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Sanabres

  • Creatore Discussione Creatore Discussione liam
  • Data di inizio Data di inizio
Ehi,che "bella penna",Liam! Grazie per i tuoi racconti...leggendoti mi pareva di essere tornato indietro di qualche mese... ;) Fly
 
27/08 Monbuey - Puebla de Sanabria
Non è solo fresco, è proprio freddo.
Pile e maglia di cotone con le maniche lunghe.
Uso anche il mio inseparabile Buff, che diverte molto Martin, io intanto ho le orecchie al caldo.
Stradine, muretti a secco, ogni tanto qualche paesino. Grazie alla temperatura vado come un treno.
All'ingresso di un paesino una miriade di rondini: sui fili della luce, sul muro in pietra di una casa, sotto il tetto.
Non ne vedevo così tante da... tanto.
Mi fermo tentando di fotografarle e il mio buonumore sale.
Non ci sono bar in vista e allora mi fermo su una panca in pietra vicino a una casa per la mia colazione autogestita.
La parola colazione attira Martin e Rafael che appaiono poco dopo.
Siamo alle prese con biscotti sbriciolati e pane non freschissimo, quando esce una signora dalla casa.
Ci guarda e ci dice di non andare via, di aspettare solo 5 minuti.
Non capiamo il motivo, ma aspettiamo.
Dopo 5 minuti esce con un vassoio con 3 tazze di "cafe con leche" e 3 merendine.
Non sappiamo che dire, rimaniamo tutti e 3 a bocca aperta.
Fortunatamente ci riprendiamo e ringraziamo.
La signora della casa di fronte esce con un sacchetto con delle pere: "para el camino".
Martin cerca di lasciare 5 euro, ma quasi si offendono, lo fanno col corazon.
Memorizzo il nome dl paesino (Entrepeñas) e faccio una foto alla chiesa e alla panca.
Vorrei spedire la foto per ringraziare. Non so il nome delle signore, ma il paese è talmente piccolo che penso sia sufficiente mandarla alla chiesa.
Ripartiamo, con la sensazione che il cammino sia un mondo a parte.
Faccio un tratto con Martin e Rafael e scopro che Rafael ha un nonno spagnolo, da cui ha ereditato il nome, per questo parla un po' di spagnolo.
E' tempo di raccolta delle patate, ancora utilizzando zappa e mani. Passiamo e ci scambiamo un po' di "Bueno Dias".
Un tratto in mezzo a alberi e ginestre (almeno credo, non sono tanto esperta e in questa stagione non sono fiorite, però mi sembrano ginestre).
Si sale su un cucuzzolo con l'erica, con una buona vista tutto intorno.
Io, come al solito, devo andare fino al punto più alto per verificare cosa si vede.
Purtroppo ricompare anche l'autostrada, anche se un po' più "discreta" rispetto a ieri.
Scendendo verso Puebla de Sanabria vengo raggiunta da Adheen, che avevamo perso ieri.
Raggiungiamo a nostra volta Martin e Rafael, così entriamo insieme in città.
Ci facciamo tutte le scale per arrivare su e scopriamo che abbiamo superato l'unico albergue.
Era in basso, lungo la strada che abbiamo fatto, ma nessuno l'ha notato (eppure ha una insegna bella grande).
Da questa rapida occhiata, la città sembra molto bella, rifarò presto le scale per girarla un po'.
Riscendiamo.
L'Albergue, in confronto a quello di ieri, è davvero una meraviglia.
La signora che lo gestisce è divertentissima (e un po' sbadata...), il nostro arrivo è quasi una comica, con vari conteggi di persone, letti, zaini e scarponi.
Come spesso è capitato in questi giorni, sono l'unica femminuccia e ho a disposizione un bagno lussuosissimo tutto per me.
I maschietti hanno le docce nel cortile e li prendo un po' in giro.
Vado a farmi un giro per la città, davvero bella.
Ci sono anche tanti fiori, fotografo un po' di case e balconi fioriti e un gatto, so che saranno le foto preferite da mia mamma.

...continua...
 
flyover ha scritto:
Ehi,che "bella penna",Liam! Grazie per i tuoi racconti...leggendoti mi pareva di essere tornato indietro di qualche mese... ;) Fly
Grazie a te!
Io ho sempre la sensazione che non si capisca niente né di quello che scrivo né di quello che dico...
La mia frase ricorrente è: "Non è chiaro eh? Va bene, ricomincio." :?

Mi sto divertendo a recuperare dai miei fogli e a scrivere, è un modo per immergersi di nuovo un po' nel cammino. ;)
:Ciao:
lia
 
concordo.
E' come farlo due volte.
E per noi che abbiamo difficoltà ad esprimerci è una doppia fatica. :oops:
Ma quanto è bello rimembrare il clima di quei giorni... e scriverne serve a vincere l'incredulità per quanto si ha vissuto.
Ermanno
 
