stanno crescendo anche le richieste per le richieste di adulti che vivono in simbiosi con la loro mail e blackberry.
Saluti


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