Come promesso, ecco il resoconto della seconda parte della via della Plata.
La via della Plata – 2^ parte
11 marzo 2009: si parte da Orio al Serio con volo Ryanair delle 21,30 con arrivo in perfetto orario alle 23,30 Madrid. A mezzanotte siamo sdraiati sul pavimento dell’aeroporto, fino alle 6 quando la metropolitana riparte e ci porta fino alla stazione di Atocha dove prendiamo il treno che ci porterà a Caceres.
Caceres/Casar de Caceres - Km. 12
Arriviamo a Caceres alle 11,40. Nella plaza Mayor all’officina del turismo ci facciamo mettere il sello, è passato un anno ma sembra ieri. Pranzo sui tavoli all’aperto: fa caldo, siamo partiti con il fresco dal Trentino e siamo sotto il sole di Spagna.
Ecco le frecce: siamo già in cammino su un rettilineo di 12 km che costeggia la strada. Renzo zoppica vistosamente, fa fatica a mettere il piede a terra. Ci dice che rientrerà in Italia, così non può continuare. Siamo delusi. Arriviamo all’albergue di Casar de Caceres, ottimo. E, fatto strano, primo miracolo di questa seconda parte della Plata: l’albergue si trova in una casa dove c’è anche l’ambulatorio di un podologo. Casar de Caceres è un paese piccolissimo ma … c’è il podologo. Renzo suona il campanello e chiede aiuto. Il dottore fa presente che finisce le visite alle 19,30 e dopo sarà a sua completa disposizione. Puntuale alle sette e mezza ci fa entrare, Renzo si mette in poltrona e cominciano i massaggi. Dopo circa 40 minuti invita Renzo a provare a camminare. Sotto i nostri occhi Renzo cammina bene: domani saremo in cammino assieme, non rientra più in Italia! Chiede il conto e per tutta risposta il dottore ci augura buon cammino e gli regala anche un plantare. Siamo alla fine della giornata nella quale, con 40 minuti di massaggi, tutto è cambiato; siamo allegri e stanchi e ci addormentiamo di un sonno profondo.
Casar de Caceres/Canaveral - Km 34
Sono le 7,30 Renzo ci porta il caffè a letto, siamo in piena forma e le gambe sono pronte. La tappa è impegnativa è un continuo sali scendi. Non c’è niente e sono 34 km di cammino, serve acqua e frutta ma siamo preparati. Arriviamo a Canaveral e in fondo al paese c’è l’hostal Malaga, sopra c’è un appartamento messo a disposizione per i pellegrini. Trovo nel registro il nome di Luciano Callegari: stiamo seguendo le tappe del suo diario. E’ perfetto nei dati e nei consigli, grazie Luciano,sei un grande.
Canaveral/Galisteo Km - 28,5
Partiamo anche oggi alle 7 e 30 e dopo 9 Km arriviamo a Grimaldo dove c’è un bar vicino all’albergue. C’è una signora molto gentile, mettiamo il sello e facciamo colazione. Proseguiamo e si cammina fra pascoli e querce e dopo 20 km arriviamo a Galisteo. La cittadina è circondata dalle mura ed è bellissima. Troviamo prima della porta di ingresso il bar ristorante Los Emigrantes dove ci fermiamo. Menu abbondante e buono e stanza tripla per 25 euro. L’albergue di Galisteo è disastrato e abbandonato. La sera visitiamo la cittadina camminando sulle mura, troviamo il bar dei pensionati e senza renderci conto beviamo cinque clare (birra con gazzosa) e facciamo il pieno di tapas, in fin dei conti siamo Spagnoli anche noi…
Galisteo/Carcaboso - km 11
Oggi tappa di tutto relax, è domenica, ci permettiamo di riposare e prepararci alla tappa di domani. Bel paese Carcaboso, andiamo a messa e al Bar Pacense. E’ gestito dalla signora Elena, un istituzione del cammino della Plata, dà volentieri consigli e per 14 euro a testa compresa la colazione ci affitta una stanza molto pulita e con servizi.