28/08 Puebla de Sanabria - Lubian
Anche stamattina è freddo.
Prima parte su carretera, con il buio non mi piace tanto, per fortuna non passano macchine.
Via dalla carretera e lungo il fiume, non è ancora completamente giorno e c'è un po' di nebbiolina, questo mi piace.
Appena prima di un paesino c'è una chiesa.
C'è la scaletta per raggiungere le campane che mi invita a salire, non posso rifiutare.
Si entra nel bosco.
Faccio una piccola deviazione per raggiungere una radura al sole e mangiare qualche biscotto.
Mi passa davanti un cerbiatto (o qualcosa che assomiglia a un cerbiatto...).
Poi mi viene il dubbio, ma l'avrò visto davvero? Insomma, sì che l'ho visto, mi è passato davanti! Chissà perché mi vengono questi dubbi?
Riparto e dopo il probabile-cerbiatto incontro alcune belle mucche marroni.
La sera sento dire da qulcuno che aveva avuto un po' paura a passare in mezzo ai tori. Mah, a me sembravano mucche e anche molto tranquille.
Sono a Requeja, bel paesino e c'è già aria di montagna.
C'è un bar mi fermo per il mio Colacao mattutino e incontro Stano e Zuzanne, 2 ragazzi slovacchi, vanno anche loro a Lubian.
Dopo Requeja c'è una bella salita nel bosco fino a un alto.
Sarà per i castagni, per il tipo di sentiero, per l'aria, gli odori, ma mi vengono in mente le mie estati in Val Pellice da piccola. Riesco anche a ricordarmi i nomi di tutti e 7 i bambini che stavano nella casa della curva, in ordine di età. Sono sicuramente più di 35 anni che non ripeto questi nomi in fila.
Scendendo verso Lubian un vecchietto mi saluta e mi dice: "Italiana!". Come lo ha capito? Lo guardo un po' stupita e mi dice che lo sa perché ha fatto "tres palos". Almeno questo è quello che capisco, ma avrà detto di sicuro qualche altra cosa.
Faccio ancora una pausa perché c'è un ponticello con ruscello dove non posso non mettere i piedi a bagno.
Lubian: non so perché, ma l'albergue mi piace subito, appena lo vedo (forse per l'albero di susine che c'è di fianco? Non sono proprio "ramasin", ma il gusto gli assomigliano abbastanza).
Martin e Rafael sono già lì e mi danno un bastone.
Hanno incontrato un vecchietto che li faceva e li regalava a chi passava, ne aveva 3 e così ne hanno preso uno anche per "l'italiana".
Ecco spiegato il mistero del vecchietto che sapeva che ero italiana e dei "tres palos".
Adesso ho anche un bastone!
Fuori dall'albergue c'è un gatto di una magrezza impressionante, sembra un levriero, gambe lunghe e senza pancia.
Gli do una scatoletta di tonno, la pulisce completamente in mezzo secondo, provo a dargli anche un po' di pane, divora anche quello.
Dopo cena faccio vedere a Martin la foto della campana fatta la mattina sulla chiesa.
Mi fa vedere anche lui la foto di una campana, l'ha appena fatta, sul campanile di Lubian. La porta per salire sul campanile è aperta.
Non posso lasciarmi sfuggire questa occasione e ci salgo anch'io.
Ho trovato 2 persone con un grado di pazzia simile al mio.

29/08 Lubian - A Gudina
Fa un po' meno freddo o forse mi sto abituando.
Parto con il mio nuovo bastone, tra le molte fontane di Lubian.
Primo tratto in discesa fino al Santuario de la Tuiza (ovviamente chiuso).
Poi una bella salita, vado su tranquilla con passo regolare e arrivo all'alto senza problemi.
C'è una bella vista.
Le tante pale eoliche non mi sembra disturbino il paesaggio, un po' di più i tralicci dell'alta tensione.
Entro in Galizia.
Faccio un pezzo di discesa con Stano e Zuzanne, che continuano a chiedermi come si chiamano le cose in spagnolo. Si stupiscono quando per alcune rispondo che non lo so. Chiarisco l'equivoco: pensano che sia spagnola.
Attraverso paesini con trattori e mucche, pascoli e boschi.
Poi un tratto con erica, ginestra (almeno credo) e bel panorama intorno.
Appena fuori A Gudina c'è un impianto di pannelli solari e li vedo muovere, sia come inclinazione che come direzione, per seguire il sole.
Questa mattina avevo un bastone, adesso è appoggiato a una fontana dove mi sono fermata per togliere un po' di sassolini dalle scarpe.
Mi spiace, mi sono accorta di averlo dimenticato quando ormai ero troppo avanti.
Lo dico a Rafael e lui mi dice che il suo è addirittura rimasto all'albergue, si è proprio dimenticato di prenderlo.
Ma poi arriva Enric, con un bastone in mano, l'ha trovato vicino al letto a Lubian e l'ha preso, se qualcuno l'ha dimenticato glielo restituisce.
Così Rafael ha di nuovo il suo bastone.

...continua...
 
Ciao Liam, che bello sentire parlare del sanabres!

Buon cammino

P.S. A casa Lux, anch'io ero l'unica femminuccia e ho avuto disposizione quella stanza da bagno meravigliosa!!
 
30/08 A Gudina - Laza
Partenza una arietta fresca cha fa camminare spediti.
Primo pezzo in leggera salita, poi un lungo tratto veramente bello.
Sempre in alto, sempre con vista aperta su valli laterali, su montagne, su laghetti blu dalle strane forme.
Il cielo azzurro aiuta.
Faccio qualche piccola deviazione qua e là per salire un po' più in alto e vedere il panorama.
Ogni tanto qualche gruppo di case.
Faccio colazione con Martin e Rafael su un pietrone in mezzo all'erica con vista su un laghetto in fondo alla valle.
Ecco un altro momento in cui vorrei rimanere qui, non ho voglia di ritornare al "mondo normale", di cui ancora non capisco mica tanto bene i meccanismi, qui mi sembra tutto più semplice.
Ma non si può. L'unica cosa da fare è assorbire il più possibile da questo momento, da questi giorni e cercare di "usarlo" quando serve.
E allora riparto.
Con qualche altra sosta per guardare il panorama, con qualche altra piccola deviazione per vedere "com'è la vista da lì".
Inizia la discesa verso Laza.
Non è male, però un po' più di alberi, la vista meno aperta... preferivo quando ero in alto.
Non incontro più nessuno fino a poco prima di Laza, quando raggiungo Martin e Rafael.
Il ragazzo della Proteccion Civil che ci dà le chiavi dell'albergue è davvero molto gentile, ci dà informazioni di tutti i tipi.
Appena stesa la roba ad asciugare arriva un temporale.
Dura una decina di minuti, non di più, e dopo viene fuori un bellissimo arcobaleno doppio.
Vado alla ricerca di una panetteria, non faccio in tempo a guardarmi intorno per decidere da che parte andare che una signora mi chiede cosa sto cercando: "panaderia".
Parola magica! Arrivano in tre a darmi indicazioni... ho la sensazione che non sarò mai in grado di arrivare a questa panaderia.
Arriva un signore, lancia un'occhiata di sufficienza alle 3 signore, mi prende per un braccio e mi porta ad un incrocio: dritto fino alla croce, poi vedi delle persone sedute, una è la panettiera.
Mah... forse posso fare a meno del pane... però poi dovrei ripassare davanti a quelle signore senza pane... no, mi tocca andare.
Arrivo alla croce e ci sono davvero delle persone sedute, chiedo della panaderia.
Una signora si alza e mi fa segno di seguirla, mi porta in un cortile e poi direttamente in un forno, con l'odore del lievito e tutte le ceste piene di pane.
"Quale vuoi?" E così ho il mio pane!
Ripasso davanti al signore e alle 3 signore mostrando il mio pane come un trofeo: ce l'ho fatta!
Dopo cena chiacchiero un po' con Stano e Zuzanne, che mi fanno una marea di domande sull'Italia.

