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Quanto il cammino é cambiato

  • Creatore Discussione Creatore Discussione Edo
  • Data di inizio Data di inizio
Ciao
hai ben evidenziato un vero serio problema :la connessione perenne (che fa sorridere sul cammino di Santiago ma diventa talvolta drammatica nella vita di tutti i giorni).
Ultreya
amb
 
In tempi non sospetti, parlo del Medioevo, era il Cammino a dettare le regole. Oggi, invece, ciascun pellegrino piega ed adatta il Cammino alle sue esigenze e al suo stile di vita. Si sono imposte nuove motivazioni e lo spirito del pellegrinaggio ha assunto mille sfaccettature diverse.
Questa è l'evoluzione, che piaccia o no: perché allora stupirsene. Siamo di fronte alla tanto decantata diversità, negli atteggiamenti, nei bisogni, negli obiettivi.
Si dice che un tempo si andava a Santiago per salvare l'anima, oggi per ritrovarla. L'anima o qualcosa di simile. Penso che per qualcuno un Cammino non possa bastare, ma forse nemmeno dieci. In fondo non è tra i suoi obiettivi ritrovare se stesso, gli basta solo appuntare una medaglia al petto per potersi vantare di pochi giorni di trascurabile fatica.

Franco
 
Re: R: Quanto il cammino é cambiato

Franvi ha scritto:
In tempi non sospetti, parlo del Medioevo, era il Cammino a dettare le regole. Oggi, invece, ciascun pellegrino piega ed adatta il Cammino alle sue esigenze e al suo stile di vita. Si sono imposte nuove motivazioni e lo spirito del pellegrinaggio ha assunto mille sfaccettature diverse.
Questa è l'evoluzione, che piaccia o no: perché allora stupirsene. Siamo di fronte alla tanto decantata diversità, negli atteggiamenti, nei bisogni, negli obiettivi.
Si dice che un tempo si andava a Santiago per salvare l'anima, oggi per ritrovarla. L'anima o qualcosa di simile. Penso che per qualcuno un Cammino non possa bastare, ma forse nemmeno dieci. In fondo non è tra i suoi obiettivi ritrovare se stesso, gli basta solo appuntare una medaglia al petto per potersi vantare di pochi giorni di trascurabile fatica.

Franco

Concordo.
Mi sembra anche che un cammino troppo facile abbia perso il poter di fungere da archetipo di iniziazione.
Come hanno scritto altri è un bene che vi siano altri cammini possibilu.
Saluto

Inviato dal mio GT-N7100 usando Tapatalk 4
 
Vorrei rilanciare un attimo questo argomento ... sempre senza vena di polemica ma con una rilfessione

Una cosa che ho provato nell'ultimo cammino...

Un certo non so che di ignoranza (nel senso che ignoravano) in chi camminava ...non sapevano quello che stava dietro a quello che vedevano o fotografavano. Ho fatto anche una sorta di piccolissima indagine: Fuori della chiesetta di Furelos son stato quasi un'ora e a tutti quelli che passavano chiedevo se sapevano cosa quella chiesetta custodiva all'interno.
Ebbene il risultato è stato che più dell'80 % delle persone a cui ho fatto la domanda mi hanno risposto: NO NEIN NON NU NOT ...

Ma tanti che ora percorrono il cammino sanno almeno chi era quel Giacomo che vanno ad abbracciare ?