Carcaboso/Aldanueva del Cammino - km 39
Oggi sì tappa lunga e impegnativa. Sono 39 km in completa solitudine solo pascoli e stradine. Siamo partiti con 3 litri di bevande a testa, e sono serviti tutti! A metà tappa troviamo l’arco di Caparra: molto bello, è il simbolo della Plata. Consiglio di camminare con calma perché ci vogliono ben 10 ore di cammino, dosare con criterio non solo i passi ma specialmente l’acqua e i succhi di frutta (che in Spagna sono speciali). A Aldanueva del Cammino l’albergue è perfetto e pulito. Per mangiare c’è un bar con menù del dia, e non c’è bisogno di andare all’hostal in periferia. Chi non se la sente di affrontare i 39 km, può deviare dal cammino fino a Oliva de Plasencia.
Aldanueva del Cammino/Calzada de Bejar - km 22,5
Dopo la tappa sfiancante di ieri, quella di oggi sembra una bella passeggiata che ci porta in un paese piccolissimo di pochi abitanti fuori dal mondo. L’albergue è la prima casa che si trova in una bella posizione panoramica. Si chiama Alba y Soraya, è il nome delle figlie dei gestori, simpatici e accoglienti. Si mangia e si pernotta, è pulito e per chi vuole ci sono anche le lenzuola e la camera singola. Sembra di rivivere i film western, manca solo la colonna sonora.
Calzada de Bejar/Fuenterroble de Salvatierra km 20,5
Altra tappa molto bella e piacevole. Si arriva alla Fuenterroble e qui c’è la parrocchia di don Blas dove, in un albergue particolare, ospitaleri volontari davvero speciali fanno vivere ai pellegrini un’atmosfera meravigliosa. Abbiamo pranzato con la paella, la sera cenato con prosciutto e abbondante tinto. Ma qui abbiamo conosciuto una persona speciale come don Blas, grande personaggio dal forte carisma. Ci ha incaricato di far conoscere in Italia la sua iniziativa: in agosto farà una marcia con degli asini, da Assisi a Roma. Noi forse ci saremo, e sarebbe interessante creare un collegamento fra noi e Don Blas.
Fuenterronle de Salvatierra/San Pedro de Rosados - km 29,5
Tappa molto interessante, anche se lunga e impegnativa perchè troviamo la cima più alta del cammino: il Pico della Duena, da dove si gode un bel panorama. La cima è circondata da un parco eolico (qui c’è sempre il vento) e oltre alle pale, c’è una croce, portata da un gruppo di amici di don Blas. Si scende dal Pico e si arriva a San Pedro de Rozados. Qui c’è l’albergue privato dove siamo stati noi, è di 8 posti e si pagano 9 euro, ma è piccolo con un bagno e una doccia sola. Quando siamo andati a mangiare alla casa rural con un ottimo menu ci siamo accorti che con 15 euro si poteva dormire in stanza singola perché, come scritto da Luciano, fa prezzi speciali per pellegrini.
San Pedro de Rosados/Salamanca - km 25
Tappa semplice e piacevole, camminiamo fra campi coltivati a grano. Arriviamo a Salamanca, l’albergue è vicino alla cattedrale, è ottimo con hospitalero. La città è splendida e bellissima. Visitiamo la cattedrale, sembra quasi di essere sul set del film 1492, la storia di Cristoforo Colombo. Splendida l’università e tutti gli edifici storici della città. C’è molta gente nelle strade, dopo 10 giorni di solitudine sembra tutto strano, si cambia completamente, camminando nelle strade del centro storico.
Salamanca/Calzada de Valdunciel - km 16
Partiamo da Salamanca a mezzogiorno (!) e con calma dopo 6 km ci fermiamo a pranzo a Aldeaseca in un ristorante con un cuoco siciliano, che ci prepara spaghetti al ragù, sono buoni. Andiamo avanti fino a Calzada de Valduncen dove c’è un albergue piccolo ma pulito, bisogna richiedere la chiave a una vicina. Tappa piccola e riposante.
