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Francese d'inverno

3° tappa. El Acebo - Ponferrada 17km

Saggia decisone fermarci ieri nel tardo pomerggio....stamane al risveglio abbiamo avuto la sorpresa di uno slpendido paesaggio innevato!
Ieri fino alle 19 abbiamo avuto l'ostello a disposizione solo per noi e, vista l'ora, pensavamo rimanesse tale, ma mentre stavamo cenando giunge una giovane coreana arrivata col buio e la nebbia, per quei ripidi sentieri, grazie al gps! Dopo mezz'ora si presenta un altro pellegrino, un maturo francese, che invece del sentiero ha dovuto percorrere la più lunga statale visto l'incipiente oscurità! Entrambi provenivano da Astorga, (40km con le corte giornate invernali e tra i monti...) il francese dal torso adorno di vistosi e variopinti tatuaggi a tema templare, pensava di fermarsi prima, all'albergue di Manjarin (dove Tomas alcuni anni fa ha abbandonato tutto per dedicarsi hai pellegrini ripristiando alla meno peggio un vecchio edificio sentendolo come missione dell'ultimo dei templari ...) ma è un'ambiente diciamo essenziale e spartano, senza luce, acqua fredda, no docce, latrina dall'altra parte della strada.... Alla Meson de El Acebo (tra l'altro il sito dell'accoglienza pellegrina invernale lo dava chiuso, non è attendibile anche per altri dati!) c'è anche un'altra coppia di pellegrini coreani (in una camera privata) quindi nonostante siamo in 6 il gestore non ritiene opportuno aprire per la colazione se non alle 10.30, così facciamo razzia delle stantie pastarelle rimaste, visto che il primo paese utile lo troveremo dopo 8 km.
Finalmente al nostro 3° Cammino d'inverno, nevica!!! è vero che bisogna fare più attenzione alle indicazioni coperte, ai sassi scivolosi, ma si è ripagati da un paesaggio splendido e incantato! Nevica dolcemente perciò decidiamo di percorrere il sentiero ( il francese seguira la statale pochissimo trafficata), dopo qualche km siamo a Riego, animato d'estate, solitario d'inverno ed infine una ripida e sassosa discesa (superiamo la giovane coreana partita all'alba) ci porta Molinaseca 580m dove ormai la neve ha lasciato il posto alla pioggia. Dopo una lunga sosta al bar,i un tracciato pressoché pianeggiante ci porta alla turrita Ponferrada dove termina la pioggia e la nostra tappa.




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4° tappa Ponferrada-Villafranca del Bierzo 25km

Ponferrada, piacevole città con uno storico passato testimoniato anche dall'imponente castello templare che non riusciamo a visitare per l'orario (chiusura alle 18 e visita di oltre un'ora). L'albergue San Blas, è un'ampia e bella struttura a donativo, peccato l'hospitalero sembri più un generale freddo e distaccato, con ordini perentori, senza darti il tempo di toglierti lo zaino elenca una serie di divieti e ci indica il letto dove tassativamente dobbiamo metterci (tu sopra tu sotto!) nonostante fossimo tra i primi! A riscaldare l'atmosfera ci penseranno i simpatici pellegrini come, Silvia asturiana, in un cammino particolare alle ricerca di informazioni per scrive una guida e Ruben partito da Cartagena in novembre, dopo la morte improvvisa del padre cinquantasettenne. Nel tardo pomeriggio arriverrano in ordine sparso altri 8 pellegrini (giovani spagnoli e coreani) infreddoloti e bagnati partiti dalla vetta hanno faticato per la neve fino al ginocchio e la bufera. Nella nostra cameretta ad otto letti alleggia un odore pellegrino di panni bagnati o mal lavati stesi sui termisifoni, ma tanta allegria e risate per i letti cigolanti e le imitizione dell' hospitalero!
Il simpatico hospitalero ci sveglierà alle 7.00 del mattino dandoci il buongiorno, ma in modo brusco e accendendo la luce, dobbiamo lasciare l'albergue per le 8.00, quando fuori è ancora buio, provvidenziale il bar di fronte che apre alle 6.00! Il percorso di oggi si snoda tra saliscendi, bassi vigneti del Bierzo, paesini, in un paesaggio avvolto dalla nebbia che lascerà il posto ad un caldo sole solo verso mezzogiorno. Tappa resa ancor più facile in compagnia dell'esuberante Rubens, ci concediamo anche una sosta pranzo all'ottima pulperia di Cacabelos e alle 15 siamo già Villafranca nel pittoresco albergue Ave Fenix con bagni più freddi che all'esteno, le camerate gelide, ma il calore dei simpatici pellegrini compensa.....


