C
Claudio
Che bello camminare !!!
Siamo sempre noi, i Trentini Claudio, Renzo e Renato.
A breve, tra una decina di giorni, riprenderemo la Plata da Caceres, ma adesso vogliamo farvi partecipi di un’altra “camminata” che da qualche tempo abbiamo intrapreso.
In questi ultimi mesi abbiamo usato i fine settimana per iniziare un cammino verso Roma, con l’intento di arrivare a collegarci alla classica Francigena.
Siamo partiti da S.Michele all’Adige e percorrendo la pista ciclabile che costeggia prima l’Adige e poi il Mincio, sinora siamo arrivati a Mantova.
Proseguiremo poi per Sabbioneta e la Cisa e poi via via sino alla Francigena.
Il nostro sistema è questo: camminiamo il sabato e la domenica, in modo da far conciliare la voglia di cammino con le necessità lavorative, si raggiunge il punto di partenza (che era il punto di arrivo della settimana precedente, naturalmente!) con il treno e da lì si prosegue. La domenica pomeriggio o sera si rientra a casa.
Lo spirito è diverso rispetto a quello della camminata di allenamento nei soliti posti e si scopre un’ Italia che, vista da camminanti, è tutta un’altra cosa, la si vive in maniera completamente diversa da quella conosciuta con il solito viaggio turistico “tutto compreso”.
Al nostro rientro dalla seconda parte della Plata, riprenderemo da Mantova, come detto, e comunicheremo sul forum, in anticipo, le tappe che intendiamo fare, con le date.
Perché?
Perché ci piace condividere questa esperienza e sarebbe bello che chi si trova in zona, chi abita nei posti dove passeremo, si aggreghi, si prenda il tempo di provare a camminare con noi o anche solo ci saluti strada facendo e ci dia dei consigli e dei suggerimenti riguardanti la logistica.
Grazie al diario di Ermetismo, abbiamo dei buoni riferimenti ma ci piacerebbe davvero che qualcuno condivida con noi il camminare!
Mettiamo di seguito le tappe che abbiamo già percorso.
Arrivederci a dopo la Plata per proseguire!!
Claudio, Renzo e Renato
1^ tappa:
San Michele all’Adige – Rovereto
Sabato. Siamo partiti da San Michele all’Adige, praticamente da casa, camminando sulla ciclabile lungo il fiume Adige. Dopo 15 km si arriva a Trento in circa 3 ore, sosta per caffè e spesa per il pranzo. Si continua sempre sulla ciclabile e dopo 24 km siamo a Rovereto. Il percorso costeggia sempre il fiume, è attrezzato con panchine ed è perfetto sotto tutti i punti di vista. Si può camminare sul nastro di asfalto o restare sulla terra battuta (meglio, così non si formano le ampollas…) Il panorama è spettacolare, si vede la Paganella, il Bondone, si ammirano dal basso i castelli: il più particolare è Castel Beseno, sopra il paese di Calliano, un castello atipico, sviluppato un lunghezza, a forma quasi di nave. La ciclabile rimane nel centro della valle e girando lo sguardo vedi il panorama come se fosse un’unica grande vetrina. In tutto sono quasi 40 Km; sono tanti ma si può fare perché l’indomani è domenica e si riposa. Il rientro a casa la sera è con il treno.
2^ tappa:
Rovereto – Avio
Sempre di sabato. Si arriva a Rovereto con il treno e dalla stazione F.S. ci si riporta sulla ciclabile lungo il fiume Adige. Sempre guardando il panorama si ammira da lontano l’Ossario e il colle dove è stata posizionata Maria Dolens, la campana dei caduti forgiata con il bronzo dei cannoni della 1^ guerra Mondiale, a memoria di tutte le guerre..
Camminando nel silenzio si arriva alla diga di Mori, si prosegue e dopo circa 23 Km si arriva ad Avio. Altro castello da ammirare, arroccato sulla collina, si erge in altezza: stupendo! Facciamo una visita alla cantina del nostro amico Bruno: si festeggia con abbondante merenda e….vino della casa.
E’ già sera: il treno ci aspetta e si ritorna a casa.