31/08 Laza - Xunqueira de Ambía
Parto con Martin e Rafael.
Va bene, perché nel primo tratto, con il buio, le frecce non sono visibilissime e cercarle con 3 pile invece di una è più facile (e anche più divertente).
All'inizio della salita li lascio andare un po' avanti, così vado su con il mio passo.
Peccato che sia nuvoloso e ci sia anche un po' di foschia.
Arrivo ad Albergueria e non posso non entrare al "Rincon del Pelegrino".
Martin e Rafael sono appena arrivati.
2 Cafe con leche 1 Colacao e... pane olio e aceto per tutti e 3. Grande colazione!
Poi la conchiglia con su il nome, la foto di rito, 2 chiacchiere con il gestore.
Ce ne andiamo con una canzone di Iva Zanicchi messa in mio onore (avrei preferito i Dire Straits che c'erano quando siamo arrivati, ma ovviamente non glielo dico).
Un pezzo in piano. Probabilmente bel panorama, se non ci fosse questa foschia...
Tranquilla discesa a Vilar de Barrio.
Iniziano gli Horreos.
E arriva anche un lungo tratto diritto in piano, lo patisco un po'.
Ma fortunatamente c'è una nuova salita.
Un alto dove mi fermo un po' e cerco di identificare i paesi che si vedono, con scarsi risultati.
Discesa con i primi eucalipti (o forse non sono i primi in assoluto, ma sicuramente i primi che io identifico).
Nell'albergue ci sono 2 dormitori, Martin, Rafael e io ci mettiamo in uno, Stano, Zuzanne e alcuni ciclisti spagnoli sono nell'altro.
Arriva l'hospitalera e dice a noi 3 di spostarci nell'altro dormitorio, in modo da non occuparne 2, anche un po' scocciata.
Poi prende la mia credenziale, scopre che mi chiamo Lia come sua nonna che ha 101 anni.
Mi racconta che il nome Lia in Galizia è abbastanza comune e che si scrive senza accento sulla i, anche se in castigliano ci vorrebbe.
Alla fine ci dice di restare pure nel dormitorio dove ci eravamo messi.
Il mio nome è stato utile.

...continua...
 
Romantica ha scritto:
Ciao Liam, che bello sentire parlare del sanabres!

Buon cammino

P.S. A casa Lux, anch'io ero l'unica femminuccia e ho avuto disposizione quella stanza da bagno meravigliosa!!
Ciao,
quando sei stata sul Sanabres?

Sì, quel bagno era spettacolare :D
 
Sono stata a giugno 2011. Ricordo con piacere Casa Luz per l'accoglienza dell''hospitalero e la gentilezza di un gruppo di ciclisti spagnoli che mi hanno fatto sentire in famiglia . Mi hanno invitato alla loro tavolata e hanno condiviso con me la cena. Bellissimo, di notte, anche il Castello illuminato che si vede dall'albergue!!
.... se a tutto questo aggiungiamo anche la comodità di una stanza da bagno privata.....

Ciao Liam, un abbraccio e buen camino!!
Paola
 
01/09 Xunqueira de Ambía - Ourense
Tappa corta oggi, quindi sveglia alle 7.
Piove.
Metto il mio equipaggiamento da pioggia.
Dopo 10 minuti smette, tolgo di nuovo tutto.
Molta carretera, quasi tutta, solo qualche scorciatoia.
Mi fermo per l'ormai rituale colazione con Martin e Rafael.
Poi non faccio più soste.
Attraverso una zona industriale rumorosa e trafficata.
Il pensiero dei problemi sul lavoro cerca di infilarsi nella mia testa, cerco di cacciarlo via a forza. E' ostinato, non se ne vuole andare.
E allora lo frego, ricostruisco i momenti piacevoli, quelli che mi hanno dato soddisfazione, quelli buffi.
Sì, ce ne sono stati anche sul lavoro, anche se non sono proprio recentissimi. A questi pensieri man mano se ne attaccano altri e... fregato!
Arrivo a Ourense.
Semafori, traffico, devo riabituarmi.
Riesco a trovare l'albergue senza neanche perdermi.
E' l'una, sono la prima ad arrivare, scelgo un letto con vista sul cimitero. Beh, non proprio volutamente, lo scelgo vicino alla finestra, poi scopro che dà sul cimitero.
Sento l'hospitalero che dice a qualcuno che per ora è arrivata solo un'italiana.
Sono Martin e Rafael, risposta: "La conosciamo!". Beh, sarà una scemenza, ma mi fa piacere.
Giro per Ourense. Metto la mano sotto la fontana delle terme. Acc... dovrebbero scriverlo bello grosso che l'acqua è molto calda.
Vado fino al fiume e me ne sto un po' su una panchina.
Un mucchio di gatti neri.
Prima di andare a dormire faccio un consulto con Martin sulla tappa di domani. Percorso di destra o di sinistra? Oseira o non Oseira?
Sul primo quesito non ho elementi, i miei fogli hanno solo l'opzione di destra: andiamo a sinistra.
E poi Monastero di Oseira. Rafael non è molto convinto di questa scelta, ma siamo 2 contro 1! Comunque si può sempre cambiare idea strada facendo.

