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Quanto il cammino é cambiato

  • Creatore Discussione Creatore Discussione Edo
  • Data di inizio Data di inizio
Julo ha scritto:
Caro thegjn, non lasciarti influenzare da un branco di "vecchi brontoloni" (come più che giustamente mi ha chiamato Fly). :ciao: :ciao:

Detto ovviamente con grande affetto..... ;-)
 
thegjn ha scritto:
Poi leggo questo tread e scusatemi, ma mi crea un attimino di confusione, allora che faccio? Vado? Non vado?

Parti sereno e tranquillo!!!

:abbraccio:

Ivana
 
Ciao
mi permetto di consigliarti un piano B se il cammino francese non dovesse piacerti,passare al cammino del norte,sicuramente meno affollato,e facile da raggiungere dal cammino francese.Un secondo consiglio,più cattivo,non investire troppo sul cammino che farai,non aspettarti folgorazioni o illuminazioni,è solo una lunga passeggiata.Se poi resti folgorato,o trovi le risposte,sono il primo a complimentarmi con te.
Ultreya semper
amb
 
"è solo una lunga passeggiata", adesso si che viene voglia di prendere l'aereo e incamminarsi...
io non ho aspettative, sarà il cammino a decidere per me. Spero solo che non sia solo una "passeggiata"...
E poi, scusa, gli altri cammini che sono, arrampicate? :rofl: :rofl:

Un abbraccio pellegrino, Giuseppe
 
amb14 ha scritto:
Ciao
mi permetto di consigliarti un piano B se il cammino francese non dovesse piacerti,passare al cammino del norte,sicuramente meno affollato,e facile da raggiungere dal cammino francese.Un secondo consiglio,più cattivo,non investire troppo sul cammino che farai,non aspettarti folgorazioni o illuminazioni,è solo una lunga passeggiata.Se poi resti folgorato,o trovi le risposte,sono il primo a complimentarmi con te.
Ultreya semper
amb

Sottoscrivo, tenere basse le aspettative è di fondamento. Ciao :-)
 
Ciao
sono tutte delle lunghe passeggiate i cammini a Santiago.Niente di impegnativo.
Ultreya
amb
 
Onestamente pure io sono in difficoltà...

A settembre (metà) partirò anch'io... E non so a questo punto se fare il francese o il primitivo o il norte.

Chissà, magari tra settembte e ottobre la calca sarà minore... :-)
 
Der Suchende...se sul francese vedi uno zaino rosso con la patch del forum...sono io! Una cerveza non ce la toglie nessuno!!! Ultreya y suseya para todos!!! Giuseppe
 
Non so quando esattamente partirò, dipende molto dalle condizioni delle ginocchia e dal fatto se a settembre rinnovo o meno il contratto sul lavoro. Se non lo faccio, ho tutto il tempo, tappe da 10 km e cerveze quante ne vuoi :)
 
E' già stato detto anche il mio pensiero.
Aggiungo che preferirei non ricordare lo shock affrontato l'anno scorso sul Cammino Frances facendo una tappa tecnica all'indietro da Puente la Reina a Cizur Menor dopo aver fatto il "solitario" Aragones.
Si incontra veramente di "tutto" ma è difficile valutare le motivazioni che in fondo al cuore ci sono in ognuno che si mette in cammino. Chi più chi meno tutti fanno fatica!
Certo che il cammino cambia, come cambiano i luoghi di lavoro, le relazioni, le scuole e tutto il resto.

Mi viene in mente una canzone dell'argentina M. Sosa: Todo cambia
Cambia lo superficial
cambia también lo profundo
cambia el modo de pensar
cambia todo en este mundo
...
...
 
Gran bella generazione la mia, quella dei cinquantenni, ho avuto la fortuna di vivere e giocare in strada con gli altri bambini, di vedere la tv in bianco e nero, di vedere l'uomo arrivare sulla luna, i dischi in vinile, le cassette ed i cd, i primi grossi computer, i tablet, gli scarponi di cuoio e le ultraleggere scarpe da trekking in goretex e vibram. Abbiamo visto cose che i giovani umani non possono nemmeno immaginare e stiamo vedendo cose che i nostri padri non avrebbero mai pensato ma, siamo rimasti sempre uguali, belli, oggi come ieri, ultratecnologici, pronti ad imbastire discussioni sul peso di un sacco a pelo ma pronti ad emozionarci davanti all'aereo che ci porterà in Spagna.
 
