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Trentini verso la Francigena

  • Creatore Discussione Creatore Discussione Claudio
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C

Claudio

Che bello camminare !!!

Siamo sempre noi, i Trentini Claudio, Renzo e Renato.
A breve, tra una decina di giorni, riprenderemo la Plata da Caceres, ma adesso vogliamo farvi partecipi di un’altra “camminata” che da qualche tempo abbiamo intrapreso.
In questi ultimi mesi abbiamo usato i fine settimana per iniziare un cammino verso Roma, con l’intento di arrivare a collegarci alla classica Francigena.
Siamo partiti da S.Michele all’Adige e percorrendo la pista ciclabile che costeggia prima l’Adige e poi il Mincio, sinora siamo arrivati a Mantova.
Proseguiremo poi per Sabbioneta e la Cisa e poi via via sino alla Francigena.
Il nostro sistema è questo: camminiamo il sabato e la domenica, in modo da far conciliare la voglia di cammino con le necessità lavorative, si raggiunge il punto di partenza (che era il punto di arrivo della settimana precedente, naturalmente!) con il treno e da lì si prosegue. La domenica pomeriggio o sera si rientra a casa.
Lo spirito è diverso rispetto a quello della camminata di allenamento nei soliti posti e si scopre un’ Italia che, vista da camminanti, è tutta un’altra cosa, la si vive in maniera completamente diversa da quella conosciuta con il solito viaggio turistico “tutto compreso”.
Al nostro rientro dalla seconda parte della Plata, riprenderemo da Mantova, come detto, e comunicheremo sul forum, in anticipo, le tappe che intendiamo fare, con le date.
Perché?
Perché ci piace condividere questa esperienza e sarebbe bello che chi si trova in zona, chi abita nei posti dove passeremo, si aggreghi, si prenda il tempo di provare a camminare con noi o anche solo ci saluti strada facendo e ci dia dei consigli e dei suggerimenti riguardanti la logistica.
Grazie al diario di Ermetismo, abbiamo dei buoni riferimenti ma ci piacerebbe davvero che qualcuno condivida con noi il camminare!
Mettiamo di seguito le tappe che abbiamo già percorso.
Arrivederci a dopo la Plata per proseguire!!
Claudio, Renzo e Renato


1^ tappa:
San Michele all’Adige – Rovereto

Sabato. Siamo partiti da San Michele all’Adige, praticamente da casa, camminando sulla ciclabile lungo il fiume Adige. Dopo 15 km si arriva a Trento in circa 3 ore, sosta per caffè e spesa per il pranzo. Si continua sempre sulla ciclabile e dopo 24 km siamo a Rovereto. Il percorso costeggia sempre il fiume, è attrezzato con panchine ed è perfetto sotto tutti i punti di vista. Si può camminare sul nastro di asfalto o restare sulla terra battuta (meglio, così non si formano le ampollas…) Il panorama è spettacolare, si vede la Paganella, il Bondone, si ammirano dal basso i castelli: il più particolare è Castel Beseno, sopra il paese di Calliano, un castello atipico, sviluppato un lunghezza, a forma quasi di nave. La ciclabile rimane nel centro della valle e girando lo sguardo vedi il panorama come se fosse un’unica grande vetrina. In tutto sono quasi 40 Km; sono tanti ma si può fare perché l’indomani è domenica e si riposa. Il rientro a casa la sera è con il treno.

2^ tappa:
Rovereto – Avio

Sempre di sabato. Si arriva a Rovereto con il treno e dalla stazione F.S. ci si riporta sulla ciclabile lungo il fiume Adige. Sempre guardando il panorama si ammira da lontano l’Ossario e il colle dove è stata posizionata Maria Dolens, la campana dei caduti forgiata con il bronzo dei cannoni della 1^ guerra Mondiale, a memoria di tutte le guerre..
Camminando nel silenzio si arriva alla diga di Mori, si prosegue e dopo circa 23 Km si arriva ad Avio. Altro castello da ammirare, arroccato sulla collina, si erge in altezza: stupendo! Facciamo una visita alla cantina del nostro amico Bruno: si festeggia con abbondante merenda e….vino della casa.
E’ già sera: il treno ci aspetta e si ritorna a casa.