02/09 Ourense - Oseira
Parto con Martin e Rafael.
L'uscita da Ourense non ci viene proprio bene al primo colpo, ma in qualche modo riusciamo a ritrovare le frecce.
C'è una piccola galleria con semaforo per pedoni.
Inizia una strada asfaltata in salita, non è trafficatissima, ma un po' di macchine ci sono.
C'e un po' di nebbiolina che rende il paesaggio un po' strano.
In cima c'è una fontana, una pietra con "Santiago 99Km" e il sole. Si vede tutta la nebbia sotto.
Adesso è più o meno in piano, tra boschetti, campi e erica.
Mi mangio un bocadillo con il famoso pane di Cea.
Dopo Cea c'è un tratto nel bosco che mi piace molto.
Sono sempre con Martin e Rafael, a volte un po' più avanti, a volte un po' più indietro, ma sempre "a vista".
Arriviamo insieme al Monastero: imponente!
Ci danno le chiavi dell'albergue e tutte le istruzioni. Rafael si è fermato su una panchina, quindi tocca a me cercare di capire le istruzioni. E capisco che arrivarà anche un gruppo di 5 persone.
L'albergue e sicuramente particolare, in una stanza altissima. Da quello che avevo letto, me lo aspettavo buio, freddo e umidissimo. Invece, non non mi sembra così tremendo, forse è la stagione.
Arriva anche Enric, poi Luis, un ragazzo ciclista-poeta.
Quando Luis torna dalla doccia ci dice che arriverà un gruppo di 15 persone (avevo capito male il numero!).
Andiamo tutti e 5 a mangiare insieme in uno dei 2 bar, unica possibilità. Anche qui avevo letto che ci sono solo 2 bar, hanno solo bocadillos e sono anche cari. E invece...
La signora ci chiede se ci va bene per 8 euro Caldo Gallego, un po' di insalata, tortilla, salumi e poi il dolce. Ci va bene.
Il Caldo Gallego non è niente male. Oltre alla tortilla (ottima e bella spessa!), insalata e un bel piatto di salumi vari, c'è anche empanada e fantastici "Pimientos del Padron" che spazzoliamo così velocemente che la signora ce ne fa friggere un altro piattone.
Non so se è un caso o se la signora è particolarmente di buon umore, ma mangiamo tanto e bene (se dovesse servire, siamo andati al secondo bar, non quello che c'è sull'angolo).
Durante la cena mi sento un po' "vecchia", non tanto per l'età, ma per il modo di pensare o, forse meglio, per il "disincanto".
Luis è di Madrid, ma vuole andare a vivere in campagna, coltivarsi il suo orto, partire per i suoi viaggi (ha girato in bici molta Europa e l'inverno scorso è stato 3 mesi in Perù), scrivere poesie. Pensa che il modo attuale di lavorare non abbia più senso e che sia necessario ritornare alla terra.
Enric è di Barcellona e sta facendo un corso per diventare tatuatore, vuole andare a vivere in Islanda, dove è stato un mese l'anno scorso.
Anch'io sognavo di stare in montagna, in mezzo alle mucche, ma mi rendevo anche conto che non l'avrei fatto.
Ci sono troppi legami e vincoli e obblighi che non puoi, non vuoi spezzare. Non lo so, ho la sensazione che uno poi finisca a fare quello che può, forse l'importante è mantenersi comunque sempre aperto uno spiraglio di follia, di sogno.
Auguro comunque a Enric e Luis di riuscire a mettere in pratica i loro sogni.
Luis ci legge anche una lunga poesia che ha scritto oggi. Ehm... tra la lingua e il fatto che non ho uno spirito molto poetico: non ci capisco niente.
Quando andiamo a dormire non è arrivato nessun gruppo. Chissà cosa ho capito...
Intorno a mezzanotte veniamo svegliati da una marea di ragazzini, non sono né 5 né 15, sembrano almeno 500!
Malgrado cerchino di non fare tanto rumore, sono comunque tanti e piccoli e, prima che tutti si sistemino e si calmino, passano almeno 2 ore.

03/09 Oseira - A Laxe
Caccia alla ciabatta: una mia ciabatta è stata spazzata via dalla piena dei ragazzini. Alla fine la ritrovo sotto un letto non così vicino.
I ragazzini dormono ancora e... ci sforziamo un po' meno del solito di fare tutto in silenzio.
Primo tratto in salita su mulattiera, con un po' di nebbiolina che si dirada man mano che si sale e alla fine esce il sole.
Attraverso una serie di frazioni con parecchi cani in giro.
Uno mi sembra proprio poco amichevole, ma è a guardia del suo campo, io passo sulla stradina senza avvicinarmi e la cosa finisce solo con un po' di rumore.
Incontro signore cha vanno al pascolo con 2/3 mucche, qualche pecora, il cane. Altra immagine che ho ben impressa nella memoria, ma che vedo più da tanto.
Colazione a Castro Dozon con un pezzo di pane gigante e anche molto buono, burro, marmellata e il solito Colacao.
Poi la giornata va avanti tranquilla, tra frazioni, boschi, campi.
Poco prima di arrivare a A Laxe ritrovo Stano e Zuzanne (loro non sono passati da Oseira) e finisco la tappa con loro.
Zuzanne mi chiede se a Santiago andrò a ritirare la Compostela. Dico che non lo farò e cerco di spiegare il motivo, cioè che non sento la necessità di un documento che attesti che ho fatto il cammino e che penso che la Compostela sia per chi ha come motivo principale il motivo religioso. Io faccio il cammino perché mi piace, ci sto bene. Mi sembrerebbe non corretto ritirarla.
Ma tra il mio inglese e la mia incapacità a dire le cose, mi guardano molto stupiti.
Cercherò di spiegare questa cosa altre 2 volte. ad altre persone, nei prossimo giorni e continuerà a riuscirmi male...
 