3^ tappa:
Avio – Domegliara
Treno sino ad Avio. Da qui nuovamente sulla pista ciclabile, il vento nella valle dell’Adige ci spinge verso sud. Dopo un ora e circa 4 km arriviamo a Borghetto, dove si attraversa il confine e lasciando il Trentino si entra in Veneto. Incastonato nella roccia vediamo il Santuario della Madonna della Corona, davvero molto bello. Si arriva a Dolcè e ci accampiamo nel piazzale antistante la chiesa, sembra quasi una cattedrale nel deserto. Fa freddo e tira vento, non ci sono bar in zona , così decidiamo di suonare il campanello della canonica. Apre direttamente il parroco, ma anche se raccontiamo quello che stiamo facendo, anche se ci presentiamo come pellegrini, ci saluta e …….non ci fa entrare. Grazie comunque e consideriamo: che bella solidarietà!!!!
Abbiamo un fornellino a gas, e dopo aver preparato il bel brodo caldo, proseguiamo, dobbiamo abbandonare la ciclabile e camminare lungo la strada, per fortuna con poco traffico. Arriviamo dopo 28 km a Domegliara. Solito treno per tornare a casa.
4^ tappa:
Domegliara – Peschiera del Garda
Come le tappe precedenti, prendiamo il treno sino a Domegliara Qui non ci sono piste ciclabili, dobbiamo seguire lungo il ciclio la strada che va verso il Garda, in zona molto trafficata ma dopo il bivio che porta al casello dell’autostrada, si cammina molto meglio. Inizia una salita che porta in collina. Comincia la zona degli olivi, cambia il clima, molto più temperato e dopo 3 ore arriviamo a Lazise. Ci fermiamo nel bel parco pubblico, andiamo al bar, la gente parla volentieri. Anche perché di camminanti con gli zaini sulle spalle non se ne vedono spesso in zona.
All’uscita da Lazise troviamo una deviazione che ci porta su una passeggiata che costeggia il lago e ci conduce dopo 8 km a Pacengo. Si cammina bene, sembra primavera anche se siamo in febbraio. A Pacengo, con rammarico, la passeggiata deve terminare. Quindi torniamo sulla strada che ci conduce a Peschiera. Dalla partenza sono 25 km. Prendiamo il treno e si torna a casa.
5^ tappa:
Peschiera del Garda – Valeggio sul Mincio
Arrivati alle 9 e 30 a Peschiera. Lasciata la stazione ci portiamo sulla riva del fiume Mincio, lungo l’argine c’è la ciclabile che porta da Peschiera a Mantova. La consigliamo perché si dice che sia la più bella pista ciclabile d’Italia: noi confermiamo! Vale la pena percorrerla per chi oltre che camminare vuole anche ammirare la fauna. Dopo 15 Km arriviamo a Borghetto, un piccolo nucleo di insediamenti sorto nel 1400 attorno ad una serie di mulini ad acqua utilizzati per la molatura del frumento e la pilatura del riso, in un punto particolarmente felice lungo il corso del fiume Mincio. Molto bello è il Ponte Visconteo sul Mincio, proprio di fianco alle case di Borghetto.
Dopo una sosta per le foto, ci incamminiamo verso Valeggio sul Mincio, una bella cittadina. Cogliamo l’occasione per andare a trovare Luigi, nostro ex collega di lavoro che abita nella campagna in periferia. Ci mette a disposizione la casa in mezzo alle viti, con cucina. I tortellini sono ottimi e non manca il vino. Per la prima volta non torniamo a casa ma ci fermiamo per la notte, in modo da proseguire l’indomani.
6^ tappa:
Valeggio sul Mincio - Mantova
Che silenzio e che solitudine, Sveglia alle 6 e partenza alle 7. Ci fermiamo a Valeggio per un caffè prima di proseguire in direzione Mantova. Ci incamminiamo lungo una strada provinciale verso Foroni. Per fortuna non c’è traffico: è domenica. Arriviamo in zona Marmirolo dove troviamo di nuovo la pista ciclabile che costeggia un canale di irrigazione. E’ ottima e con un paesaggio padano stupendo.
Si cammina in silenzio, si fanno foto e dopo 28 km siamo in quel di Mantova. Costeggiamo il lago e ci dirigiamo alla stazione F.S. E’ giunta l’ora di tornare e saliamo in treno con un po’ di nostalgia Ma come è stato bello camminare in zone che sino ad ora avevamo visto solo dai finestrini dei treni.
Camminando si scopre un’altra Italia, fatta di mille particolari che di solito passano inosservati.
Per ora interrompiamo, ma alla fine di marzo si riprenderà da Mantova per arrivare a ricongiungersi alla Francigena e poi, passo dopo passo, arrivare a Roma.