3^ tappa:
Avio – Domegliara

Treno sino ad Avio. Da qui nuovamente sulla pista ciclabile, il vento nella valle dell’Adige ci spinge verso sud. Dopo un ora e circa 4 km arriviamo a Borghetto, dove si attraversa il confine e lasciando il Trentino si entra in Veneto. Incastonato nella roccia vediamo il Santuario della Madonna della Corona, davvero molto bello. Si arriva a Dolcè e ci accampiamo nel piazzale antistante la chiesa, sembra quasi una cattedrale nel deserto. Fa freddo e tira vento, non ci sono bar in zona , così decidiamo di suonare il campanello della canonica. Apre direttamente il parroco, ma anche se raccontiamo quello che stiamo facendo, anche se ci presentiamo come pellegrini, ci saluta e …….non ci fa entrare. Grazie comunque e consideriamo: che bella solidarietà!!!!
Abbiamo un fornellino a gas, e dopo aver preparato il bel brodo caldo, proseguiamo, dobbiamo abbandonare la ciclabile e camminare lungo la strada, per fortuna con poco traffico. Arriviamo dopo 28 km a Domegliara. Solito treno per tornare a casa.

4^ tappa:
Domegliara – Peschiera del Garda

Come le tappe precedenti, prendiamo il treno sino a Domegliara Qui non ci sono piste ciclabili, dobbiamo seguire lungo il ciclio la strada che va verso il Garda, in zona molto trafficata ma dopo il bivio che porta al casello dell’autostrada, si cammina molto meglio. Inizia una salita che porta in collina. Comincia la zona degli olivi, cambia il clima, molto più temperato e dopo 3 ore arriviamo a Lazise. Ci fermiamo nel bel parco pubblico, andiamo al bar, la gente parla volentieri. Anche perché di camminanti con gli zaini sulle spalle non se ne vedono spesso in zona.
All’uscita da Lazise troviamo una deviazione che ci porta su una passeggiata che costeggia il lago e ci conduce dopo 8 km a Pacengo. Si cammina bene, sembra primavera anche se siamo in febbraio. A Pacengo, con rammarico, la passeggiata deve terminare. Quindi torniamo sulla strada che ci conduce a Peschiera. Dalla partenza sono 25 km. Prendiamo il treno e si torna a casa.

5^ tappa:
Peschiera del Garda – Valeggio sul Mincio

Arrivati alle 9 e 30 a Peschiera. Lasciata la stazione ci portiamo sulla riva del fiume Mincio, lungo l’argine c’è la ciclabile che porta da Peschiera a Mantova. La consigliamo perché si dice che sia la più bella pista ciclabile d’Italia: noi confermiamo! Vale la pena percorrerla per chi oltre che camminare vuole anche ammirare la fauna. Dopo 15 Km arriviamo a Borghetto, un piccolo nucleo di insediamenti sorto nel 1400 attorno ad una serie di mulini ad acqua utilizzati per la molatura del frumento e la pilatura del riso, in un punto particolarmente felice lungo il corso del fiume Mincio. Molto bello è il Ponte Visconteo sul Mincio, proprio di fianco alle case di Borghetto.
Dopo una sosta per le foto, ci incamminiamo verso Valeggio sul Mincio, una bella cittadina. Cogliamo l’occasione per andare a trovare Luigi, nostro ex collega di lavoro che abita nella campagna in periferia. Ci mette a disposizione la casa in mezzo alle viti, con cucina. I tortellini sono ottimi e non manca il vino. Per la prima volta non torniamo a casa ma ci fermiamo per la notte, in modo da proseguire l’indomani.

6^ tappa:
Valeggio sul Mincio - Mantova

Che silenzio e che solitudine, Sveglia alle 6 e partenza alle 7. Ci fermiamo a Valeggio per un caffè prima di proseguire in direzione Mantova. Ci incamminiamo lungo una strada provinciale verso Foroni. Per fortuna non c’è traffico: è domenica. Arriviamo in zona Marmirolo dove troviamo di nuovo la pista ciclabile che costeggia un canale di irrigazione. E’ ottima e con un paesaggio padano stupendo.
Si cammina in silenzio, si fanno foto e dopo 28 km siamo in quel di Mantova. Costeggiamo il lago e ci dirigiamo alla stazione F.S. E’ giunta l’ora di tornare e saliamo in treno con un po’ di nostalgia Ma come è stato bello camminare in zone che sino ad ora avevamo visto solo dai finestrini dei treni.
Camminando si scopre un’altra Italia, fatta di mille particolari che di solito passano inosservati.
Per ora interrompiamo, ma alla fine di marzo si riprenderà da Mantova per arrivare a ricongiungersi alla Francigena e poi, passo dopo passo, arrivare a Roma.
 