03/09 A Laxe - Outeiro
Parto alle 7 come al solito.
Martin e Rafael non si sono ancora alzati, ieri Rafael ha avuto qualche problema a un dito del piede.
Stano e Zuzanne si stanno preparando.
C'è una pioggerellina sottile, metto solo il coprizaino.
E' una mattina strana.
Domani, se tutto va bene, arrivo a Santiago.
Sento questa come ultima tappa "normale".
Sì, poi dovrei farcela ad arrivare fino a Finisterre, però... la sento come ultima tappa, poi sarà qualcosa di diverso.
E mi dispiace.
Non mi piace fare bilanci, però finisce che li faccio.
Sto pensando più al tratto percorso fino a qui che a quello che sto percorrendo.
Prima ringrazio piedi, gambe, spalle, articolazioni varie, che si sono comportati veramente alla grande.
E anche la testa ha collaborato.
Sono partita sperando di lasciare fuori dalla mia testa, almeno per un po', i casini sul lavoro. Direi che ci sono riuscita.
E' stato un cammino solitario, ho camminato quasi sempre da sola, è stato bello, era quello che mi aspettavo, la parte meno difficile per me.
Ma ho anche camminato con altre persone.
Martin e Rafael soprattutto.
Non abbiamo fatto tanti tratti insieme, non abbiamo neanche mai fatto "grandi discorsi".
Ma:
- la ricerca di frecce con le pile la mattina
- le colazioni al primo bar aperto o, in mancanza di bar, al primo bel posto che chi era davanti trovava
- un po' di cene
- i commenti serali su cosa avevamo visto e fatto durente il giorno
- i "consulti" sulla tappa del giorno dopo
- i racconti di altri cammini
Non mi ricordo di aver mai pensato: "cosa ci faccio io qui?".
Cerco di pensare se c'è stato qualche momento in cui mi sia sentita "fuori posto". Ma mi sembra proprio di no. E questo è ben strano!
Arrivo al vecchio ponte di Taboada in mezzo alla nebbiolina. E' bello. Mi risveglio, torno alla tappa di oggi.
Silleda, non c'è nessuno in giro, tutto chiuso. Guardo l'ora, sono più delle nove. Poi mi viene in mente che è domenica.
Quasi all'uscita del paese trovo un bar aperto. E' un bar triste, il Colacao è in un bicchierino striminzito, la tostada sono 2 fette di pan carrè, non appaiono neanche Martin e Rafael.
Per fortuna quando esco è uscito il sole e il cielo è azzurro.
Incontro un cagnone che mi fa le feste e mi viene dietro per un po'.
Ci sono una serie di lumache col guscio che con l'umidità sono arrivate in mezzo alla strada e adesso sono lì a rischio di essere pestate. Le sposto sul bordo. Ne incontro tantissime e sono un po' stufa di alzarmi e abbassarmi con tanto di zaino, ma è più forte di me... sposto tutte quelle che vedo.
A Bandeira incrocio 2 ragazzi che stanno facendo il percorso inverso, sono partiti ieri da Santiago. Ci scambiamo un paio di informazioni sul tratto fatto.
Il percorso è piacevole, in mezzo alla campagna, ogni tanto si attraversa qualche bosco (anche un po' di eucalipti, che adesso riconosco immediatamente!), qualche frazione, campi, mucche.
Mi fermo a mangiare qualcosa sugli scalini di una chiesetta (beh, ad essere proprio corretti, sono nel cimitero, con tanto di foglio appeso con i nomi di chi ha pagato le spese per la manutenzione e di chi deve ancora pagarle).
Arrivo a San Miguel, adesso ho la discesa a Ponte Ulla e poi la salita a Outeiro.
Come sempre la discesa mi sembra lunghissima e penso che poi dovrò rifare tutto quel dislivello, anzi un po' di più, in salita.
Ponte Ulla è davvero in una gola, con l'enorme viadotto della ferrovia sullo sfondo.
Inizio a salire con calma, tranne un pezzettino su carretera, non è male.
Arrivo a una cappella con un prato davanti e un'ottima vista.
Fino qui non è stato faticoso, probabilmente la parte dura inizierà adesso.
Cerco di capire a che punto sono, boh... non capisco bene... guardo meglio e... sono arrivata!
L'albergue è bello.
Dopo un po' arrivano Stano e Zuzanne. Zuzanne ha trovato la salita molto faticosa, evito di raccontare che l'ho fatta senza rendermene conto.
Arriva anche Enric.
Martin e Rafael no, si sono fermati prima. Li saluto e li ringrazio "mentalmente", mi sarebbe piaciuto arrivare con loro a Santiago, ma forse è meglio così, con i saluti "reali" non sono molto brava.
Mangiamo tutti e 4 insieme.
E' una cena piacevole, si parla di Spagna, Italia, Slovacchia, Islanda (io ci sono stata 2 settimane un po' di estati fa e Enric ci ha vissuto per qualche tempo).

04/09 Outeiro - Negreira
Santiago è solo a 16 km (o 17 o 18... dipende dalle guide), per cui potrei partire anche un po' più tardi, ma alle 7 sono in cammino.
Il Sanabres mi regala una ultima tappa con paesaggio molto belli.
Cielo azzurro e ancora un po' di nebbia giù nelle valli.
A metà strada vedo Stano e Zuzanne dietro di me e mi fermo ad aspettarli.
Mi invitano a una colazione su alcune pietre al bordo della strada.
Adesso capisco perché avevano fatto fatica sulla salita di ieri, dai loro zaini esce cibo per un reggimento!
Riparto con loro.
Incontriamo un vecchietto che ci saluta e ci dice che Santiago ormai è vicino.
Poco prima di Santiago incrociamo i lavori per l'alta velocità, le frecce non sono chiarissime, anche se la direzione sembra abbastanza ovvia.
C'è una signora e per sicurezza chiediamo (o meglio chiedo, perchè Stano e Zuzanne non parlano spagnolo, quindi il mio scarso spagnolo è l'unica cosa che abbiamo).
La signora parte con un discorso lunghissimo e velocissimo, riesco a decifrare solo qualche parola qua e là e la blocco. Più piano per favore.
Si mette a ridere e ricomincia, questa volta a ogni frase si ferma e me la fa ripetere, per essere sicura che abbia capito.
Le indicazioni per Santiago sono molto semplici, basta attraversare il ponte e poi andare sempre dritti.
Ma la signora mi racconta tutta la storia del ponte, di dove bisognasse passare prima che lo costruissero e di come fosse scomodo, non solo per chi andava a Santiago, ma anche per chi viveva lì.
Poi mi chiede da dove arriviamo, da dove siamo partiti, è chiaro che ha voglia di chiacchierare è che si diverte un mondo a farmi capire le cose, ripetendole in vario modo, quando non le afferro subito.
Alla fine la saluto e ripartiamo.
Stano e Zuzanne sono abbastanza preoccupati: abbiamo parlato per 10 minuti, è così complicato arrivare a Santiago? Li tranquillizzo.
Esattamente come mi ha detto la signora: arriviamo alla croce, attraversiamo la strada, facciamo pochi passi e vediamo le guglie della cattedrale.
Beh, sì, un po' di emozione c'è.
La cattedrale non è proprio lì, dobbiamo ancora scendere e risalire.
Ci arriviamo davanti.
Stano e Zuzanne entrano subito.
Io mi siedo un po' sugli scalini della piazzetta laterale.
C'è un po' di gente intorno a me, che passa, chiacchiera, ma io sono ancora nel mio "mondo a sè", non ci faccio troppo caso.
Finché, da un gruppo di turisti con guida in testa, si stacca una signora e... mi fotografa...
Pellegrina con zaino, peccato, mi mancano bastone e conchiglia.
Non so bene perché ma la cosa mi crea qualche problema.
Mi alzo e entro nella cattedrale.
C'è parecchia gente, gruppi con guida in testa, gente che fotografa.
Vedo Zuzanne le vado incontro e mi ritrovo senza neanche capirlo in una coda di persone, capisco che è la coda per la statua e la tomba del Santo.
Zuzanne mi dà un foglietto con il suo indirizzo email, nel caso non ci incrociassimo più. Sfilo un attimo lo zaino per metterlo dentro nel momento in cui la coda fa un passo avanti.
Penso di rimettere su lo zaino e poi fare il passo avanti, così ho anche un po' di spazio e evito di colpire qualcuno.
Ma non mi rendo conto che sono in coda, la coda ha le sue regole.
La coppia che è dietro di me, mi guarda storto, mi dice qualcosa che non capisco e si infila nei 50 cm vuoti davanti a me.
Mi rendo conto di non essere ancora pronta.
Esco dalla coda.
Esco dalla cattedrale.
Sono in piazza Obradoiro, è piena di gente. Un gruppo di scout sta facendo una girotondo cantando e quasi gli finisco addosso. Un ragazzo mi dà un volantino. Una signora mi chiede se mi serve un posto dove dormire.
Cerco di fare una foto anch'io... ma... cerco un via tranquilla, mi siedo su uno scalino e tiro fuori i miei foglietti.
Non è neanche mezzogiorno, quanti chilometri ci sono per Negreira? 21, 5 ore, si può fare.
Riparto.
Ci ritornerò a Santiago, l'ultimo giorno. La girerò con calma, starò un po' nella cattedrale, farò la coda per la statua e la tomba del Santo, vedrò anche il botafumeiro in azione (ma questo non lo sapevo ancora...), ma adesso no, non sono ancora pronta.
Appena fuori da Santiago mi sento meglio.
Mi sembra un po' assurdo quello che ho fatto, ma l'ho fatto.
Durante il pomeriggio incontro solo qualcuno che va nel verso opposto al mio, sono partiti tutti molto prima i me.
Cammino bene, in mezzo ai boschi (e qui gli eucalipti iniziano ad essere parecchi!), attraverso qualche paesino.
Ogni tanto penso che non sono tanto normale, però sto bene.
Negreira: l'albergue municipal è pieno (eh... non sono più sul Sanabres), vado all'Albergue Lua.
Le persone sono tutte a gruppetti che parlano tra loro.
Saluto, ma non oso "entrare" in nessun gruppetto e neanche nessuno sembra fare caso a me.
Recupero qualcosa da mangiare, mi faccio un giro per il paese e vado a dormire, sono anche un po' stanca.
Giornata strana...