Sottoscrivo in toto Vincenzo!!!
Anch'io faccio parte di questa generazione. Anch'io ero il telecomando di mio padre per passare dal primo al secondo e viceversa...non c'era altro. Anch'io ho visto cose che le nuove generazioni...gettoni telefonici, miniassegni, la bic per riavvolgere le cassette...e anch'io sono emozionato al pensiero di quando salirò su quell'aereo, nonostante tutto. Non ce la farete a farmi smettere di sognare il MIO cammino!!
Ultreya y suseya!! Un abbraccio a tutti, Giuseppe
 
Sono tornato dal camino del nord un mese fa e vi garantisco che è come il francese fatto nel 1997 .Alla confluenza con lo stesso ad Arzua èuna processione ,in fila indiana per non pestarsi i piede e comunque è sempre bello in mezzo a tanti pellegrini.
 
Ciao
Credo che il cammino non sia cambiato per quel che riguarda il suo snodarsi da est a ovest,se possibile è stato ulteriormente facilitato,questo probabilmente nell' ottica di permettere anche ai diversamente abili di poterlo percorrere.È cambiato chi lo percorre.I confronti sono possibili solo riferendosi a circa 30 anni fa,prima non esisteva quasi, e i confronti con il medioevo non hanno senso.Non mi sembra che chi lo percorre oggi sia peggiore di me che lo percorrevo nel 2000,solo è meglio attrezzato.Eravamo in meno nel 2000,ma i maleducati già esistevano,accanto a persone disponibili,che facevano di questo percorso una esperienza bella.Così come c' erano e ci sono tuttora quelli che pensano di essere veri "pellegrini" perché avevano e hanno lo zaino pesante,dormono solo nei albergues parrocchiali,avevano e hanno la fronte corrugata come chi è uso a pensieri profondi, guardavano e guardano chi fa il cammino più comodo con malcelata superiorità. Per me il cammino è di tutti,senza gerarchia nelle motivazioni e nei modi di percorrerlo.
Ultreya
amb
 
Quando Edo ha aperto questo post, immaginavo l'ardore delle risposte che avrebbe suscitato. Premesso che tutto (o quasi) è legittimo, mi pare di capire che una delle tesi prevalenti è quella che attribuisce il "cambiamento del cammino" alla differenza nella quantità di persone che lo percorrono. Io credo che, in questo senso, una via percorribile sia quella "educativa" che già diversi gruppi di persone (come chi frequenta questo forum di cui mi onoro di far parte) hanno già intrapreso. Però bisognerebbe fare di più. Che ne so, per esempio consorziarsi, promuovere sforzi congiunti, istituire regole chiare per la convivenza negli albergue e così via. Sto sparando idee a caso però io ci credo in questa cosa, perchè compartir è la cosa più bella che ho potuto provare nella mia esperienza da pellegrino.

Leo
 
Un pensiero veloce: che il cammino è cambiato lo vediamo noi che l'abbiamo fatto in altri tempi. Quando sono andata per la prima volta sul cammino (2003), tutto mi riempiva di gioia e non ho mai badato che c'era troppa gente anche allora, che a volte gli ospitaleri erano frettolosi quando non sgarbati, che c'erano i maleducati che usavano la poca acqua calda per lavarsi i calzini senza pensare a chi doveva poi farsi la doccia ecc. ecc.
Quando due anni dopo ho fatto il secondo cammino (e parlo di nove anni fa) già ho visto la differenza e anche se in una tappa ho dormito per terra in un pianerottolo perchè tutto l'albergue era occupato da decine di ragazzi in gita scolastica con il pulmann, bè non mi è importato, ero sul cammino e tanto bastava.
Penso che chi parte per la prima volta adesso, vedrà il cammino con gli occhi del neofita e non potrà fare confronti per cui non potrà dire "il cammino è cambiato" e lo vivrà in ogni caso come lo abbiamo vissuto noi la prima volta.
Non spaventiamo chi parte per il primo cammino con discorsi che sanno di catastrofico: sarà cammino e tanto basta a dare felicità.
Sardina
 
Ho fatto il cammino lo scorso autunno e non posso dire come era 5 - 10 - 50 anni fa, ma posso dire che mi è piaciuto moltissimo. Non posso dire come potrà essere fra 5- 10 anni, ci sarà sicuramente un'evoluzione in tutto, ostelli, segnaletica, pellegrini più o meno, attrezzatura, ecc. Penso che non si può fermare il tempo ne impedire il cambiamento. Devo dire che non ho avuto alcun problema di organizzazione lungo il cammino, ci si deve adattare agli ostelli, a quelli che russano, al mangiare che non è quello di casa al quale siamo abituati, abituarsi alla fatica, alle scarpe che diventano pesanti e che fanno male, al male alle gambe, allo zaino che pesa sui fianchi, alla sete lungo la tappa. Ma ciò fa parte del cammino ed è questo che lo rende interessante e bello rendendolo simile alla nostra vita piena di cose nuove e contrattempi.
 

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