siete fantastici, mi piace il vostro approccio, è uno dei tanti, qualcuno storcerà anche il naso,se fossi in zona sarei ben lieto di farvi compagnia e fornire logistica (purtroppo sono asud di roma..)
ciao
giuseppe
 
Bellissimo! Siete gli apripista di un cammino nuovo oggi, ma forse sarebbe più giusto dire di un cammino che è esistito; comunque gli interpreti dell'antico pellegrinare: "esco di casa" e arrivo a Roma oppure a Santiago.
Buen Camino sulla Plata, vi aspetto in Toscana,

Sylvie
 
sylvie ha scritto:
...vi aspetto in Toscana,

Sylvie

Mi associo... quando arrivate da queste parti, fatemi un fischio... se posso vengo volentieri a far 2 passi con voi...

Cristiano
 
Bravi, è un'impresa che vorrei compiere anche io partendo dall'uscio di casa .... Trento loc. Celva - Roma !!!! wow!!!! mi frulla dalla tre giorni sulla Francigena di inizio anno....
Mi sono già fatta un'idea di percorso e tappe ma ..... bisognerà anche cercare i posti per dormire, sensibilizzare le persone sul cammino a questo, altrimenti, se qualcuno non vuole o non può tornare a casa dopo una o due tappe, come fa?
Certo c'è la provvidenza, ma .... qui bisogna fare anche un'opera di "sensibilizzazione" e "ricerca".
Questa sarebbe la mia intenzione, fino al ricongiungimento con la Francigena "classica" o, meglio, con il tratto Emilia-Toscana già documentato dalla "giovane Montagna" (associazione indicatami da Flavio Vandoni).
Non so quando sarà fattibile ciò però da parte mia, perchè richiede sicuramente molto più tempo e per me la pensione è lontana.... comunque sarete i primi ad essere informati sugli eventuali progressi......

intanto buon camino a chi è già in cammino ed anche a chi lo sta ancora solo progettando.....

Elena nena
 
Siete spettacolari! Conoscete il progetto sulla Via Claudia Augusta? Dovrebbe passare dalle vostre parti. Un saluto dalla Francigena senese. Pietro
 

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Posto per conto di Claudio.
Prosegue l'avventura di avvicinamento dei trentini alla Francigena classica. Li avevamo lasciati a Mantova, dove avevano interrotto per continuare la via della Plata. Ora hanno ripreso con il loro cammino italiano, i fine settimana dedicati a scoprire l'Italia a piedi sino a quando raggiungeranno Fidenza e da lì.......verso Roma.

12 settembre 2009
Mantova - Gazzulo km 24

Partenza alle 5 e 27 da Mezzocorona, arriviamo alle 7 e 40 a Mantova. L´uscita dalla città è la solita periferia, trafficata ma non oggi, è sabato e la gente non va a lavorare.
Dopo i primi 5 km sosta per colazione e poi avanti fino a Pilastro. Alle 11 solito bianco per aperitivo, Renzo si è portato tre uova. La prima sorpresa: ci accorgiamo che siamo in Italia, paghiamo 10 euro e 50 per 3 bicchieri di bianco...ma con le patatine. Spesa per il pranzo: siamo nella terra del grana padano, del salame Mantovano e del lambrusco.
Mettiamo tutto negli zaini e verso le 13 siamo a Campitello. Arriviamo in piazza e troviamo il circolo Acli, chiediamo ospitalità e siamo accolti da un gruppo di persone che ci chiedono tutto su di noi e su quello che stiamo facendo, ci accorgiamo che quello che raccontiamo interessa molto anche perché pellegrini da queste parti non ce ne sono. E´ molto bello vedere gente interessata che ti racconta e chiede. Ci sediamo assieme a loro, beviamo, mangiamo e presto arrivano le 16, è ora di e riprendere la strada che ci porta - per nostra scelta - a allungare il percorso, fatto di campi di mais e barbabietole; fa caldo ma tutti parlano e ci salutano, sembra di essere qui da una vita, in mezzo a questa gente legata alla sua terra padana.
Siamo al traguardo, dopo aver attraversato il fiume Olio vediamo Gazzuolo, un bel paese con dei portici antichi. Troviamo subito la chiesa e suoniamo alla canonica. Il prete, con cui avevo parlato al telefono per chiedergli solo un tetto per dormire, ci accompagna all´oratorio e ci sistema in un appartamento nuovo e pulito. Siamo benevolmente stupiti, avevamo sacco a pelo e stuoia al seguito ma va molto meglio così. Alle 18 andiamo a messa e il prete - che conosciamo solo da un ora - ci presenta e dice dal pulpito che stiamo andando a Roma. Resto stupito perché sono qui e mi ritrovo con un prete vero pastore. La sera ci dà indicazione su dove andare a mangiare, ma il paese è piccolo e in poco tempo tutti sanno chi siamo e fanno a gara per parlare con noi e domandare…. Mangiamo e beviamo in compagnia. Alle 22 andiamo nel nostro...appartamento e dopo la sveglia del mattino alle 4 e la passeggiata non ci vuole molto per addormentarci.