Edo
 
Secondo me purtroppo il cammino è diventato una moda e tanti si buttano a farlo solo perché adesso è "in"... senza nessun interesse ad approfondire veramente né avere motivazioni profonde, religiose o meno. Questo forse grazie al gran numero di libri e ai film usciti sull'argomento in questi ultimi anni.
Più o meno lo stesso fenomeno successo anni fa con certe razze canine (parlo di questo perché è un settore che conosco). Con i film la "carica dei 101" alé, tutti a volere un dalmata senza minimamente preoccuparsi di conoscere prima carattere, caratteristiche e esigenze... idem con patate per gli husky qualche anno prima (diventati di moda non so per cosa), e i labrador cani della cartaigienica... con l'aggravante che nel caso dei cani, chi era a farne le spese erano poi i poveri cuccioli...
Comunque secondo me il meccanismo è più o meno lo stesso: vedo il film, lo spot, leggo il libro e TAC! penso "ah! lo voglio anche io", senza riflettere né pensare più di tanto.
Mah.
My two cents
Irma
 
io non penso sia questione solo di non sapere.

nel 2007 io sono arrivata a san nicolas.
mattina di sole.
c'è questa chiesa in mezzo al nulla.
gli amici tedeschi con cui cammino si vogliono fermare.
mi fermo anch'io.
entro.
e toh.
parlano italiano.
io il cammino l'avevo sognato per anni.
seguivo il vecchio forum.
ero sul cammino da giorni.
ma mica lo sapevo, che c'era un albergue gestito da italiani.
o se lo sapevo [a distanza di anni la memoria fa cilecca... ;-) ], mica lo sapevo che lì c'era un rifugio gestito dalla confraternita.
era stata una sorpresa.

non lo sapevo ai tempi, cosa c'è nella chiesa di furelos.
e non lo so neanche oggi.
anche se da come hai messo il post, lo immaginavo, ho contrallato su google e ci ho beccato....;)

non per questo mi sono sentita e mi sento meno pellegrina.

quello che secondo me manca non è la conoscenza.
ma è la voglia di scoprire.
di imparare.
di vedere il mondo.
il diverso da sè.
dal conosciuto.

io penso che ci sia troppo ego-centrismo.
nel senso che io basto a me stesso.
e troppa maleducazione.
che però, di nuovo, dipende dal pensare solo a sè stessi.
e gli altri e l'altro valgono solo se mediati da schermi, libri delle facce, you-tubi.

così.
my two cents.

cri
 
Ciao
per molti il cammino non ha valenza religiosa alcuna,questo ,comunque,non giustifica l'ignorare la sua importanza, e non apprezzare le cose belle che offre.Vuol dire rinunciare ad arricchirsi dentro.Quel crocifisso non ha molti uguali neanche in Italia,mi pare.
Ultreya
amb
 
Una volta si chiamava pellegrinsggio...
Oggi si chiama cammino...
Son cambiati i tempi.
Detto questo osservo leggendo i forum che il pellegrinaggio cammino può fare un gran bene anche a chi va li senza intenti sacri religiosi, ma con un minimo sindacale di apertura del'cuore'.
Certo che se al posto di sharm o che so io scegli il cammino perche costa poco.... forse c'e' anche poco da fare.