...continua...
 
ciao liam! tranquilla non sei strana. anche una ragazza che ha fatto il cammino di finisterre con me è partita da monte do gozo, è arrivata prestissimo a santiago e poi è ripartita subito per la prima tappa del cammino di finisterre, arrivando anzichè a Negreira fino a Vilaserio. a santiago c'è andata di ritorno da finisterre. e poi ti capisco benissimo. essere catapultati in mezzo ai turisti "assatanati" dopo giorni di cammino fa venire voglia di scappare...
 
Grazie Paolo.
E' stata una reazione imprevista anche per me... nel giro di 5 minuti ho deciso e sono ripartita :oops:
 
05/09 Negreira - Olveiroa
Tutti si svegliano prestissimo.
Mantengo il mio orario e parto alle sette.
L'uscita da Negreira mi piace.
Un pezzo in mezzo ai boschi con leggeri saliscendi.
Poi su stradine asfaltate e non, tra i campi.
C'è parecchia gente che cammina davanti e dietro di me, qualcuno mi supera, supero qualcuno. Un saluto con tutti.
Incontro un signore che porta al pascolo cavalla e puledrino.
C'è da attraversare una strada, con macchine che vanno a una velocità folle.
Aspetto il momento buono con una coppia di tedeschi.
Mi fermo con loro a un bar che c'è dall'altro lato della strada. Scambiamo 2 parole. Hanno fatto il Francese da SJPDD.
Sono le prime persone con cui scambio più di un saluto da quando sono "scappata" da Santiago (ehm... e ci faccio caso solo adesso...).
E' quasi tutto asfalto, ma le stradine sono piccole e la vista è bella: colline, con lago sullo sfondo.
C'è l'indicazione per un cucuzzolo con vista: è presto e non sono particolarmente stanca.
Su non c'è nessuno, solo sole, venticello e vista tutto intorno. Mi fermo un po'.
All'Albergue municipal c'è già parecchia gente, ma trovo ancora un letto.
Mentre faccio il bucato un ragazzo spagnolo mi chiede in po' di notizie sul Sanabres, sono contenta di provare a dargliele con il mio spagnolo mimato.
Sento parlare italiano e mi avvicino.
E' una coppia che arriva dall'Inglese. Chiacchieriamo un po'.
Sento che lui si chiama Alberto e... lampadina! Sono Nora e Alberto!
Sono davvero contenta di incontrarli.
Si parla un po' di cammini, un po' di forum, un po' di tutto.
Arriva anche Federico di Firenze e poi Andrea di Varese.
Andiamo a mangiare tutti insieme. E' una serata davvero piacevole.