13 settembre 2009
Gazzuolo - Casalmaggiore

Siamo vicini al campanile: le campane alle 6 ci fanno la sveglia. Usciamo alle 7 e salutiamo il nostro amico prete di poche parole ma molto pratico. Facciamo foto, sicuramente il nostro rapporto con questa comunità non si fermerà, siamo solo a 200 km da casa e stiamo con gente amica che organizza, progetta e condivide. Prima di partire ci aspetta il nostro amico barista con le brioches calde, altre foto e indirizzi. Oggi a Gazzuolo c´è la festa con la processione e a noi sembra di abitare qui. Ci salutiamo e facciamo sapere a tutti che scriveremo di loro sul nostro forum e mostriamo lo stemma che tutti e tre abbiamo sullo zaino. Mi viene da pensare a come sarebbe bello, proseguendo, condividere anche con altri questa esperienza. Attraversiamo Commessaggio: che bel ponte di barche, sembra un film; e poi Villa Pasquali, cattedrale nel deserto dei campi di barbabietole. E´ affascinante, vecchia e tutto riporta ai Gonzaga, signori della zona. Anche le poche case sono antiche e tutto è storico. Ci fermiamo per il solito bianco. Abbiamo percorso 18 km e ormai vediamo spuntare Sabbioneta, bella con le sue mura, città a "misura d´uomo". Sostiamo per un´ora e ammiriamo tutto, Portici, Palazzo Ducale, Teatro antico e chiesa dell´Incoronata, ma siamo pellegrini, ci aspettano ancora 6 km di ciclabile fino a Casalmaggiore. Arriviamo alle 13 e decidiamo che oggi si fa un pranzo come si deve, con le specialità del posto. Troviamo un ristorante e dopo un risotto mantovano e una costata di vitello accompagnata da un ottimo lambrusco, ci troviamo in aria di festa. Facciamo le foto con il personale e dopo vari limoncini ci accorgiamo che sono le 16 e il treno di ritorno è alle 16 e 15. Fino alle 21 siamo in treno a parlare di questi due giorni. Facciamo già progetti per la prossima tappa in partenza da Casalmaggiore: l’idea del cammino così organizzato ci rende entusiasti, questa esperienza è vissuta per assaporare tutti i sapori di questa bella Italia e della sua gente vera.
La tv e i giornali in questi due giorni non ci sono mancati, anzi….. pensare che squallore stare solo a guardare la tv la sera a casa, è stato molto meglio ieri al bar di Gazzuolo.
Claudio, Renzo e Renato


Qualche foto?
 

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E' così che si fa!
Se poi si assapora la genuina ospitalità e non manca la condivisione ...che cosa si può volere in più dalla vita?
Altro che francese massificato!!
Buon Cammino.
Ermanno
 
complimenti sono trentino come voi ha appena portato a termine la via Francigena in bicicletta dal s Bernardo a Roma . Bello bello bello il percorso che ti porta a scoprire zone d'italia fuori dalle rotte turistichenche se purtroppo lo abbiamo affrontato in un periodo di caldo micidiale (fine agosto) 42 gradi sui colli attorno a S.Giminiano. ho trovato buona accoglienza su tutto il tracciato ,ma mi è rimasta nel cuore l'ospitalità povera dell'abazia di Mortara nella persona umana e gioviale del custode Tino, dell'ospitalera sudafricana che ci ha accolti e rifocillati nel seminario vescovile di Pontremoli. Potrei andare avanti ancora ma mi assale il ricordo (era sucesso anche l'anno scordo dopo Santiago) la voglia di ripartire, ora però si deve lavorare .Quindi essendomi innamorato del percorso e visto che viene l'inverno ha pensato di farne qualche tratto a piedi, vorrei accompagnarvi sul tratto della Cisa fino al mare,poi si vedra per altri tratti. datemi una risposta grazie enrico
p.s. per tutti i pellegrini se vi fermate a Pontremoli evitate di mangiare nella trattoria La filastrocca nella piazza del Seminario oste truffaldino
 