Inviato dal mio GT-N7100 usando Tapatalk 4
 
Sono tornato dal Cammino Francese tre giorni fa e allora mi inserisco anch'io in questa discussione finchè i ricordi sono freschi.
Il primo tratto, fino a Burgos, l'ho fatto nel 2009; nel 2011 l'ho ripreso fino a Santiago ed ora l'ho rifatto tutto inte-gralmente.
Dire che è cambiato tutto o quasi è fin troppo facile. Ma il primo cambiamento è stato dentro di me: non ho più provato le emozioni della prima volta, ho perso quella sorta di verginità dell'anima nei confronti del Cammino, conoscevo già tutto e questa volta la soddisfazione l'ho trovata nel riuscire finalmente a realizzare il percorso completo, dopo le sofferenze fisiche patite negli altri due mezzi Cammini precedenti. Di emozioni, poche e diverse, tuttavia ne ho trovate anche questa volta: il giovane cuneese che si mette a piangere a Roncisvalle sotto il cartello che indica che mancano 790 km a Santiago perchè finalmente cominciava a vivere il sogno di una vita;la sosta a San Nicolàs con il calore incredibile e il senso di comunione che riescono a trasmetterti sommessamente i tre hospitaleros (ma dove lo trovi un altro hospitalero come Bruno che si porta la barbera da casa per i pellegrini?); e poi un altro incredibile albergue a Ruteilan, poco prima del Cebreiro: il Pequeño Potala, un'esperienza indimenticabile, due hospitaleros votati all'accoglienza in modo totale, la cena comunitaria tutti insieme all'unico tavolone e poi, al mattino, un'autentica magia: verso le 6 si diffonde nei corridoi un aroma di caffè e di pane abbrustolito e subito dopo veniamo svegliati tutti sulle note dell'Ave Maria di Schubert e ci aspetta una colazione semplice ma carica di umanità e in un posto così non vorresti più andare via.
Alla messa del pellegrino di mezzogiorno sono andato ad un pelo dal piangere perchè ho ritrovato quel senso di appartenenza alla grande idea di fondo del Cammino, e al faro di Finisterre qualcosa di ingombrante, troppo ingombrante per me, se n'è andato per sempre e davanti a quella immensità ho sentito che finalmente dopo 5 anni dal primo Cammino si era chiusa una pagina importante della mia vita. Questo è stato il mio ultimo Cammino.

Torniamo al tema iniziale. Anch'io concordo nel dire che il Cammino è lo specchio dei nostri tempi. Ormai tutti conoscono qualcuno che lo ha fatto, i media ne parlano sempre di più ed è naturale che alla fine la curiosità faccia venire la voglia di mettersi in viaggio. Il guaio è che quando si parla genericamente di questa cosa ci si riferisce sempre al Cammino Francese e i risultati devastanti sono sotto gli occhi di tutti.
Io non amo la tecnologia sul Cammino e quando tiro fuori il mio cellulare che fa solo telefonate e messaggini ancora un po' e mi fotografano come souvenir; li vedo anch'io i pellegrini che cercano subito il collegamento wi-fi, mi fanno un po' ridere ma sono cavoli loro. Certo è che ne va a discapito il piacere di scambiarsi due parole, magari di andarsi a bere qualcosa insieme.
Il grande cambiamento, rispetto al passato, è dato dall'incredibile numero di pellegrini che viaggiano con un marsupio e fanno portare lo zaino all'albergue successivo. Jacotrans, se va avanti così, verrà quotata in borsa; paghi 7 o 8 euro e ti togli il pensiero, probabilmente riduci la possibilità di vesciche e traumi alle ginocchia e vai che è una meraviglia. Cosa volete che vi dica? Io non lo farei ma se lo fanno gli altri a me non ne viene alcun danno.
Poi ci sono quelli che dormono solo negli hostal a colpi di30 euro per notte e questi sì che mi fanno rabbia perchè non assimileranno mai nulla di quello che è l'autentico spirito pellegrino, nulla del del senso di comunità e di appartenenza all'idea del Cammino. Poveracci.
Per finire, e l'ho tenuto volutamente come ultimo argomento, c'è il grandissimo problema del sovraffollamento.
E viene fuori fin dall'inizio: a Roncisvalle, riempiti il nuovo e il vecchio albergue municipale, ti fanno dormire nei container. Subito il giorno dopo, a Zubiri, chi arriva dopo le 3 è già fregato, completo il municipale, completi i due albergues privati ti tocca arrivare a Larrasoaña e molti, distrutti dalla fatica, si fanno portare in taxi.
Ecco, questo è l'inizio del Cammino, magari di una cosa coltivata per anni, e come inizio mi sembra proprio brutto.Personalmente, ho fatto come Zot, ho sempre prenotato negli albergues pivati ed ho camminato ogni giorno senza lo stress da posto letto. All'inizio mi sentivo un po' in colpa poi mi sono guardato intorno ed ho scoperto che ormai lo fanno in tantissimi ed allora non ci ho più pensato. Persino dei pellegrini che più o meno velatamente non mi approvavano mi hanno chiesto di farlo anche per loro, a Santa Catalina de Somoza e a el Acebo, e ne sono stati ben contenti (tra l'altro erano due giornate di pioggia e nevischio).