Siamo sempre noi, i Trentini Claudio, Renzo e Renato.
A breve, tra una decina di giorni, riprenderemo la Plata da Caceres, ma adesso vogliamo farvi partecipi di un’altra “camminata” che da qualche tempo abbiamo intrapreso.
In questi ultimi mesi abbiamo usato i fine settimana per iniziare un cammino verso Roma, con l’intento di arrivare a collegarci alla classica Francigena.
Siamo partiti da S.Michele all’Adige e percorrendo la pista ciclabile che costeggia prima l’Adige e poi il Mincio, sinora siamo arrivati a Mantova.
Proseguiremo poi per Sabbioneta e la Cisa e poi via via sino alla Francigena.
Il nostro sistema è questo: camminiamo il sabato e la domenica, in modo da far conciliare la voglia di cammino con le necessità lavorative, si raggiunge il punto di partenza (che era il punto di arrivo della settimana precedente, naturalmente!) con il treno e da lì si prosegue. La domenica pomeriggio o sera si rientra a casa.
Lo spirito è diverso rispetto a quello della camminata di allenamento nei soliti posti e si scopre un’ Italia che, vista da camminanti, è tutta un’altra cosa, la si vive in maniera completamente diversa da quella conosciuta con il solito viaggio turistico “tutto compreso”.
Al nostro rientro dalla seconda parte della Plata, riprenderemo da Mantova, come detto, e comunicheremo sul forum, in anticipo, le tappe che intendiamo fare, con le date.
Perché?
Perché ci piace condividere questa esperienza e sarebbe bello che chi si trova in zona, chi abita nei posti dove passeremo, si aggreghi, si prenda il tempo di provare a camminare con noi o anche solo ci saluti strada facendo e ci dia dei consigli e dei suggerimenti riguardanti la logistica.
Grazie al diario di Ermetismo, abbiamo dei buoni riferimenti ma ci piacerebbe davvero che qualcuno condivida con noi il camminare!
Mettiamo di seguito le tappe che abbiamo già percorso.
Arrivederci a dopo la Plata per proseguire!!
Claudio, Renzo e Renato
1^ tappa:
San Michele all’Adige – Rovereto
Sabato. Siamo partiti da San Michele all’Adige, praticamente da casa, camminando sulla ciclabile lungo il fiume Adige. Dopo 15 km si arriva a Trento in circa 3 ore, sosta per caffè e spesa per il pranzo. Si continua sempre sulla ciclabile e dopo 24 km siamo a Rovereto. Il percorso costeggia sempre il fiume, è attrezzato con panchine ed è perfetto sotto tutti i punti di vista. Si può camminare sul nastro di asfalto o restare sulla terra battuta (meglio, così non si formano le ampollas…) Il panorama è spettacolare, si vede la Paganella, il Bondone, si ammirano dal basso i castelli: il più particolare è Castel Beseno, sopra il paese di Calliano, un castello atipico, sviluppato un lunghezza, a forma quasi di nave. La ciclabile rimane nel centro della valle e girando lo sguardo vedi il panorama come se fosse un’unica grande vetrina. In tutto sono quasi 40 Km; sono tanti ma si può fare perché l’indomani è domenica e si riposa. Il rientro a casa la sera è con il treno.
2^ tappa:
Rovereto – Avio
Sempre di sabato. Si arriva a Rovereto con il treno e dalla stazione F.S. ci si riporta sulla ciclabile lungo il fiume Adige. Sempre guardando il panorama si ammira da lontano l’Ossario e il colle dove è stata posizionata Maria Dolens, la campana dei caduti forgiata con il bronzo dei cannoni della 1^ guerra Mondiale, a memoria di tutte le guerre..
Camminando nel silenzio si arriva alla diga di Mori, si prosegue e dopo circa 23 Km si arriva ad Avio. Altro castello da ammirare, arroccato sulla collina, si erge in altezza: stupendo! Facciamo una visita alla cantina del nostro amico Bruno: si festeggia con abbondante merenda e….vino della casa.
E’ già sera: il treno ci aspetta e si ritorna a casa.