Ti rispondo io che sono la "reporter ufficiale dei Trentini" (pensa un pò: fare la reporter dalla Sardegna! E' il massimo, però va bene così, ormai mi sento trentina anche io!! )
Dunque, facciamo così: quando decidono la prossima data della camminata (normalmente un sabato/domenica o dal venerdi pomeriggio), lo mettiamo sul forum tempo prima, così chi vuole unirsi può organizzarsi per tempo.
Tieni d'occhio il forum!!!!
Ciao.
Patrizia/Sardina/Reporter :lol:
 
hola peregrini
a chi interessa e soprattutto vive in zona Roma, o meglio Latina, Domenica 4 ottobre alle 9,30 nell'abazia di Fossanova, verrà inaugurato un tratto della Francigena che da Roma portava a Brindisi.
Io non posso andarci, :mrgreen: :!: :!: :!: :cry: domenica ho unimpegno in parrocchia...
buon cammino a tutti, besos :arrow:
 
Proseguiamo verso la Francigena classica. Ormai ci siamo! Queste sono le due tappe di sabato e domenica scorsi. Poi continueremo .....


Sabato 14 novembre 2009

Casalmaggiore – San Secondo Parmense


Partenza alle 5 con il treno per Verona e Casalmaggiore dove arriviamo prima delle nove. Va tutto bene, anche se il cielo è coperto e c’è foschia, ma non c’è la nebbia e non piove. Oggi la tappa sarebbe di soli 25 km ma alla fine ne facciamo 35 perché tramite Google Earth abbiamo deciso di seguire le rive del Po e del Taro.
Seguiamo la strada che dopo Casalmaggiore ci conduce al ponte che attraversa il Po; c’è traffico e sembriamo tre fantasmi, e questo è il tratto di 5 km più brutto. Dopo aver attraversato il ponte seguiamo l’argine attraversando Sacca, Sanguigna, Coltaro e Torricella. Siamo in Padania; intorno a noi, pellegrini solitari, solo campi arati, pioppeti e il fiume ma è bello camminare in solitudine.
Arriviamo a Sissa e decidiamo di fare uno spuntino; come il sabato precedente ci rendiamo conto che siamo in Italia: alla richiesta del conto ci accorgiamo che la bottiglia di lambrusco la paghiamo ben 12 euro. Vorrei dire quello che penso ma sono un pellegrino. E pensare che ciascuno di noi tre ha una bottiglia di Teroldego nello zaino……ma le useremo a cena.
Ci portiamo sull’argine del Taro e lo seguiamo fino a San Secondo Parmense, ma noi abbiamo prenotato in località Ronchetti, al B&B Adriana, dove ceniamo alla grande. Ringrazio Adriana e Franco per come ci hanno trattato, da veri signori, consigliamo a chi passa nella zona di provare l’ospitalità.


domenica 15 novembre 2009

San Secondo Parmense - Fidenza

Dopo una abbondante colazione e le foto di rito, ringraziamo e ci incamminiamo verso Fidenza. I miei compagni da buoni alpini partono sparati “tasi e tira”; in 4 ore facciamo 18 km (velocità!), vediamo da lontano il Santuario di Fontanellato e alle 12 siamo all’ufficio turistico di Fidenza prima che chiuda. E’ aperto anche la domenica, ci consegna le credenziali e per oggi la missione è compiuta. Ringrazio l’impiegata dell’ufficio, ci ritroveremo sabato 21 per il timbro di partenza. In pochi minuti ci ha consegnato la credenziale e varie pubblicazioni riguardanti la Francigena.
Questo è tutto. Da adesso in poi seguiremo la Francigena con questo sistema dei fine settimana in cammino, farò presente a inizio settimana il programma, in modo che se qualcuno se qualcuno vorrà potrà aggregarsi; dovrà eventualmente farcelo sapere in anticipo per prenotare gli ostelli o le strutture per il pernottamento o potrà direttamente prenotare.
Prossime tappe: il 21 novembre da Fidenza a Costamezzana e il 22 da Costamezzana a Fornovo.
Sarà probabile che faremo qualche tappa anche nel ponte dal 5 all’ 8 dicembre; eventualmente metterò il programma in anticipo.
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Continuando......... Ecco le tappe del 21 e 22 novembre.....