06/09 Olveiroa - Muxia
Sento che tutti si stanno svegliando, aspetto un quarto d'ora, così evito l'imbottigliamento bagno.
Man mano che fa giorno si iniziano a vedere le pale eoliche nella nebbia, sono vicine e danno anche un senso di tranquillità.
Arrivo al bivio Finisterre/Muxia.
Ho il volo venerdì sera, ho tempo per camminare ancora 2 giorni e passarne uno a Santiago.
Vado verso Muxia. Finisterre mi sembra il posto giusto per "finire".
La nebbia si alza un po', ma rimane la foschia e ogni tanto un po' di pioggerella sottile. Non mi disturba però.
Saliscedi tra boschi e campagna.
Vedo dei covoni di fieno. Anni fa non li avrei neanche notati, ma mi rendo conto che non ne vedo da tantissimo. Ormai il fieno si imballa in altro modo.
Mi fermo a mangiare qualcosa e mi supera la coppia di tedeschi che ho incontrato ieri. Poco dopo li supero io mentre mangiano loro.
Mi mancano un po' le colazioni con Martin e Rafael.
Tratti su stradine in mezzo agli eucalipti con muretti a secco.
Incontro degli operai che fanno la manutenzione di queste stradine. Mi sembra una bella cosa.
Una discesa, al fondo: vedo il mare!
Sono partita da Salamanca e sono arrivata all'oceano.
Abbandono le frecce gialle per un po'. Prendo una stradina che scende fino alla spiaggia.
Sono arrivata al mare, adesso voglio vederlo da vicino.
Le nuvole si stanno spostando e inizia a comparire un po' di azzurro.
Mi fermo a mangiare qualcosa sulla spiaggia.
Provo a vedere se la stradina continua e risale, ma finisce. C'è un sentiero che sale, provo anche quello. Ma sono presto in mezzo ai rovi, senza possibilità di andare avanti. Ma trovo le migliori more di tutto il cammino.
Torno indietro e all'altezza della spiaggia incontro la coppia di tedeschi.
Non volevano scendere in spiaggia, hanno sbagliato.
Quando dico che la strada finisce poco dopo, non sono molto convinti (soprattutto la moglie, che spera di non dover rifare in salita il tratto che ha appena fatto in discesa).
Incontriamo un signore con il cane che ci conferma che per tornare sul cammino non c'è altro da fare che tornare indietro.
Evito di spiegare che io sono scesa giù "volontariamente".
Arrivo a Muxia con il cielo sereno.
Doccia, bucato e una lenta passeggiata fino al santuario.
E' festa e all'interno del santuario c'è una funzione.
C'è gente fino fuori, nessuna possibilità di entrare.
Mi allungo un po' sugli scogli.
C'è una pietrone piatto e un mucchio di gente si mette a quattro zampe per passarci sotto. E' abbastanza buffo: bambini, anziani, uomini, donne, grassi, magri: tutti a strisciare sotto il pietrone.
Il rumore del mare copre le voci e forse mi addormento un po'.
Mi rialzo quando ritornano le nuvole e inizia a fare fresco.
Compro un cartoccio di churros a una bancarella della festa. Manca la cioccolata calda, ma sono buoni lo stesso.
Prendo qualcosa al supermercato e vado a fare cena sulla spiaggia, insieme ai gabbiani.

...continua...
 
Mi ero perso il tuo "arrivo" a Santiago,Lia. Hai fatto ciò che ti sentivi ed hai fatto bene. Quella sensazione di estraneità l'ho provata anche io e so perfettemente di cosa parli. Santiago purtroppo manca totalmente di quello spirito pellegrino che anima il viaggio di noi tutti. Lungo la strada abbiamo tante aspettative circa la nostra meta: sognamo l'arrivo,l'abbraccio al Santo,il raccoglimento come compendio di un percorso interiore fantastico...e poi ci troviamo in un luna park della Fede a sgomitare con frotte di fedeli in gita vomitati dai pullmann turistici,con i venditori di specchietti per le allodole e con una Messa del Pellegrino in cui i pellegrini stanno in piedi ai margini della Cattedrale guardati a vista da gendarmi gialloblu vestiti e gentilmente odiosi. Non si fanno trenta o quaranta giorni di Cammino per presenziare a tutto questo. Ancora una volta è vero il detto "Il Cammino è il Viaggio e non la Meta!" Non eri tu a non essere "pronta",è il posto che non è pronto per te e dubito che lo sarà in futuro. :bacibaci: Fly
 
Non so... Santiago è così, forse è anche giusto che sia così.
Per moltissime persone è un posto davvero importante per la fede e sicuramente non sono disturbati da cose collaterali.
La mia fede... fa un po' quel che può, io... faccio un po' quel che posso.
"Io" in quel momento mi sentivo "fuori posto".
Ma... boh... non lo so... non è stata una scelta di "testa", ma di "pancia" e quindi è inutile che cerchi di dargli una spiegazione.
E comunque aver agito una volta tanto di "pancia" senza pensare e ripensare come normalmente faccio (il più delle volte inutilmente!) è stato... boh :? , è stato! ;)

...grazie! :Ciao:
 
08/09 Muxia – Finisterre
C’è nebbia e pioggerella sottile.
La prima parte è lungo il mare, anche se, con il buio e la nebbia, più che vederlo lo sento.
Abbandono il mare e salgo verso l’interno.
Arrivo al primo gruppo di case, sta diventando chiaro, ma la nebbia continua.
Dopo un po’ mi rendo conto che non vedo più frecce da quando sono uscita dal paesino.
Ho perso un bivio. Sono riuscita a perdermi l’ultimo giorno.
Dovrei tornare indietro, ma decido di proseguire. Sono su una stradina, prima o poi arriverò in una strada o in un paese e dovrei capire come ritornare sul cammino.
Guardando la cartina che mi hanno dato ieri all’albergue, ho più o meno idea di dove sono.
Incontro 2 ragazzi e una ragazza polacchi. Persi anche loro.
Guardiamo la cartina insieme, dovremmo incrociare la carretera di lì a poco e subito dopo una stradina dovrebbe riportarci sul cammino. Allunghiamo solo un po’.
Solo uno dei 3 parla un po’ di inglese.
Arriviamo sulla carretera, incontriamo anche un signore che ci conferma dove dobbiamo passare.
Ritroviamo le frecce.
Cammino un po’ più veloce di loro e dopo un po’ li perdo.
E’ quasi tutto in mezzo al bosco, non è male (anche se pensavo di avere un po’ più di vista sul mare).
Nebbia e pioggerella continuano.
Mi fermo all’unico bar della giornata. Difficile non vederlo, i cartelli che ne indicavano la presenza iniziano chilometri prima e sono quasi più frequenti delle frecce gialle.
In un tratto in mezzo al bosco il mare si sente, ma non riesco a vederlo, non so se per gli alberi o per la nebbia.
Poco per volta le nuvole si alzano e quando sono in vista di Finisterre appare il sole.
Lascio lo zaino all’albergue e vado subito al faro, prima che le nuvole ritornino.
Il percorso per il faro è su carretera, anche con parecchie macchine e pullman, ma la vista è bella.
Sono ormai in vista del faro e vedo 2 persone che mi vengono incontro ridendo. Inizio a ridere anch’io.
Ho di fronte un cappello di paglia e una maglia a righe bianche e blu!
Il cammino mi fa un'altro bel regalo inaspettato.
Ci raccontiamo un po' gli ultimi giorni.
Sono arrivati in autobus, il dito del piede che Rafael si è rotto quest'inverno ha iniziato a dare un po' di problemi, per cui non lo vuole forzare.
Anche loro si sono sentiti un po' "spiazzati" appena arrivati a Santiago.
Dicono che bisogna solo superare il primo impatto, poi va decisamente meglio e poi... dovremo ben riabituarci al mondo normale.
Loro ritornano verso Finisterre io continuo fino al faro.
Sono di ottimo umore.
Oltre il faro c'è qualcuno che, malgrado i cartelli, sta bruciando qualcosa di molto puzzolente... mah...
Sarà anche il "rito finale", ma tutte queste calze, ciabatte e simili abbandonate lì, alcune mezze bruciacchiate, mi sanno un po' di discarica.
Ma tutto sommato non è che mi disturbino poi così tanto.
Vado un po' oltre, dove non c'è più niente e mi siedo sua pietra.
Il mare è diviso in 2 dal capo: nebbia da un lato, azzurro dall'altro.
Sto lì parecchio, senza pensare a niente, senza fare nessun bilancio, sto lì e basta. E ci sto anche bene!
Poi torno giù.
La sera vado a fare un giro fino alla Playa de Langosteira e mi porto via una conchiglia.
Adesso mi rendo conto che il cammino è davvero finito.

