Sono tornato dal Cammino Francese tre giorni fa e allora mi inserisco anch'io in questa discussione finchè i ricordi sono freschi.
Il primo tratto, fino a Burgos, l'ho fatto nel 2009; nel 2011 l'ho ripreso fino a Santiago ed ora l'ho rifatto tutto inte-gralmente.
Dire che è cambiato tutto o quasi è fin troppo facile. Ma il primo cambiamento è stato dentro di me: non ho più provato le emozioni della prima volta, ho perso quella sorta di verginità dell'anima nei confronti del Cammino, conoscevo già tutto e questa volta la soddisfazione l'ho trovata nel riuscire finalmente a realizzare il percorso completo, dopo le sofferenze fisiche patite negli altri due mezzi Cammini precedenti. Di emozioni, poche e diverse, tuttavia ne ho trovate anche questa volta: il giovane cuneese che si mette a piangere a Roncisvalle sotto il cartello che indica che mancano 790 km a Santiago perchè finalmente cominciava a vivere il sogno di una vita;la sosta a San Nicolàs con il calore incredibile e il senso di comunione che riescono a trasmetterti sommessamente i tre hospitaleros (ma dove lo trovi un altro hospitalero come Bruno che si porta la barbera da casa per i pellegrini?); e poi un altro incredibile albergue a Ruteilan, poco prima del Cebreiro: il Pequeño Potala, un'esperienza indimenticabile, due hospitaleros votati all'accoglienza in modo totale, la cena comunitaria tutti insieme all'unico tavolone e poi, al mattino, un'autentica magia: verso le 6 si diffonde nei corridoi un aroma di caffè e di pane abbrustolito e subito dopo veniamo svegliati tutti sulle note dell'Ave Maria di Schubert e ci aspetta una colazione semplice ma carica di umanità e in un posto così non vorresti più andare via.
Alla messa del pellegrino di mezzogiorno sono andato ad un pelo dal piangere perchè ho ritrovato quel senso di appartenenza alla grande idea di fondo del Cammino, e al faro di Finisterre qualcosa di ingombrante, troppo ingombrante per me, se n'è andato per sempre e davanti a quella immensità ho sentito che finalmente dopo 5 anni dal primo Cammino si era chiusa una pagina importante della mia vita. Questo è stato il mio ultimo Cammino.
Torniamo al tema iniziale. Anch'io concordo nel dire che il Cammino è lo specchio dei nostri tempi. Ormai tutti conoscono qualcuno che lo ha fatto, i media ne parlano sempre di più ed è naturale che alla fine la curiosità faccia venire la voglia di mettersi in viaggio. Il guaio è che quando si parla genericamente di questa cosa ci si riferisce sempre al Cammino Francese e i risultati devastanti sono sotto gli occhi di tutti.
Io non amo la tecnologia sul Cammino e quando tiro fuori il mio cellulare che fa solo telefonate e messaggini ancora un po' e mi fotografano come souvenir; li vedo anch'io i pellegrini che cercano subito il collegamento wi-fi, mi fanno un po' ridere ma sono cavoli loro. Certo è che ne va a discapito il piacere di scambiarsi due parole, magari di andarsi a bere qualcosa insieme.
Il grande cambiamento, rispetto al passato, è dato dall'incredibile numero di pellegrini che viaggiano con un marsupio e fanno portare lo zaino all'albergue successivo. Jacotrans, se va avanti così, verrà quotata in borsa; paghi 7 o 8 euro e ti togli il pensiero, probabilmente riduci la possibilità di vesciche e traumi alle ginocchia e vai che è una meraviglia. Cosa volete che vi dica? Io non lo farei ma se lo fanno gli altri a me non ne viene alcun danno.
Poi ci sono quelli che dormono solo negli hostal a colpi di30 euro per notte e questi sì che mi fanno rabbia perchè non assimileranno mai nulla di quello che è l'autentico spirito pellegrino, nulla del del senso di comunità e di appartenenza all'idea del Cammino. Poveracci.
Per finire, e l'ho tenuto volutamente come ultimo argomento, c'è il grandissimo problema del sovraffollamento.
E viene fuori fin dall'inizio: a Roncisvalle, riempiti il nuovo e il vecchio albergue municipale, ti fanno dormire nei container. Subito il giorno dopo, a Zubiri, chi arriva dopo le 3 è già fregato, completo il municipale, completi i due albergues privati ti tocca arrivare a Larrasoaña e molti, distrutti dalla fatica, si fanno portare in taxi.
Ecco, questo è l'inizio del Cammino, magari di una cosa coltivata per anni, e come inizio mi sembra proprio brutto.Personalmente, ho fatto come Zot, ho sempre prenotato negli albergues pivati ed ho camminato ogni giorno senza lo stress da posto letto. All'inizio mi sentivo un po' in colpa poi mi sono guardato intorno ed ho scoperto che ormai lo fanno in tantissimi ed allora non ci ho più pensato. Persino dei pellegrini che più o meno velatamente non mi approvavano mi hanno chiesto di farlo anche per loro, a Santa Catalina de Somoza e a el Acebo, e ne sono stati ben contenti (tra l'altro erano due giornate di pioggia e nevischio).
Poi, incredibilmente, vengono fuori i paradossi. A Palas del Rei c'è un albergue nuovo di zecca, il San Marcos
Quest'ultimo era pieno come un uovo, dove ero io, da Benito con una capienza di 67 posti eravamo in 15. Tra l'altro, al poveo Benito un'allegra comitiva di 31 studenti milanesi prima ha prenotato poi non si sono neppure presentati.
Ecco, se si arriva a portare le scolaresche sul Cammino, mi sa che siamo all'inizio della fine.
Considerazione finale: a noi vecchi pellegrini brontoloni il Cammino (parlo sempre del Francese) comincia a non piacere più ma io lo consiglierò sempre a chi non lo ha mai fatto, perchè so che lo vivrà con la stessa emozione che ho provato io la prima volta e non mi sembra giusto smontare il giocattolo ancor prima che venga usato.
Hasta luego.
P.S.: Edo, a proposito. Ho fatto anch'io un esperimento come il tuo. Mi sono piazzato davanti al Cruceiro de Lameiros, quello poco prima di Ligonde, e ho osservato le reazioni. La maggior parte dei peregrinos, spagnoli compresi, non si girava neppure a guardarlo, completamente ignari della bellezza di quel posto. Un gruppo di quelli casinisti si è fatto fare la foto di gruppo ma senza degnarsi di capire o semplicemente di guardare sotto cosa si facevano fotografare. Alla fine, non ho resistito e ad uno spagnolo che continuava a fare foto con uno smartphone gli ho detto che quello era il Cruceiro più bello del Cammino. Mi ha guardato, mi ha detto "Ah" e poi si è incavolato perchè le foto con lo smartphone venivano male..........