Sabato 21 novembre 2009

E’ sempre l’alba si parte con il solito treno alle 5 che ci riporta a Fidenza per le 10 e 38.
Va tutto bene, c’è anche dell’entusiasmo: oggi si comincia la via Francigena, siamo curiosi di scoprire com’ è segnalata e cosa troveremo. Partiamo da Piazza Duomo e troviamo subito il primo cartello, ma per uscire dalla città è meglio consultare la piantina con indicata la via Francigena , ci si porta in periferia dove troviamo subito i cartelli. Bellissimo percorso in mezzo agli alberi e in stradine deserte. I km sono solo 15 e praticamente in 3 ore siamo a Costamezzana. Sono 4 case di cui una è l’ostell. Troviamo il pensionato che aveva indicato Ermanno sul suo diario; ormai è da 4 anni che abita nell’ostello, fa tutto lui, pulizia, e da ospitalero. Si pagano 10 euro: ben spesi, tutto è pulito, c’è la biancheria e il riscaldamento. L’ultimo pellegrino è transitato un mese fa. Come da accordi presi, andiamo alle 19 a cena nell’unico locale bar e trattoria. Specialità del posto: la torta fritta; ci trattano molto bene e paghiamo 14 euro a testa. Alle 21 torniamo all’ostello e in poco tempo siamo nel mondo dei sogni. Bella giornata e la prima impressione della via Francigena è buona!

Domenica 22 novembre 2009

Sveglia come sempre alle 6, Renzo ci porta il caffè a letto (ormai ci siamo abituati a questa comodità) comodità. Siamo nel silenzio in mezzo alla campagna Padana e alla nebbia che rimanda la partenza alle 8. Il paesaggio sulla strada è lunare non si vede nessuno. Dopo 5 km troviamo una stalla e chiedo se possiamo fermarci a fare uno spuntino. Gentilmente ci portano una tavola e con la nostra cucina da campo prepariamo il brodo e ci mangiamo 2 uova a testa. Secondo la nostra esperienza questo modo di fare in certe situazioni (quando sei in zone senza punti d’appoggio tipo bar) fa la differenza, ti aiuta a mantenere le forze e volontà di camminare. Proseguiamo altri 5 km e arriviamo a Medesano, bel paese con il bar per il caffè e il giornale. Dopo Medesano ci sono ancora 10 km per arrivare a Fornovo. Camminiamo nel Parco fluviale del Taro il passo è svelto e alle 14 siamo a Fornovo. Andiamo in chiesa alla Parrocchia e ci facciamo mettere il timbro dalla perpetua. Alle 15 e 47 ci aspetta il treno per casa. Anche oggi siamo stati bene, bel percorso, somiglia, come scritto da Ermetismo, alle Mesetas. L’unica nota negativa sono i costi: al ristorante a Fornovo uno spuntino con 3 piatti di tagliatelle (50 grammi a testa): 40 euro, ma erano tagliatelle ai funghi! Siamo alle solite nella nostra bella Italia.

La prossima volta sfrutteremo il ponte dell’Immacolata: il 5 – 6 – 7 – 8 Dicembre e proseguiremo da Fornovo a Aulla con queste tappe:

Sabato 5 = Fornovo – Cassio
Domenica 6 = Cassio – La Cisa
Lunedì 7 = La Cisa – Pontremoli
Martedì 8 = Pontremoli – Aulla e ritorno a casa.



Per chi volesse unirsi: noi andremo a Fornovo già dal giorno prima (venerdì 4 dicembre) e ci troveremo per la partenza alle 8 di sabato 5/12 davanti alla chiesa.
 

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Continuano il loro cammino i Trentini. Ai tre (Claudio, Renzo e Renato) si è aggiunto il nostro Franco Maia. Oggi erano sulla Cisa, con anche un pò di neve.......
 
Il ponte dell'Immacolata, passato camminando con freddo nebbia e neve.....