Poi, incredibilmente, vengono fuori i paradossi. A Palas del Rei c'è un albergue nuovo di zecca, il San Marcos
Quest'ultimo era pieno come un uovo, dove ero io, da Benito con una capienza di 67 posti eravamo in 15. Tra l'altro, al poveo Benito un'allegra comitiva di 31 studenti milanesi prima ha prenotato poi non si sono neppure presentati.
Ecco, se si arriva a portare le scolaresche sul Cammino, mi sa che siamo all'inizio della fine.
Considerazione finale: a noi vecchi pellegrini brontoloni il Cammino (parlo sempre del Francese) comincia a non piacere più ma io lo consiglierò sempre a chi non lo ha mai fatto, perchè so che lo vivrà con la stessa emozione che ho provato io la prima volta e non mi sembra giusto smontare il giocattolo ancor prima che venga usato.
Hasta luego.

P.S.: Edo, a proposito. Ho fatto anch'io un esperimento come il tuo. Mi sono piazzato davanti al Cruceiro de Lameiros, quello poco prima di Ligonde, e ho osservato le reazioni. La maggior parte dei peregrinos, spagnoli compresi, non si girava neppure a guardarlo, completamente ignari della bellezza di quel posto. Un gruppo di quelli casinisti si è fatto fare la foto di gruppo ma senza degnarsi di capire o semplicemente di guardare sotto cosa si facevano fotografare. Alla fine, non ho resistito e ad uno spagnolo che continuava a fare foto con uno smartphone gli ho detto che quello era il Cruceiro più bello del Cammino. Mi ha guardato, mi ha detto "Ah" e poi si è incavolato perchè le foto con lo smartphone venivano male..........
 
Ciao Paolo, grazie delle tue parole fresche di cammino. Credo anch'io che il cammino francese mantenga sempre un suo fascino in particolare agli occhi di chi lo percorre la prima volta. Anche per me nel 2007 non era stato facile ma forse ero io arrivato con troppe attese ed è stata una bella lezione di umiltà. Poi spesso le persone, una volta concluso, prendono due strade chi appende le sue scarpe al chiodo soddisfatto del successo da poter raccontare agli amici e chi scopre, che una volta lasciato il cammino alle spalle, il cammino non ha lasciato te e ti rimane dentro al punto dal sapere che non è che l'inizio. Altri cammini aspettano di essere accarezzati dai nostri pensieri e poi dalle nostre suole.
Magari passano anni prima di poter rimettersi in cammino fisicamente ma il pellegrino che è in questo gruppo di persone è per sempre in cammino incontro a gli altri. Fortunatamente il nostro desiderio può scegliere tra molti cammini. Finalmente quest'anno riparto ho atteso a lungo che un cammino tra i tanti mi emergesse nei sogni e nel cuore e tra poco sogni, pensieri, cuore, passi, gioia, sorrisi e fatica saranno lungo la francigena. Da quello che scrivi non mi sembri far parte del primo gruppo di pellegrini. ;-)
:angel pilgrim
 
Concordo pienamente con Paolo ed ugualmente trovo calzante il paragone che ha citato Irmavet a proposito dei cani.
E' cambiata la societa', si tende ad imbrancarsi per moda, si vuole "tutto e subito" e si "smarca" la casellina "Camino di Santiago", perche' si e' visto il film "The Way". Poi si partira' per Ibiza.