Calzada de Valdunciel – El Cubo de la Tierra del Vino km 20
Camminiamo nei pressi della carretera 630. Arriviamo nella tierra del vino ma a dispetto del nome non ci sono viti, dicono che la fillossera ha distrutto le coltivazioni. L’albergue è ottimo e il gestore molto gentile ci prenota il pranzo a casa Carmen, dove mangiamo alla casalinga. Paese disperso, sono solo poche case, restiamo a prendere il sole davanti all’albergue, e la sera ci cuciniamo le patate con formaggio.
El Cubo de la Tierra del Vino/Zamora - km 31,5
Si cammina in un lungo rettilineo tipo mesetas. Zamora si vede in lontananza ma non si arriva mai. La città è splendida con un ottimo albergue nuovo inaugurato proprio nel 2009, è il migliore del cammino della Plata. Stiamo bene e ci godiamo la visita alla città.
Zamorra/Montamarta - km 18,5
Partiti alle 11 da Zamora, per un’altra tappa in relax. Camminiamo con una ragazza americana di Chicago, è simpatica e molto educata, si sta bene assieme. Da cinque anni gira il mondo e mi ricordo anche adesso la sua frase “ THE ROAD IS LIFE” la strada è vita. Mi fa piacere parlare e camminare assieme così ripasso il mio inglese “fai da te”. Si dimostra un ottima massaggiatrice, Renzo rinasce, per mia sfortuna le mie gambe sono ok e non hanno bisogno di massaggi! L’albergue è perfetto c’è anche il caminetto che accendiamo la sera per stare davanti al fuoco a chiacchierare.
Montamarta/Granja de Moreruela - km 22
Solita tappa di rettilinei in stile mesetas. Cammino rilassato sempre in solitaria, i miei compagni Renzo e Renato sono proiettili, non si fermano mai e io resto quasi sempre da solo, ma non mi dispiace. Le gambe stanno bene e non mi faccio prendere dalla frenesia del arrivare prima. Albergue con ristorante e bar sulla carretera.
Granja de Moreruela/Tabarra - km 26
A Granja de Moreruela il cammino si divide in due. Uno va verso Leon e il cammino Francese, uno verso Ourense che è quello che percorriamo noi. Qui però ci lascia la nostra amica americana Lacey, ci salutiamo con la promessa di mandarci le foto. Con noi resta uno Spagnolo di nome Josè, molto simpatico. Decidiamo di fare una deviazione al monastero Cistercense di Santa Maria de Moreruela, è grandissimo anche se sono solo rovine in mezzo al deserto. Arriviamo a Tabarra, ritiriamo la chiave in un bar in piazza e andiamo all’albergue che si trova in cima al paese, è ottimo e nuovo.
La seconda parte del cammino della Plata è terminata, il prossimo anno con la terza parte lo finiremo.
Voglio ringraziare Flavio Vandoni e Luciano Callegari per avermi messo a disposizione diario e appunti sul cammino da cui ho attinto a piene mani.
Ringrazio anche i miei due compagni alpini, con loro ho condiviso le soste, i pasti e le serate.
Secondo me la Plata è il “Cammino”: è importante avere dei punti di riferimento quando ti ritrovi negli albergue perchè vivi la solitudine tutto il giorni camminando da soli e però la sera ti ritrovi assieme. E’ diverso dal cammino Francese dove tanti camminano assieme. Qui il cammino lo vivi davvero.
Ritengo che per affrontare la Plata bisogna avere almeno un po’ di preparazione, non spaventarsi per le lunghe tappe in solitudine o per l’escursione termica: notevoli sbalzi di temperatura, si passa dal fresco con brina del mattino per arrivare durante il giorno al caldo fino ai 30 gradi. Questo naturalmente nel periodo primaverile, ma gli sbalzi di temperatura , forse anche più notevoli, ci sono anche d’estate perché si passa dal fresco notturno al caldo torrido del giorno.
Ora inizia l’attesa per la terza parte: a marzo 2010 partiremo da Tabara e arriveremo a Santiago!
Ed ora un pò di foto......(passandoci sopra con il mouse si legge il luogo)