Venerdì 4 dicembre 2009 Riccò

Si riparte alle ore 15 con il treno; se tutto fosse andato bene si sarebbe arrivati a Fornovo alle 20 e 13 ma non siamo riusciti a prendere la coincidenza a Modena e così siamo arrivati un’ora dopo. Avevo preso accordi con le Suore della “Casa di spiritualità Cardinal Ferrari a Riccò” , con dispiacere siamo arrivati alle 22 perché il convento è a 2 km dalla stazione di Fornovo. Come scritto da Ermetismo nel suo diario confermo che questa è una reggia: le 3 suore del Madagascar sono molto gentili e nonostante il ritardo chiedono solo un donativo. Siamo in quattro: con noi c’è anche Franco Maia! Nell’appartamento troviamo la cucina e Renzo da buon cuoco prepara gli spaghetti ed è gia festa. Si sta bene, ottima sistemazione. Siamo in collina in mezzo a un grande parco.

Sabato 5 dicembre 2009
Riccò –Cassio km 25

Sveglia alle 6 con caffè a letto…grazie Renzo. Facciamo le cose con calma e usciamo alle 7 con subito una sorpresa: c’è un capriolo che ci guarda, il parco è bellissimo, che colori e che pace. Franco comincia il suo lavoro: tutto quello che ci circonda è fatto per essere fotografato. Scendiamo a Fornovo, non si sa mai che qualcuno che legge il forum ci aspetti davanti al duomo alle 8 ma non c’è nessuno! Ci fermiamo per la colazione al bar e per una preghiera in duomo.
Si cammina sulla strada SS 62 che porta al passo della Cisa. Traffico quasi inesistente perché viene preferita l’autostrada e per noi va molto bene. Arriviamo a Savizzano; in un piccolo negozietto ci facciamo fare dei panini e chiediamo se possiamo mangiare in negozio. La signora è gentile parla volentieri e ci racconta la sua vita.
Ripartiamo e arriviamo alla deviazione che porta a Bardone, ci incamminiamo su un sentiero in salita che ci porta alla Pieve di Bardone, luogo simbolo della Francigena. Ci prepariamo un brodo con il nostro fornelletto e ci gustiamo la pace e il paesaggio.
A Casola di Terenzo lungo la strada c’è una trattoria, ci fermiamo e mangiamo una pastasciutta. Quando fa freddo e molto importante mangiare qualcosa di caldo. Si riparte e con un paesaggio surreale, con nebbia e tanta umidità, arriviamo a Cassio. Sono quattro case e l’ostello è una casa cantoniera. E’ importante, per chi vorrà camminare sulla Francigena, telefonare e prenotare. Grazie a Ermetismo e all’ufficio di Fidenza che ci ha fornito di tutto siamo in possesso di tutti i numeri di telefono dei vari punti di sosta
Passiamo una bella serata in compagnia nella trattoria “I salti del Diavolo”


Domenica 6 dicembre 2009
Cassio – Passo della Cisa km 20

Ostello pulito, si dorme e si riposa bene. Andiamo a fare colazione nell’unico bar, la gente parla volentieri e saluta. Ci incamminiamo lungo la strada, non piove ma fa freddo. Camminiamo senza fermarci fino a Berceto sempre seguendo la SS 62, c’è troppa neve e fango. Franco fa molte foto e preferisce fare un pezzo di sentiero arrivando per primo davanti al duomo. Sono le 10 e 30 andiamo al bar a bere un’ottima cioccolata calda e alle 11 siamo in chiesa per la messa. Si riprende il cammino ma dopo pochi km Franco decide di camminare sulla Francigena, sarebbe bello ma il sentiero è tutto neve e fango. I due alpini Renzo e Renato spariscono nella nebbia, restiamo io e Franco. Il paesaggio è fatto apposta per le foto. Io da buona cavia cado nell’acqua e fango ma questo fa parte del cammino. Sono bagnato fradicio comprese le mutande ma dopo 5 km arriviamo all’ostello che spunta nella nebbia. Sembra un film. Entriamo, è già pronto il tè caldo, devo cambiarmi e fare la doccia calda, va tutto bene e sto bene comunque. Nell’ostello ci siamo solo noi, ormai qui si vede poca gente, qualche cacciatore e rari pellegrini, Non c’è traffico, l’autostrada della Cisa ha fatto morire tutte le attività turistiche di questa zona. La sera a cena ci siamo solo noi e pensare che è il ponte di San Ambrogio, ma qui regna la solitudine e la desolazione ed è un vero peccato perché la struttura è molto curata e ci trattano molto bene, paghiamo 18 euro per dormire e colazione e la cena ci costa solo 12 euro.