Mi viene in mente un ciclista che sulla discesa prima di San Juan de Ortega,gridava ripetutamente: "Buen Camino....Buen Camino...Buen Camino..." mi giro e lo vedo scendere guidando la bici con una mano, mentre nell'altra teneva una specie di canna da pesca ipertecnologica con una telecamera ed un microfono fissate in cima. Spostava da destra a sinistra la sua pertica spaziale mentre tutti gli facevamo spazio e prima ancora di girarsi ripetevamo di riflesso: "Buen Camino".
Stava semplicemente filmando la scena nella quale una ventina di pellegrini scemi gli mandavano un augurio che a lui serviva solo per fare il filmino. Ci sono cascato anche io e mi sto sulle balle solo per questo.
Anche il piu' semplice augurio del pellegrino,è diventato materiale da postare su "iutub".
Chi vedra' il suo triste reportage,non potra' che farsi un'idea sbagliata e se partira', lo fara' con questa idea in testa.
E' cosi' che si forma la nuova "cultura" del Viaggio a piedi piu' bello del mondo.

Fly

Ma e' inutile indignarsi...ormai e' così e non si potra' piu' tornare indietro.
 
Io cammino francese a pezzi o intero nel 2005-6-7-8-9.....e ho gia visto una gran differenza.

Ho poi cambiato cammino e mi fa sempre meno voglia di arrivarci anche da altri cammini, e quest'anno ho quasi rivissuto nel cammino primitivo (seconda volta) un po di quei discorsi del "forse domani non c'è posto"....ma poi schivate le persone che volevo schivare tutto è andato per il meglio (faccio presente che al posto di 15 tappe l'ho fatto in 12), non correndo ma semplicemente facendo il cammino come io volevo....e cioè "parto quando parto e arrivo quando arrivo", per cui per me sarebbe impossibile fare le corse per arrivare presto...e poi? Per vedere tutti a letto che dormono o smanettano al cell?? Noooo grazie...continuerò a fare i miei cammini solitari e il cammino francese (e vi dirò che quando l'ho fatto è sempre stato supermagico) lo lascio a chi vuole le comodità...il wifi....i letti che non siano a castello...una spina per caricare il telefono a ogni letto and so on.....

Mi mancano quelle capriole fatte nei prati di Puente la Reina...Arzua...Ledigos...Villar de mazarife....o quei circoli di 20 persone a parlare di discorsi a volte pure impegnati, in lingue che riesci a parlare dopo un po di birra bevuta...e voi direte...sei nostalgica....embè si lo sono...come lo sono di giocare fuori fino alle 9 di sera da bambina e tornare a casa solo dopo che mia madre mi chiamava almeno 5 volte......
 
Caro Camino Francés virgola

ci siamo ri-visti da poco, tu ed io, e tu sei stato quest'anno il mio quindicesimo cammino.
Già l'anno scorso tra te e me c'erano state delle incomprensioni, dovute forse al fatto che,essendo partita da tanto lontano, ero fisicamente stanca. Chissà.

Però, siccome io non riuscivo più a sentirti e tra noi c'è sempre stata sincerità, ho preferito non mentirti e ti ho saltato per un pezzo prima di tornare a casa.

Avevo perciò pensato di starti lontana per un po', almeno fino a quando non avessi sentito di nuovo il tuo richiamo, e invece....vedi com'è la vita..è bastato conoscere Pietro e istintivamente rispondere ad un suo appello.

Mio amatissimo Camino Francés, ricordi come ero temeraria e scriteriata la prima volta? Mi sono buttata sui tuoi sentieri con allegra incoscienza , con uno zaino sbagliato e pesantissimo e con scarpe assolutamente inadatte, mi sono massacrata piedi, gambe e spalle, mi sono beccata infezioni, mi è venuta la febbre ma....quanto ero felice!!!

Nonostante i guai fisici, tu mi hai dato talmente tanto che da allora non ti ho più lasciato, se non per percorrere altri cammini che mi portassero su quella piazza col naso in su.

E ogni volta eri una conquista.
Una scoperta.
Una rivelazione.