3^ tappa:
Avio – Domegliara
Treno sino ad Avio. Da qui nuovamente sulla pista ciclabile, il vento nella valle dell’Adige ci spinge verso sud. Dopo un ora e circa 4 km arriviamo a Borghetto, dove si attraversa il confine e lasciando il Trentino si entra in Veneto. Incastonato nella roccia vediamo il Santuario della Madonna della Corona, davvero molto bello. Si arriva a Dolcè e ci accampiamo nel piazzale antistante la chiesa, sembra quasi una cattedrale nel deserto. Fa freddo e tira vento, non ci sono bar in zona , così decidiamo di suonare il campanello della canonica. Apre direttamente il parroco, ma anche se raccontiamo quello che stiamo facendo, anche se ci presentiamo come pellegrini, ci saluta e …….non ci fa entrare. Grazie comunque e consideriamo: che bella solidarietà!!!!
Abbiamo un fornellino a gas, e dopo aver preparato il bel brodo caldo, proseguiamo, dobbiamo abbandonare la ciclabile e camminare lungo la strada, per fortuna con poco traffico. Arriviamo dopo 28 km a Domegliara. Solito treno per tornare a casa.
4^ tappa:
Domegliara – Peschiera del Garda
Come le tappe precedenti, prendiamo il treno sino a Domegliara Qui non ci sono piste ciclabili, dobbiamo seguire lungo il ciclio la strada che va verso il Garda, in zona molto trafficata ma dopo il bivio che porta al casello dell’autostrada, si cammina molto meglio. Inizia una salita che porta in collina. Comincia la zona degli olivi, cambia il clima, molto più temperato e dopo 3 ore arriviamo a Lazise. Ci fermiamo nel bel parco pubblico, andiamo al bar, la gente parla volentieri. Anche perché di camminanti con gli zaini sulle spalle non se ne vedono spesso in zona.
All’uscita da Lazise troviamo una deviazione che ci porta su una passeggiata che costeggia il lago e ci conduce dopo 8 km a Pacengo. Si cammina bene, sembra primavera anche se siamo in febbraio. A Pacengo, con rammarico, la passeggiata deve terminare. Quindi torniamo sulla strada che ci conduce a Peschiera. Dalla partenza sono 25 km. Prendiamo il treno e si torna a casa.
5^ tappa:
Peschiera del Garda – Valeggio sul Mincio
Arrivati alle 9 e 30 a Peschiera. Lasciata la stazione ci portiamo sulla riva del fiume Mincio, lungo l’argine c’è la ciclabile che porta da Peschiera a Mantova. La consigliamo perché si dice che sia la più bella pista ciclabile d’Italia: noi confermiamo! Vale la pena percorrerla per chi oltre che camminare vuole anche ammirare la fauna. Dopo 15 Km arriviamo a Borghetto, un piccolo nucleo di insediamenti sorto nel 1400 attorno ad una serie di mulini ad acqua utilizzati per la molatura del frumento e la pilatura del riso, in un punto particolarmente felice lungo il corso del fiume Mincio. Molto bello è il Ponte Visconteo sul Mincio, proprio di fianco alle case di Borghetto.
Dopo una sosta per le foto, ci incamminiamo verso Valeggio sul Mincio, una bella cittadina. Cogliamo l’occasione per andare a trovare Luigi, nostro ex collega di lavoro che abita nella campagna in periferia. Ci mette a disposizione la casa in mezzo alle viti, con cucina. I tortellini sono ottimi e non manca il vino. Per la prima volta non torniamo a casa ma ci fermiamo per la notte, in modo da proseguire l’indomani.
6^ tappa:
Valeggio sul Mincio - Mantova
Che silenzio e che solitudine, Sveglia alle 6 e partenza alle 7. Ci fermiamo a Valeggio per un caffè prima di proseguire in direzione Mantova. Ci incamminiamo lungo una strada provinciale verso Foroni. Per fortuna non c’è traffico: è domenica. Arriviamo in zona Marmirolo dove troviamo di nuovo la pista ciclabile che costeggia un canale di irrigazione. E’ ottima e con un paesaggio padano stupendo.
Si cammina in silenzio, si fanno foto e dopo 28 km siamo in quel di Mantova. Costeggiamo il lago e ci dirigiamo alla stazione F.S. E’ giunta l’ora di tornare e saliamo in treno con un po’ di nostalgia Ma come è stato bello camminare in zone che sino ad ora avevamo visto solo dai finestrini dei treni.
Camminando si scopre un’altra Italia, fatta di mille particolari che di solito passano inosservati.
Per ora interrompiamo, ma alla fine di marzo si riprenderà da Mantova per arrivare a ricongiungersi alla Francigena e poi, passo dopo passo, arrivare a Roma.

:!: :!: :!: :cry: domenica ho unimpegno in parrocchia...