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... nel pittoresco albergue Ave Fenix con bagni più freddi che all'esteno, le camerate gelide,...
Vedo che Jesús el zorro non è cambiato nel corso degli anni. :-x
Lui ha un modo molto personale di intendere il Cammino, ritiene che il pellegrino debba adattarsi ad ogni tipo di condizione e infatti il suo albergue non brilla per pulizia e igiene, tiene aperto anche quando ci sono cimici, in inverno non scalda nemmeno dove si mangia però accetta il servizio di trasporto zaini. :doh:
Vabbè dai.... è talmente pittoresco !
Stasera Ruitelán?


free
 
Il piccolo ha dovuto cambiare idea: invece di cercare di arrivare a Fisterra, rientra a Barcellona a cercare casa :-(
 
5° tappa Villafranca del Bierzo-O'Cebreiro 28km

Ieri sera con Ruben volevamo andare alla messa delle 19, per le vie di Villafranca abbiamo cominciato a chiedere dove fosse la chiesa, la prima persona balbettava, la seconda aveva bevuto, i vecchietti davanti al bar ci hanno detto che era chiusa, una coppia ci ha detto che non sa perché non è praticante... un pueblo muy singular dice Ruben! Quando finalmente la troviamo la perpetua dice che è una messa provata in ricordo, che non si può girare per la chiesa, non si possono far foto ... insomma tanti divieti...non sarà mica la moglie dell'hospitalero arcigno di Ponferrada! Così cambiamo velocemente programma si va per bar tra tinto e tapas a scaldarci!
Stamattina a colazione (ottimo e ricco buffet, spettacolari le uova fritte, anche Marina ne mangerà due! ) ci dicono che sarà difficile salire per sentiero a O Cebrerio (33 km su strada anziché 28!) perché c'è neve, così ci propongono di trasportarci gli zaini per viaggiare più leggeri. Il tracciato di oggi è abbastanza monotono, pressoché pianeggiante, per la maggior parte su strada con un alto cordolo come divisorio, soprattutto nel primo tratto, poi diversi villaggi, con bar e negozi, rendono più piacevole il percorso, ma è soprattutto la compagnia di Ruben che ci allieta. Giornata soleggiata, ventosa solo nell'ultimo tratto quando il sentiero si inerpica tra i monti in un paesaggio alpino, ma di neve poche tracce.... O Cebreiro ci appare sorprendentemente animato di gente in gita domenicale, con le strutture tutte aperte le splendide case in sasso dai tipici tetti conici in paglia, la chiesetta, le viuzze acciotolate, ma pericolosamente coperte di neve ghiacciate....è comunque e' sempre uno spettacolo!



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Ultima modifica:
Che bello il vostro racconto "infreddolito".
Avanti che la mèta si avvicina!
;)
 
6° tappa. O Cebreiro - Lusio 26km

Ieri sera ad O Cebreiro, nella bella chiesa romanica, il simpatico parroco ha benedetto i pellegrini con una splendida orazione, una poesia! Poi ultima cena con Ruben, il chico spagnolo che ci ha adottato come genitori (in effeti abbiamo la stessa età dei suoi!), dice a tutti che siamo il suoi papa' e mamma del Cammino ;-) deve allungare il passo se vuol essere a casa per la Vigilia!
Ben presto ci ritiriamo all'albergue, il paese è poco illuminato, si rischia di scivolare sulla neve resa ancor più gelida dal freddo vento, mentre un'ampia stellata sta rischiarando la notte. L'accogliente hospitalare con cui chiacchieriamo amabilmente, in particolare dell'aumento di pellegrini dai paesi più vari e ormai in tutti i periodi dell'anno, si ricorda del nostro passaggio due anni fa... La caliente e linda camerata ha 32 letti a castello , di cui solo 8 occupati, per la maggior parte giovani coreani. Alle 8.30 assistiamo ad una tersa un'alba tra i monti con la vallata coperta dalle nuvole e ci incamminiamo in una soleggiata mattina lungo una pista forestale parecchio innevata che sale per un paio di km. In breve arriviamo a Linares, piccolo paese con bar e alloggio, per poi proseguire lungo la statale, perché il sentiero sul versante in ombra risulta pericolosamente scivoloso. Foto di rito alla scultura bronzea del pellegrino controvento (alto de San Roche), per poi scendere al paesino di Hospital, dove in inverno è aperto solo l'albergue del pellegrino. Ancora un tratto in salita tra pascoli ci porta ai 1333 mt dell'alto do Poio, classica sosta al bar dove ritroviamo la signora Remedios, purtroppo molto invecchiata.... Da qui il piacevole percorso si snoda tra sentieri incorniciati da siepi e agrifogli ricchi di bacche rosse che delimitano ampi prati con mucche al pascolo. Si inizia a scendere prima dolcemente poi piuttosto repentinamente attraversando agglomerati di case e stalle con placidi cagnoloni al sole. Questa volta (la scena si ripete tutti gli anni e tutte le volte che passa un pellegrino) non riusciamo a sfuggire alla contadina che (a Fonfria ) esce velocemente dalla stalla con un piatto di "fritelle" offrendocele in cambio di un obolo..... per essere gentili diciamo che non le ha mangiate neanche il cane! In breve siamo a Tricastela, splendido pomeriggio assolato, decidiamo di proseguire altri 5km (verso Samos), fino a Lusio, dove ci hanno detto esserci un bel ostello municipale, veramente super, un antico palazzo recentemente ristrutturato, solo per noi e, siccome nei dintorni non ci sono locali, tra un po' ci aspettano a cena i vicini di "casa"!


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