Ora.
Ora ti ho consciuto davvero nei tuoi recessi più profondi, nei tuoi angoli fuori mano e perlopiù ignorati dai pellegrini frettolosi, negli anonimi quartieri delle tue città, nelle strade dimenticate e trascurate perché prive di frecce gialle, nelle piccole tiendas dove tra un barattolo di atún e un pacco di galletas ci sono le ragnatele perché nessun pellegrino ci va, conosco tutti i tuoi bar e tutti i loro aseos, non mi è scappata una sola farmacia dei tuoi 790km, ho scoperto albergues, nei quali tu accogli i pellegrini che hai chiamato a te, che neanche sapevo esistessero, so bene dove portino le strade che si allontanano dal tuo percorso, e saprei trovare fuentes per riempire borracce ad occhi chiusi.

Posso dire che non hai più misteri per me?

Allora aspetterò.
Di sentire ancora la tua voce nel vento di altri Cammini.
Solo allora tornerò, affinché tu mi possa svelare altri segreti che, sono certa, hai ancora in serbo per me.


freespirit




p.s. caro Cammino, quest'ultima volta ho visto coreani parlare con il proprio polso e fare foto nello stesso modo (mi hanno detto trattasi di nanofone o smartwatch) .. non è che quando ci rivedremo troverò tanti pellegrini contagiati da questa spiacevole sindrome?
 
Re: R: Quanto il cammino é cambiato

Secondo me non si può avere nostalgia di un luogo, fosse pure il Cammino. Si ha nostalgia di se stessi,di come si è riusciti a vivere una data situazione e quanto quella situazione ci abbia attuato ad evolvere.

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Ho letto le vostre riflessioni e ringrazio di essere stato sul cammino molto tempo fa e di averlo desiderato quando era cosa rara.
Detto questo può ben essere che quando qualcosa cresce troppo, poi un giorno imprecisato cade bruscamente....... ms non finisce...... come in borsa.

Inviato dal mio GT-N7100 usando Tapatalk 4
 
Bello l'articolo citato da Ermetismo e assolutamente vero.
Per quanto riguarda l'affollamento...io devo ancora farlo il Cammino, parto in settembre, bhè...non è proprio bellissimo sentire, anzi, leggere quello che scrivete: mi sento dire vai, parti, vivrai un' esperienza che ti cambierà.
Mi sento consigliare praticamente da tutti il Francese come primo cammino. Poi leggo questo tread e scusatemi, ma mi crea un attimino di confusione, allora che faccio? Vado? Non vado? Ormai vado, ho già programmato le ferie, ho già i biglietti in tasca, ma con che animo vado? Settembre per me era il realizzarsi di un sogno lungo una vita, il rispondere ad una chiamata, il mettere un punto fermo nella mia vita...adesso non lo so più cos'è, ho un sacco di dubbi, pensieri che affollano la mente.
Una cosa non capisco: prima il cammino era quasi una cosa di elite (passatemi il termine), non erano tantissime le persone che lo facevano. Ora quelle stesse persone che ho sempre sentito dire che è un'esperienza che tutti dovrebbero fare nella vita...si lamentano che tutti (molti cmq) la facciano...boh...

Scusate questo mio piccolo sfogo, non voglio essere polemico...sono solo un pò confuso.

P.S. Comunque il 18 settembre lo muoverò lostesso il mio primo passo da St. Jean...
 
Caro thegjn, non lasciarti influenzare da un branco di "vecchi brontoloni" (come più che giustamente mi ha chiamato Fly). Qualunque cosa ci sia ci piace brontolare: se c'è il sole perché fa caldo, se piove perché c'è fango, se non c'è nessuno perché non hai con chi compartir una birra, se c'è tanta gente perché non trovi un posto al bar per goderti una birra da solo.
Questa è la nostra 'scorza' quando siamo a casa. Ma basta uno zaino sulle spalle e staccare un piede da terra per posarlo un po' più avanti che ci va bene tutto, che siamo allegri e felici qualsiasi cosa succeda.

Parti tranquillo. E goditi ogni passo.

¡Buen Camino, hermano peregrino!

:ciao: :ciao:
 

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