09/09 Santiago
La notte in albergue è parecchio movimentata.
Alcune ragazze devono aver festeggiato abbondantemente la fine del cammino. L'epilogo è intorno all'una di notte, con ritorno in albergue e abbondante vomitata fuori dalla finestra (e anche un po' dentro).
Imparato che la sera, a Finisterre, è bene non passare sotto le finestre degli albergue, non sai cosa ti potrebbe arrivare in testa.
La mattina prendo il primo bus per Santiago.
Adesso sono più "pronta".
Santiago è davvero bella.
Entro nella cattedrale, so che ci sarà la coda, so che ci saranno tanti turisti, so che qualcuno guarderà la gente con lo zaino con curiosità.
In coda parlo con alcune signore italiane che hanno fatto gli ultimi 100km. Mi chiedono da dove sono partita e quanti chilometri ho fatto. Si stupiscono un po' che non abbia fatto il Francese e abbia fatto più dei 100 chilometri "necessari".
Una mi chiede se così "vale di più". Mi viene da sorridere, rispondo che non ne ho idea, non saprei quantificare il "valore".
Un'altra mi chiede quale "motivo" avevo per fare questa cosa: "Perché mi piace!"
La risposta non la convince molto, forse pensa che non le voglia dire il vero motivo. Ma è davvero quello!
Vedo anche il botafumeiro in azione.
Mi affascina.
Anche se, almeno per me, il lato spettacolare supera nettamente quello spirituale.
Però: Grazie! Non mi è ancora chiarissimo a chi sto rivolgendo il mio Grazie. Forse non lo sarà mai. Ma... è così.
Esco e giro un po' a caso per Santiago.
Mangio un fantastico bocadillo con una quantità esagerata di acciughe dentro. Era quello che ci voleva per farmi ritornare alle cose materiali. E riesco anche a non macchiarmi ovunque con l'olio (e qui forse qualche aiuto sovrannaturale deve esserci stato!)
E' quasi ora di andare a prendere il bus per l'aeroporto.
Vado all'ufficio del turismo per farmi spiegare dov'è la fermata. Mi danno una cartina, finora ho girato a caso e non mi dispiace.
La fermata è vicina, decido di farmi un ultimo giro.
Sotto la statua di Cervantes mi sento chiamare: Martin e Rafael!
Hanno il treno per Madrid stasera e poi l'aereo da lì.
Saluto loro e il cammino e vado a prendere il bus.
Bus, aereo, notte in aeroporto a Bergamo (c'è anche Federico, che avevo incontrato a Olveiroa), bus alle 4 di mattino, treno, casa.

...fine...
 
E adesso?
Scrivere queste cose mi è piaciuto, me le ha fatte rivivere (e Ermetismo ha ragione!).
Non so bene cosa sono riuscita a far "passare", sempre che abbia fatto passare qualcosa... :oops:
Comunque grazie al forum che mi ha dato questa possibilità!
Grazie anche a chi le ha lette e a chi le ha anche commentate.

Al ritorno mi sono ritrovata in un casino lavorativo ancora peggiore di quello che mi potevo aspettare.
La cosa che sopporto meno è che le persone intorno a me si stanno scannando tra di loro.
Boh, si vedrà.
Forse anche grazie al cammino, sto predendo la situazione non troppo male, almeno per ora. :?

E il prossimo cammino? Non so ancora quando, ho un mucchio di idee da cambiare periodicamente sul dove, ma quasiasi sia il quando e il dove vorrei che ci fosse! :D
:abbraccio:


PS scusate, devo aver fatto un po' di casino con le date, c'è un giorno doppio, un altro manca. Ma la sequenza è quella

PPS Quando sono arrivata a Torino sono andata subito da mia mamma e il gatto ha passato ore ad annusare il mio zaino e alla fine ci si è addormentato sopra "abbracciandolo". Innamorato anche lui del cammino? :D ...o forse della mia roba sporca :roll:
 
liam ha scritto:
Non so... Santiago è così, forse è anche giusto che sia così.
Per moltissime persone è un posto davvero importante per la fede e sicuramente non sono disturbati da cose collaterali.
La mia fede... fa un po' quel che può, io... faccio un po' quel che posso.
"Io" in quel momento mi sentivo "fuori posto".
Ma... boh... non lo so... non è stata una scelta di "testa", ma di "pancia" e quindi è inutile che cerchi di dargli una spiegazione.
E comunque aver agito una volta tanto di "pancia" senza pensare e ripensare come normalmente faccio (il più delle volte inutilmente!) è stato... boh :? , è stato! ;)

...grazie! :Ciao:
Ho riflettuto e...hai ragione tu. Ognuno ha la "sua Santiago" ed alla maggior parte va bene così. Mi hai ricordato che un "boh...non lo so..." può valere molto più di una certezza di parte.Non ho cambiato idea ma cercherò di essere più accorto nell'esprimere i miei punti di vista. Grazie a te per avermici fatto pensare.(e dopo aver scritto questo post,corro a cambiare la mia "firma")
 

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