Lunedì 7 dicembre 2009
Passo della Cisa – Pontremoli 20 km


Pioggia vento e nebbia: non manca niente! Si riparte e dopo 2,5 km arriviamo al Passo, troviamo il bar aperto. Sembriamo dei fantasmi nella nebbia…. beviamo il caffè poi usciamo e andiamo alla chiesetta di Nostra Signora della Guardia, che è aperta. Molto suggestiva e la nebbia sembra fumo che ci avvolge non occorre creare lo scenario, siamo sul set e per Franco basta per descrivere la realtà.
Camminiamo sotto la pioggia e arriviamo a Montelungo, dove troviamo “Antica Trattoria Pinelli”; Giacomo il gestore ci accoglie come amici da sempre. Parliamo e mangiamo con assaggi vari di tutte le specialità della zona, stiamo bene. Comperiamo il suo terzo libro dove racconta la sua storia di Milanese che ritorna alla casa dei genitori, facciamo delle foto, salutiamo come vecchi amici e proseguiamo nella pioggia. Raccomandiamo questo posto fatto di ricordi e di sapori veri.
Seguiamo ancora la strada, i miei compagni camminano veloci io li seguo a distanza come fine colonna cantando le canzoni dei Nomadi, nessuno mi applaude ma sono contento ugualmente.
Alle 14 e 30 siamo a Pontremoli in anticipo come sempre, giriamo e facciamo delle foto sui vari ponti che attraversano il fiume Magra. Bel borgo con strade lastricate e bagnate dalla pioggia. Alle 16 ho appuntamento telefonico con una guida dell’ufficio turistico che gentilmente ci conduce al Castello dove una camera con 3 letti a castello ci aspetta. Ci sistemiamo è tutto pulito e i termosifoni in stanza sono accesi come mi avevano promesso al telefono. Facciamo la doccia e stendiamo in stanza i panni bagnati. Nel castello del Piagnaro ci siamo solo noi e dominiamo dalla cima della collina tutta Pontremoli, è un vero castello ristrutturato e molto curato e questa è la prima volta in un castello solo per noi. Scendiamo nel borgo e andiamo a mangiare una pizza, ma al ritorno camminiamo sotto un diluvio. Nella stanza tutto è appeso ad asciugare, gli zaini sono vuoti. La notte ci fa pensare ai fantasmi anche perché ci sono dei rumori strani procurati dal vento e Franco da buon narratore ci fa credere che a casa sua ci sono i fantasmi nella notte.

Martedì 8 dicembre 2009


La sveglia è alle 6 e piove ancora, decidiamo di ritornare a casa e andiamo a prendere il treno delle 8 e 30 per Bologna e poi casa. Proseguiremo le prossime volte su Aulla e Sarzana . Questa volta lascio al fotografo l’inserimento delle foto, ne metto solo una ma non voglio competere con un professionista come Franco. Siamo stati bene assieme, c’è stato affiatamento. Penso che con queste condizioni climatiche, freddo con pioggia e neve, non è male avere un po’ di forza fisica per camminare sulla Francigena, ma è bello nonostante tutto.
 

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ottimo resoconto , complimenti a tutti e 4 !
e che figata il pernottamento nel castello, un salto nel medioevo con tanto di fantasmi in catene !
suerte !
 
Trentini,
bello ed impegnativo quello che state facendo. Specialmente perchè di volta in volta si devono rinnovare le motivazioni che spingono a ripartire. E più ci si allontana da casa...più è problematica l'organizzazione.
Tutte le volte che annunciate la ripartenza mi dico "Questa volta li raggiungo pure io", poi, man mano che si avvicina la data nascono problemi e non posso far finta che non esistano. Così non mi rimane che leggere i vostri resoconti per rivedermi su quella strada e pensare "Chissà? forse la prossima volta..."

Chissà? forse la prossima volta...

Buon Cammino
Ermanno
 
ciao amici Trentini

vi seguo con piacere, peccato con avervi letto prima siete passati davanti a casa mia :o
sono di Fontanellato :D
buon cammino
 
Inserisco un paio di foto di quei 3 giorni
 

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